Enrico Bettinello
Il 28 giugno di quest'anno saranno passati esattamente quarant'anni dal giorno in cui
John Coltrane riuni' negli studi di Rudy Van Gelder il proprio quartetto,
le trombe di Dewey Johnson e Freddie Hubbard, un poker di sassofonisti
come Archie Shepp, John Tchicai, Pharoah Sanders e Marion
Brown e il contrabbassista Art Davis.
L'esito di quella elettrizzante sessione di registrazione e' ben noto a tutti - anche se,
come spesso succede per questi capolavori conturbanti, non tutti poi si soffermano ad
ascoltarli davvero - e Ascension rappresenta un po' uno spartiacque nel percorso
artistico coltraniano, un omaggio "estremo" alle ritualita' africane, un lancinante luogo
sonoro della collettivita' in cui quello che all'orecchio del profano suona come un grumo
caotico e' in realta' la combinazione di procedimenti espressivi ben precisi [per una
analisi esaustiva rimandiamo al bel saggio di Stefano Zenni Ascension, danza
e preghiera, che si puo' leggere nel numero di luglio 1997 della rivista Musica
Jazz].
Certo, quando si insiste sul luogo comune che l'ombra di Coltrane e' l'ineluttabile
eredita' che i sassofonisti contemporanei si portano addosso, non si pensa certo ad
Ascension, ma non c'e' dubbio che il rapportarsi con un artista di quella grandezza non
possa certo limitarsi alle conquiste strumentali, ma vada invece spinto nella direzione
di una visione piu' completa della poetica del musicista.
Larry Ochs, che e' sassofonista e compositore di grande sensibilita' e
progettualita', ha gia' dimostrato di avere bene in mente questo e una
prima "riproposizione" di Ascension da parte del Rova Saxophone Quartet risale
al 1995, in una splendida incisione per la Black Saint in cui oltre ai componenti
del quartetto comparivano anche il compianto Glenn Spearman come quinta ancia e
le trombe di Dave Douglas e Raphe Malik.
Ripresa nel 2003 per il venticinquesimo anniversario del Rova, Ascension viene qui
arrangiata per un organico assai diverso che vede oltre ai sassofoni del quartetto [il
tenore di Ochs, il soprano di Bruce Ackley, il contralto di Steve Adams e
il baritono di Jon Raskin] altri due "gruppi" di strumenti: i violini di Carla
Kihlstedt e Jenny Scheinman e una corposa sezione definita "rhythm &
noise" che vede i contributi elettronici di Otomo Yoshihide, Ikue Mori
e Chris Brown, la chitarra di Nels Cline, il basso di Fred Frith e
la batteria di Donald Robinson.
Ecco che a disposizione di Ochs - che ha deciso l'ordine degli interventi - e Raskin -
che ha arrangiato le parti scritte dalla versione di Coltrane - c'e' un intero universo
sonoro: la possibilita' di combinare materiali e musicisti, livelli e modalita' tra le piu'
varie e stimolanti a disposizione.
Come nota giustamente lo stesso Ochs nel booklet del disco, questa performance
non sarebbe potuta avvenire, ne' tecnologicamente ne' concettualmente, quarant'anni fa e
non c'e' dubbio che quella che per Coltrane e soci e' stata un'avventura di grande
coraggio e premonizione, e' oggi una pratica di cui le coordinate sono ben note e
assimilate per i musicisti aperti alla ricerca.
Se gia' il magico ring shout di quella seduta dell'estate del 1965 sottostava alle
sezioni, ai centri tonali, ai collettivi e alle cellule di note pensati da Coltrane, la
composizione "Ascension" oggi e' ancora piu' solida nella sua funzione di supporto delle
singole espressioni. Manca ovviamente Coltrane, non tanto come solista quanto come -
riprendo qui un'altra felice definizione da Stefano Zenni - "tamburo maestro", come
guida spirituale che scandisce i cambi di sezione.
Ma la maggiore consapevolezza di ciascuno, unita a una pregevole scelta di
raggruppamenti timbrici e di alternanza dei solisti, fanno di questa versione Rova
di "Ascension" uno dei dischi piu' belli di questi ultimi tempi, un'avventura sonora di
grandissimo fascino e bellezza.
Quando, nel 2003, la radio KFJC ha deciso di registrare il concerto, l'intenzione
non era quella di pubblicare un disco, ma la magia di quella serata, con ogni musicista
concentrato e al tempo stesso libero di lasciare esplodere le traiettorie del proprio
improvvisare, e' riproposta ora dalla Atavistic in un giardino che esplode di
fiori sonori, come un respiro che si addensa attorno a piccoli nuclei strumentali e poi
si rilascia nello sciogliersi di un solista.
Bellissimo!
Valutazione: * * * * *
Sito del Rova:
www.rova.org
Sito della Atavistic:
www.atavistic.com
Elenco dei brani:
01. - 13. John Coltrane's Ascension - 63:49
Musicisti:
Bruce Ackley (sax soprano)
Steve Adams (sax contralto)
Larry Ochs (sax tenore)
Jon Raskin (sax baritono)
Carla Kihlstedt, Jenny Scheinman (violino, effetti)
Chris Brown, Ikue Mori, Otomo Yoshihide (elettronica, campionatore, giradischi)
Nels Cline (chitarra)
Fred Frith (basso)
Donald Robinson (batteria)