Angelo Leonardi
Tra i nuovi protagonisti dell'avanguardia la pianista giapponese Sakoto Fujii deve ancora trovare i
riconoscimenti che merita, soprattutto in Italia.
Questo a dispetto della sua notevole statura artistica e di una discografia nutrita, caratterizzata da varietà di percorsi
e originalità di soluzioni.
Le sue opere spaziano da lavori in piccolissimi organici (ad esempio il duo col trombettista Natsuki Tamura di
How Many?) a variopinti progetti orchestrali (come testimonia il formidabile South Wind, inciso nel 1997 con
un organico compredente Herb Robertson, Steve Bernstein, Andy Laster e molti emergenti della
New York alternativa).
Come altrettante istantanee, i tre dischi qui recensiti fotografano situazioni in itinere, che sviluppano collaborazioni
consolidate e mostrano differenti aspetti della poliedrica personalità di Sakoto.
Diplomatasi con menzione d'onore alla fine degli anni ottanta alla Berklee School of Music e al New England
Conservatory, la pianista ha evidenziato -nel corso degli anni novanta- una
tecnica poderosa e una vasta preparazione musicale.
Solista di alta sensibilità lirica e dal magnifico tocco, Sakoto sintetizza nel suo stile aspetti della musica classica europea,
le forme musicali tradizionali giapponesi e la scuola
pianistica afroamericana: in questo campo le influenze più
evidenti sembrano venire (oltre che da Cecil Taylor), da
Paul Bley (suo maestro al New England Conservatory e compagno sul disco di debutto Something About Water [Libra])
e Marilyn Crispell.
Partiamo da Junction, quarto lavoro del suo trio con il
bassista Mark Dresser e il batterista Jim Black.
Il disco, di grande autorità e impatto emozionale, è
caratterizzato da una contina tensione esplorativa che porta
la musica in direzioni molto diverse, quasi sempre imprevedibili.
Lo spettro sonoro passa da estreme rarefazioni cameristiche a
prepotenti articolazioni ritmiche (dominate ovviamente dalla
carica precussiva di Black) mentre l'autorevole contrabbasso
di Dresser mantiene la gravità del sistema.
In questo percorso riescono a convivere, con ammirevole
coerenza, rarefatti pastelli astratti ("Go on Foot", "Caret")
ed esplorazioni minimaliste ("Humoresqueak") con impetuosi
collettivi improvvisati ("Junction"). Particolarmente felice
è il lungo e variopinto "The Future of the Past" collocato
in chiusura.
I due dischi successivi sono autoprodotti dall'etichetta
discografica di Sakoto, la Libra Records.
Clouds vede la pianista coinvolta in sei libere improvvisazioni
col trombettista Natsuki Tamura, suo partner di vita e (spesso)
di lavoro. Il clima è -senza esagerare- magnifico:
astratto ma ricco di abbandoni lirici, trasognati e contemplativi
dove Sakoto lascia molto spazio al collega.
Tamura è un solista notevole che è stato associato agli stili di Miles Davis e Lester Bowie. A me sembra anche vicino
all'estetica di Bill Dixon, di cui condivide il magnifico
sound, la propensione verso linee immobili, la costante
sperimentazione timbrica (è però suo il grandioso uso della
sordina che rimanda addirittura a Bubber Miley).
Il dialogo con la Fujii è fantasioso e l'effetto poetico è raggiunto
per sottrazione: sottili chiaroscuri, situazioni sospese
alla ricerca dell'estrema purezza melodica. A differenza
di certi lavori dell'avanguardia post-free, la musica va
ben oltre la sperimentazione di maniera, ma segue sempre uno
svolgimento narrativo. Estremamente coinvolgimenti sono
"Cirrocumulus" per la dimensione melodica (un paesaggio
notturno simile a quelli di Tomasz Stanko) e "Stratocumulus",
per quella timbrica.
Del tutto diverso è invece Vulcan, che condivide in pieno
l'estetica post-moderna e trasversale della New York anni
novanta.
Tanto per capirci siamo sulla stessa lunghezza
d'onda dei gruppi di Bobby Previte (Weather Clear, Track Fast)
e in parte di Wayne Horvitz, Henry Threadgill e John Zorn.
Accanto alla Fujii e Tamura troviamo il basso elettrico
di Takeharu Hayakawa e il batterista Tatsuya Yoshida (membro dei leggendari Ruins) che
caratterizzano il collettivo con il loro groove possente,
d'impronta rock e funk.
I percorsi sono ricchi di tensione e di forte impatto per
la capacità del quartetto di trovare soluzioni variopinte,
nell'alternanza dei mutamenti di clima: la tromba di
Tamura è spesso (non sempre) espressionista mentre la Fujii
tende a limitare l'uso di clusters, infondendo serenità
con interventi intensi e riflessivi. Da questo punto di
vista è esemplare l'ascolto di "Ninepin" e "Junction" ma sono
parecchi i momenti memorabili: il poetico "Footstep", il
crepuscolare (a suo modo) "Neko No Yume", il
travolgente "LH Fast".
In conclusione un lavoro inventivo e godibile come pochi,
che sa riflettere l'angoscia e la tensione metropolitana
conservando la sensibilità di uno sguardo distaccato,
tipicamente orientale, alla vita e alla realtà.
Cosa aspettiamo a invitare questo gruppo in Italia?
Valutazioni:
Junction: * * * *
Clouds: * * * * ½
Vulcan: * * * * *
Sito di Satoko Fuji e della Libra Records:
www2s.biglobe.ne.jp/~Libra
Sito della EWE Records:
www.ewe.co.jp
Elenco dei brani:
Junction
01. Junction - 6:02
02. Go on Foot - 6:53
03. He Is Very Suspicious - 4:11
04. Ninepin - 11:49
05. Humoresqueak - 2:49
06. Eel - 8:32
07. Caret - 1:30
08. The Future of the Past - 14:01
Tutti i brani composti da Sakoto Fujii
Clouds
01. Cirrus - 5:07
02. Cumulimbus- 16:06
03. Stratus - 5:54
04. Cirrocumulus - 6:08
05. Altocumulus - 10:46
06. Stratocumulus - 9:43
Tutti i brani composti da Sakoto Fujii e Natsuki Tamura
Vulcan
01. The Sun Is A Moonlight Night (S.Fujii) - 14:35
02. Incident (N. Tamura) - 6:02
03. Ninepin (S.Fujii) - 10:40
04. Footstep (S.Fujii) - 4:55
05. LH Fast (S.Fujii) - 2:53
06. Neko No Yume (N.Tamura - T.Hayakawa) - 3:45
07. Explorer (N.Tamura) - 5:49
08. Untitled (S.Fujii) - 7:56
09. Junction (S.Fujii) - 7:15
Musicisti:
Junction:
Sakoto Fujii (pianoforte)
Mark Dresser (contrabbasso)
Jim Black (batteria)
Natsuki Tamura (melodica) aggiunto in "Ninepin"
Clouds:
Natsuki Tamura (tromba)
Sakoto Fujii (pianoforte)
Vulcan:
Natsuki Tamura (tromba)
Sakoto Fujii (pianoforte)
Takeharu Hayakawa (basso el.)
Tatsuya Yoshida (batteria, voce)