Enzo Boddi
Come il corpo di certi vini pregiati, lo spessore del Dave Holland compositore ed
organizzatore sonoro migliora col tempo. A distanza di tre anni dall'eccellente
What Goes
Around, il contrabbassista inglese continua l'esperienza della big
band, che per certi versi costituisce la summa della sua composita attivita' di leader
degli ultimi venticinque anni: trio, quartetto, quintetto, ottetto (oltre naturalmente
alle sue parentesi in solitudine).
Nella dimensione della big band Holland traduce ed estende la stessa visione
orchestrale che le sue composizioni lasciano trasparire anche quando vengono eseguite da
organici ridotti. La formazione di tredici elementi ha subito pochissimi (e non
sostanziali) ritocchi rispetto a What Goes Around: il trombonista Jonathan
Arons al posto di Andrew Hayward e Taylor Haskins (tromba e flicorno) invece
di Earl Gardner. Invariato resta dunque l'assetto, con quattro sassofoni, tre tromboni,
tre trombe, il vibrafono e la marimba di Steve Nelson, il contrabbasso del leader
e la batteria di Billy Kilson.
A parte "Mental Images", firmata da Robin Eubanks, tutte le composizioni sono
dovute alla penna di Holland, che focalizza e mette a frutto sia certe componenti della
sua formazione di musicista, che la lezione desunta da alcune esperienze orchestrali
fondamentali nell'evoluzione del jazz moderno. In questo senso, si potrebbero citare
Ellington per la ricerca timbrica e per certe seducenti armonie; Mingus per la
propensione verso cambiamenti repentini di atmosfera e struttura metrica; in misura
minore, anche Gil Evans e George Russell per la tendenza alla stratificazione della
materia sonora.
Tuttavia, anche nella dimensione orchestrale Holland rivela la sua natura di compositore
europeo, per lo spiccato senso del contrappunto e per la nitidezza degli intrecci
polifonici, chiaramente avvertibili nello sviluppo dell'intricato tessuto armonico
demandato all'interazione tra le varie sezioni. Come gia' accennato, Holland cura poi con
attenzione maniacale gli impasti strumentali, tenendo conto anche della dialettica tra le
sottosezioni o i singoli strumenti.
Al cospetto di tale e tanta sostanza, frutto di una scrittura densa, Holland puo'
avvalersi di solisti eccellenti, cui affida il compito di espandere la materia oltre i
confini delle certezze gia' acquisite: Chris Potter al tenore, Antonio Hart
all'alto ed al soprano, Gary Smulyan al baritono, Eubanks e Josh Roseman ai
tromboni, Alex Sipiagin alla tromba.
Punto di saldatura tra l'ambito armonico e quello ritmico, Nelson evidenzia una volta di
piu' la sua personale interpretazione della svolta impressa al vibrafono da Bobby
Hutcherson, mentre la marimba conferisce un tocco di indispensabile africanita'.
Implacabile elemento regolatore delle esecuzioni, Holland trova in Kilson un partner
ideale: dotato di una straordinaria sensibilita' dinamica, pronto a calarsi immediatamente
nelle variazioni metriche, prodigo di sagaci scomposizioni e capace di pensare
poliritmicamente. Un motore potente e duttile per la perfetta macchina di una big
band destinata a diventare una delle orchestre piu' importanti del decennio.
Un'ultima annotazione: Overtime costituisce il disco di debutto per la etichetta Dare 2 Records fondata
dallo stesso Holland dopo anni di collaborazione con la etichetta ECM.
Valutazione: * * * * 1/2
Sito di Dave Holland:
www.daveholland.com
Elenco dei brani:
01. Bring It On - 11:55
02. Free For All 1 - 7:33
03. A Time Remembered - 11:42
04. Happy Jammy - 9:33
05. Ario - 11:05
06. Mental Images (Eubanks) - 9:21
07. Last Minute Man - 7:13
Tutte le composizioni sono di Dave Holland, eccetto dove diversamente indicato
Musicisti:
Antonio Hart (sax alto e soprano, flauto)
Mark Gross (sax alto)
Chris Potter (sax tenore)
Gary Smulyan (sax baritono)
Robin Eubanks (trombone)
Jonathan Arons (trombone)
Josh Roseman (trombone)
Taylor Haskins (tromba e flicorno)
Alex Sipiagin (tromba e flicorno)
Duane Eubanks (tromba e flicorno)
Steve Nelson (vibrafono e marimba)
Dave Holland (contrabbasso)
Billy Kilson (batteria)