Quantcast

jazz Padova Porsche Jazz Festival 2006
  ricerca avanzata
    Newsletter  
  bookmark - aggiornamento periodico contattaci - per i redattori  





SITE PARTNERS
All About Jazz: US
Francia: Citizen jazz


Junction / Clouds / Vulcan
Sakoto Fujii (Ewe Records / Libra Records - Giappone - 2001)

Angelo Leonardi

Tra i nuovi protagonisti dell'avanguardia la pianista giapponese Sakoto Fujii deve ancora trovare i riconoscimenti che merita, soprattutto in Italia.
Questo a dispetto della sua notevole statura artistica e di una discografia nutrita, caratterizzata da varietà di percorsi e originalità di soluzioni.

Le sue opere spaziano da lavori in piccolissimi organici (ad esempio il duo col trombettista Natsuki Tamura di How Many?) a variopinti progetti orchestrali (come testimonia il formidabile South Wind, inciso nel 1997 con un organico compredente Herb Robertson, Steve Bernstein, Andy Laster e molti emergenti della New York alternativa).

Come altrettante istantanee, i tre dischi qui recensiti fotografano situazioni in itinere, che sviluppano collaborazioni consolidate e mostrano differenti aspetti della poliedrica personalità di Sakoto.

Diplomatasi con menzione d'onore alla fine degli anni ottanta alla Berklee School of Music e al New England Conservatory, la pianista ha evidenziato -nel corso degli anni novanta- una tecnica poderosa e una vasta preparazione musicale.
Solista di alta sensibilità lirica e dal magnifico tocco, Sakoto sintetizza nel suo stile aspetti della musica classica europea, le forme musicali tradizionali giapponesi e la scuola pianistica afroamericana: in questo campo le influenze più evidenti sembrano venire (oltre che da Cecil Taylor), da Paul Bley (suo maestro al New England Conservatory e compagno sul disco di debutto Something About Water [Libra]) e Marilyn Crispell.

Partiamo da Junction, quarto lavoro del suo trio con il bassista Mark Dresser e il batterista Jim Black. Il disco, di grande autorità e impatto emozionale, è caratterizzato da una contina tensione esplorativa che porta la musica in direzioni molto diverse, quasi sempre imprevedibili.
Lo spettro sonoro passa da estreme rarefazioni cameristiche a prepotenti articolazioni ritmiche (dominate ovviamente dalla carica precussiva di Black) mentre l'autorevole contrabbasso di Dresser mantiene la gravità del sistema.
In questo percorso riescono a convivere, con ammirevole coerenza, rarefatti pastelli astratti ("Go on Foot", "Caret") ed esplorazioni minimaliste ("Humoresqueak") con impetuosi collettivi improvvisati ("Junction"). Particolarmente felice è il lungo e variopinto "The Future of the Past" collocato in chiusura.


I due dischi successivi sono autoprodotti dall'etichetta discografica di Sakoto, la Libra Records.


Clouds vede la pianista coinvolta in sei libere improvvisazioni col trombettista Natsuki Tamura, suo partner di vita e (spesso) di lavoro. Il clima è -senza esagerare- magnifico: astratto ma ricco di abbandoni lirici, trasognati e contemplativi dove Sakoto lascia molto spazio al collega.
Tamura è un solista notevole che è stato associato agli stili di Miles Davis e Lester Bowie. A me sembra anche vicino all'estetica di Bill Dixon, di cui condivide il magnifico sound, la propensione verso linee immobili, la costante sperimentazione timbrica (è però suo il grandioso uso della sordina che rimanda addirittura a Bubber Miley).
Il dialogo con la Fujii è fantasioso e l'effetto poetico è raggiunto per sottrazione: sottili chiaroscuri, situazioni sospese alla ricerca dell'estrema purezza melodica. A differenza di certi lavori dell'avanguardia post-free, la musica va ben oltre la sperimentazione di maniera, ma segue sempre uno svolgimento narrativo. Estremamente coinvolgimenti sono "Cirrocumulus" per la dimensione melodica (un paesaggio notturno simile a quelli di Tomasz Stanko) e "Stratocumulus", per quella timbrica.


Del tutto diverso è invece Vulcan, che condivide in pieno l'estetica post-moderna e trasversale della New York anni novanta.
Tanto per capirci siamo sulla stessa lunghezza d'onda dei gruppi di Bobby Previte (Weather Clear, Track Fast) e in parte di Wayne Horvitz, Henry Threadgill e John Zorn. Accanto alla Fujii e Tamura troviamo il basso elettrico di Takeharu Hayakawa e il batterista Tatsuya Yoshida (membro dei leggendari Ruins) che caratterizzano il collettivo con il loro groove possente, d'impronta rock e funk.
I percorsi sono ricchi di tensione e di forte impatto per la capacità del quartetto di trovare soluzioni variopinte, nell'alternanza dei mutamenti di clima: la tromba di Tamura è spesso (non sempre) espressionista mentre la Fujii tende a limitare l'uso di clusters, infondendo serenità con interventi intensi e riflessivi. Da questo punto di vista è esemplare l'ascolto di "Ninepin" e "Junction" ma sono parecchi i momenti memorabili: il poetico "Footstep", il crepuscolare (a suo modo) "Neko No Yume", il travolgente "LH Fast".

In conclusione un lavoro inventivo e godibile come pochi, che sa riflettere l'angoscia e la tensione metropolitana conservando la sensibilità di uno sguardo distaccato, tipicamente orientale, alla vita e alla realtà.

Cosa aspettiamo a invitare questo gruppo in Italia?


Valutazioni:
Junction: * * * *
Clouds: * * * * ½
Vulcan: * * * * *

Sito di Satoko Fuji e della Libra Records:
www2s.biglobe.ne.jp/~Libra
Sito della EWE Records:
www.ewe.co.jp

Elenco dei brani:
Junction
01. Junction - 6:02
02. Go on Foot - 6:53
03. He Is Very Suspicious - 4:11
04. Ninepin - 11:49
05. Humoresqueak - 2:49
06. Eel - 8:32
07. Caret - 1:30
08. The Future of the Past - 14:01
Tutti i brani composti da Sakoto Fujii

Clouds
01. Cirrus - 5:07
02. Cumulimbus- 16:06
03. Stratus - 5:54
04. Cirrocumulus - 6:08
05. Altocumulus - 10:46
06. Stratocumulus - 9:43
Tutti i brani composti da Sakoto Fujii e Natsuki Tamura

Vulcan
01. The Sun Is A Moonlight Night (S.Fujii) - 14:35
02. Incident (N. Tamura) - 6:02
03. Ninepin (S.Fujii) - 10:40
04. Footstep (S.Fujii) - 4:55
05. LH Fast (S.Fujii) - 2:53
06. Neko No Yume (N.Tamura - T.Hayakawa) - 3:45
07. Explorer (N.Tamura) - 5:49
08. Untitled (S.Fujii) - 7:56
09. Junction (S.Fujii) - 7:15

Musicisti:
Junction:
Sakoto Fujii (pianoforte)
Mark Dresser (contrabbasso)
Jim Black (batteria)
Natsuki Tamura (melodica) aggiunto in "Ninepin"

Clouds:
Natsuki Tamura (tromba)
Sakoto Fujii (pianoforte)

Vulcan:
Natsuki Tamura (tromba)
Sakoto Fujii (pianoforte)
Takeharu Hayakawa (basso el.)
Tatsuya Yoshida (batteria, voce)







Padova Porsche Jazz Festival 2006
home   -   bookmark   -   per i redattori   -   contattaci
© 2006 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Privacy