Enzo Boddi
Riedizione curata dalla Sunnyside di un incontro registrato nel maggio 1989 a Parigi ed
originariamente pubblicato dalla francese OWL, Ten Tales non documenta solamente
il confronto tra uno dei più raffinati batteristi espressi dal jazz europeo ed un
sassofonista che condensa nel proprio stile il lascito della tradizione dei grandi tenori.
In questa seduta di incisione Aldo Romano e Joe Lovano forniscono una
sincera testimonianza della loro condizione di musicisti del nostro tempo, offrendo al
tempo stesso all'ascoltatore punti di riferimento, collegamenti e termini di paragone
stilistici e contenutistici.
Un ascolto attento non può non suggerire un confronto con la storica esperienza del
John Coltrane di Interstellar Space. Ma se Coltrane costituisce per Lovano
un'indubbia fonte di ispirazione, non altrettanto si può dire di Rashied Alì per
Romano.
Il batterista italo-francese ha senz'altro familiarità con il linguaggio del free
jazz, anche in virtù delle sue passate esperienze. Tuttavia, rispetto al collega
afroamericano possiede un linguaggio molto più flessibile, fluente ed articolato,
provvisto di una squisita musicalità e di un fine senso melodico, che lo portano a
dialogare letteralmente con il partner, valorizzando appieno il significato di
interplay.
Per parte sua, Lovano già allora aveva definito un'identità che lo collocava nel novero
dei maggiori tenoristi moderni, in un'area espressiva compresa idealmente tra Ben
Webster e Dewey Redman. Senso del blues implicito ma marcato, controllo
meticoloso di registri e dinamiche, fraseggio scorrevole (ulteriormente agevolato nella
circostanza dallo swing di Romano) ne erano le caratteristiche principali, poi
consolidatesi nel corso degli ultimi quindici anni.
Ad Interstellar Space ed al furore dionisiaco di Coltrane nello sviluppo dei suoi
sheets of sound si possono comunque ricollegare alcuni momenti: "Dragons Are",
certi passaggi di "Monologue for Two", "Return Match" e "Koua 1", dove Lovano e Romano
liberano tutte le energie ed il fuoco creativo a disposizione, mettendo a nudo le radici
intimamente nere della propria musica.
Sull'altro piatto della bilancia, giocano un ruolo fondamentale la rigorosa
autodisciplina e la consapevolezza della tradizione. "Moon Moth" si svolge attraverso la
successione di cellule essenziali, dove a prevalere sono il gusto per la sottrazione e
l'amore per le sfumature timbriche. Undicesimo ed ultimo brano, e dunque unico
corpo "estraneo" ai dieci racconti che lo precedono, "Autumn in New York" risente di tale
e tanta cura, trasformandosi in un dialogo rarefatto e prezioso. Un'appendice senz'altro
efficace e rispettosa dell'impianto narrativo che concettualmente anima la registrazione.
Valutazione * * * *
Sito della Sunnyside:
www.sunnysiderecords.com
Elenco dei brani:
01. Remanence (Romano - Lovano) - 4:13
02. Dragons Are (Romano - Lovano) - 3:17
03. Yellow Shadow (Romano - Lovano) - 4:22
04. Moon Moth (Romano - Lovano) - 3:23
05. Rain Season (Romano - Lovano) - 4:04
06. Eternal Youth (Romano - Lovano) - 4:34
07. Monologue For Two (Romano - Lovano) - 5:44
08. Return Match (Romano - Lovano) - 4:09
09. Sediments (Romano - Lovano) - 3:34
10. Koua 1 (Romano - Lovano) - 3.04
11. Autumn In New York (Vernon Duke) - 6.30
Musicisti:
Aldo Romano (batteria)
Joe Lovano (sax tenore)