Enzo Boddi
Il secondo capitolo della collaborazione tra Joe Lovano e Hank Jones, dopo
il felicissimo I'm All
for You, conferma in pieno i presupposti tracciati dalla
precedente seduta. Inoltre, vi aggiunge un tocco di ulteriore modernita', riscontrabile
nei concerti tenuti in Italia dal quartetto la scorsa estate. Laddove infatti I'm All
For You si addentrava con penetrante lucidita' ed eleganza impareggiabile in un
repertorio di ballads, Joyous Encounter propone una scaletta variegata, con
una piu' ampia gamma dinamica e metrica.
Gli standards in senso stretto (vale a dire le rielaborazioni di celebri
songs) sono appena due, "Autumn in New York" e "Alone Together", ridisegnati
magistralmente con tratto leggero e ricchezza di sfumature. Oltre a due originali di
Lovano, "Bird's Eye View" e "Joyous Encounter", l'indagine si concentra - mantenendo un
profilo sempre attuale - su un segmento ben definito della storia del jazz moderno. Qui
entrano in gioco il ruolo fondamentale svolto da Jones (classe 1918), autore
di "Consummation", e lo straordinario contributo portato al jazz dai suoi fratelli, Thad
ed Elvin.
Al genio di Thad si devono infatti "Don't Ever Leave Me", "Quiet Lady" ed una "A Child Is
Born" condotta in punta di piedi da piano e soprano, dosando sapientemente pause e
frammenti di poesia. Tutte le versioni dei brani firmati dalla premiata ditta Jones
spiccano per la densita' del tessuto armonico, lo swing scorrevole dispensato a piene
mani, il blues feeling sempre argutamente sottinteso. Il senso del blues si
accentua nella riproposizione di "Six and Four" di Oliver Nelson, che - come altri temi
del compositore di St. Louis - salda il giusto terreno e i contenuti profani del blues con
la coralita' sacrale del gospel.
Un discorso a parte meritano "Pannonica" e "Crescent". Nel primo brano il soprano (un
modello ricurvo, dal timbro nasale non dissimile da quello di un oboe mediorientale)
ricostruisce le linee sghembe di Monk con approccio pensoso, meditativo. Nel secondo il
tenore denuncia la sua discendenza da Coltrane, non tanto per il timbro o il fraseggio,
quanto per la capacita' di creare un clima di drammatica intensita'.
Tenorista tra i piu' originali della scena contemporanea, nel contesto di questo quartetto
Lovano riafferma le sue radici websteriane e sembra beneficamente contagiato da Jones
(esempio paradigmatico di proporzione tra asciuttezza di linguaggio e ricchezza di
contenuti), dal momento che opta - come del resto nell'episodio precedente - per
l'economia e la linearita' del fraseggio. Al tempo stesso Paul Motian si
riappropria degli aspetti essenziali del suo gia' rigoroso drumming, grazie
all'azione complementare di George Mraz, contrabbassista molto in sintonia con la
tradizione per cavata e timing, e dotato di un'inventiva melodica scarna ma
efficace. In conclusione, siamo al cospetto di un quartetto che gode di equilibri
invidiabili e sa interpretare al meglio lo spirito della tradizione in chiave moderna,
applicandovi una lodevole capacita' di sintesi.
Valutazione: * * * *
Sito di Joe Lovano:
www.joelovano.com
Sito della Blue Note:
www.bluenote.com
Elenco dei brani:
01. Autumn In New York (Vernon Duke) - 9:57
02. Bird's Eye View (Lovano) - 5:27
03. Don't Ever Leave Me (Thad Jones) - 3:42
04. Alone Together (Dietz - Schwartz) - 5:24
05. Six And Four (Nelson) - 5:26
06. Pannonica (Monk) - 8:04
07. Consummation (Hank Jones) - 4:57
08. Quiet Lady (Thad Jones) - 5:23
09. Joyous Encounter (Lovano) - 4:14
10. A Child Is Born (Thad Jones) - 7:05
11. Crescent (Coltrane) - 6:38
Musicisti:
Joe Lovano (sax tenore, soprano ricurvo)
Hank Jones (piano)
George Mraz (contrabbasso)
Paul Motian (batteria)