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Joyous Encounter
Joe Lovano (Blue Note - USA - 2005 - distr. EMI Italia)

Enzo Boddi

Il secondo capitolo della collaborazione tra Joe Lovano e Hank Jones, dopo il felicissimo I'm All for You, conferma in pieno i presupposti tracciati dalla precedente seduta. Inoltre, vi aggiunge un tocco di ulteriore modernita', riscontrabile nei concerti tenuti in Italia dal quartetto la scorsa estate. Laddove infatti I'm All For You si addentrava con penetrante lucidita' ed eleganza impareggiabile in un repertorio di ballads, Joyous Encounter propone una scaletta variegata, con una piu' ampia gamma dinamica e metrica.

Gli standards in senso stretto (vale a dire le rielaborazioni di celebri songs) sono appena due, "Autumn in New York" e "Alone Together", ridisegnati magistralmente con tratto leggero e ricchezza di sfumature. Oltre a due originali di Lovano, "Bird's Eye View" e "Joyous Encounter", l'indagine si concentra - mantenendo un profilo sempre attuale - su un segmento ben definito della storia del jazz moderno. Qui entrano in gioco il ruolo fondamentale svolto da Jones (classe 1918), autore di "Consummation", e lo straordinario contributo portato al jazz dai suoi fratelli, Thad ed Elvin.

Al genio di Thad si devono infatti "Don't Ever Leave Me", "Quiet Lady" ed una "A Child Is Born" condotta in punta di piedi da piano e soprano, dosando sapientemente pause e frammenti di poesia. Tutte le versioni dei brani firmati dalla premiata ditta Jones spiccano per la densita' del tessuto armonico, lo swing scorrevole dispensato a piene mani, il blues feeling sempre argutamente sottinteso. Il senso del blues si accentua nella riproposizione di "Six and Four" di Oliver Nelson, che - come altri temi del compositore di St. Louis - salda il giusto terreno e i contenuti profani del blues con la coralita' sacrale del gospel.

Un discorso a parte meritano "Pannonica" e "Crescent". Nel primo brano il soprano (un modello ricurvo, dal timbro nasale non dissimile da quello di un oboe mediorientale) ricostruisce le linee sghembe di Monk con approccio pensoso, meditativo. Nel secondo il tenore denuncia la sua discendenza da Coltrane, non tanto per il timbro o il fraseggio, quanto per la capacita' di creare un clima di drammatica intensita'.

Tenorista tra i piu' originali della scena contemporanea, nel contesto di questo quartetto Lovano riafferma le sue radici websteriane e sembra beneficamente contagiato da Jones (esempio paradigmatico di proporzione tra asciuttezza di linguaggio e ricchezza di contenuti), dal momento che opta - come del resto nell'episodio precedente - per l'economia e la linearita' del fraseggio. Al tempo stesso Paul Motian si riappropria degli aspetti essenziali del suo gia' rigoroso drumming, grazie all'azione complementare di George Mraz, contrabbassista molto in sintonia con la tradizione per cavata e timing, e dotato di un'inventiva melodica scarna ma efficace. In conclusione, siamo al cospetto di un quartetto che gode di equilibri invidiabili e sa interpretare al meglio lo spirito della tradizione in chiave moderna, applicandovi una lodevole capacita' di sintesi.

Valutazione: * * * *

Sito di Joe Lovano:
www.joelovano.com
Sito della Blue Note:
www.bluenote.com

Elenco dei brani:
01. Autumn In New York (Vernon Duke) - 9:57
02. Bird's Eye View (Lovano) - 5:27
03. Don't Ever Leave Me (Thad Jones) - 3:42
04. Alone Together (Dietz - Schwartz) - 5:24
05. Six And Four (Nelson) - 5:26
06. Pannonica (Monk) - 8:04
07. Consummation (Hank Jones) - 4:57
08. Quiet Lady (Thad Jones) - 5:23
09. Joyous Encounter (Lovano) - 4:14
10. A Child Is Born (Thad Jones) - 7:05
11. Crescent (Coltrane) - 6:38

Musicisti:
Joe Lovano (sax tenore, soprano ricurvo)
Hank Jones (piano)
George Mraz (contrabbasso)
Paul Motian (batteria)



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