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Recensione: Rangirua





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Rangirua
Evan Parker - Richard Nunns (Leo Records - GB - 2001)


Enrico Bettinello

Rangirua

Evan Parker e Richard Nunns si sono conosciuti per la prima volta alla metà degli anni '80, quando il sassofonista raggiunse la Nuova Zelanda in una tournée con il trio di Alexander von Schlippenbach, ma sono dovuti passare quindici anni prima che si incontrassero di nuovo e decidessero di suonare assieme.
Pur essendo un neozelandese di origine europea, Richard Nunns è un virtuoso di tutta quella serie di incredibili strumenti della tradizione e dei rituali Maori che va sotto il nome di "Taonga Puoro": si tratta di strumenti - di volta in volta in legno, pietra, osso, conchiglie - sia a fiato che a percussione, estremamente difficili sia per la scarsa estensione e l'intonazione che per il fatto stesso di riuscirci a cavare dei suoni, manufatti straordinari, la cui funzione presso le antiche tribù andava ben oltre il semplice fatto musicale, essendo anzi usati come strumenti curativi, di caccia, propiziatori e cerimoniali.

L'incontro tra Richard Nunns e i sassofoni (al solito soprano e tenore) di Parker, registrato durante il Festival di Wellington nell'ottobre del 1999, dà vita a un disco di grande fascino: il musicista neozelandese alterna strumenti a percussione come il tumutu (ricavato da denti di cetaceo) a zucche - talvolta percosse e talvolta fatte ruotare attorno al capo - piccoli flauti in osso come il koauau o trombe come la puakea e la putatara, fino allo straordinario putorino, che a seconda del buco da cui viene suonato può avere due voci, una maschile e una femminile.

Attorno ai suoni di Nunns Parker avvolge le sue consuete esplorazioni, e il fatto di dovere adattare la propria improvvisazione ai limiti degli strumenti del "Taonga Puoro" ha l'effetto di rendere essenziale e particolarmente efficace ogni nota, ogni fruscio o colpo di chiave, per un risultato magico e quasi di contenuto pudore (tutti i brani sono abbastanza brevi, ma incredibilmente intensi), in cui i drones e gli armonici abituali del sax del musicista inglese sembrano trovare una naturalissima collocazione nella lontana e antica cultura aborigena (cui, come giustamente sottolinea Jeff Henderson nelle interessanti note di copertina, tecniche come la respirazione circolare sono sempre state familiari).
Un disco da ascoltare più volte e con attenzione, un piccolo gioiello che non dovrebbe passare sotto silenzio.

Valutazione: * * * *

Sito della Leo Records:
www.leorecords.com
Pagina Web su Evan Parker:
http://www.shef.ac.uk/misc/rec/ps/efi/mparker.html

Elenco dei brani:
01. Tumutumu koiwi Upokohue - 3'31
02. Koauau koiwi kuri - 3'17
03. Hue puru hau - 3'51
04. Poiawhiowhio - 4'51
05. Pukaea rakau kauri - 2'51
06. Roria rakau puriri - 2'10
07. Koauau rakau maire - 3'00
08. Tumutumu kohatu pakoe - 2'00
09. Putorino rakau matai - 4'04
10. Panguru whakatangi tanguru - 3'28
11. Porotiti rakau rewarewa - 2'15
12. Putorino rakau maire - 4'07
13. Koauau ponga ihu - 2'43
14. Purerehua kohatu pounamu - 2'03
15. Putatara - 3'23

Musicisti:
Evan Parker (sax tenore e soprano)
Richard Nunns (Taonga Puoro - strumenti musicali tradizionali Maori)

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