Quantcast

jazz Padova Porsche Jazz Festival 2006
  ricerca avanzata
    Newsletter  
  bookmark - aggiornamento periodico contattaci - per i redattori  





SITE PARTNERS
All About Jazz: US
Francia: Citizen jazz


Black Manhattan
Paragon Ragtime Orchestra (New World Records - USA - 2003)

Valerio Prigiotti

L'associazionismo fra musicisti afroamericani nasce mezzo secolo prima della famosa AACM: nel 1910, con la fondazione del Clef Club, che riuniva la crema dei musicisti di Black Bohemia, la comunità nera di New York.

Erano i più ricercati e innovativi della città, ma dovevano sottostare a un trattamento vessatorio, rafforzato dalla segregazione razziale vigente nel sindacato musicisti americano, dal quale erano esclusi.

Così, sotto la guida di James Reese Europe, si riunirono in una corporazione, allo scopo di imporre le loro condizioni ai datori di lavoro e gestire un giro d'affari che non poteva fare a meno del tocco d'esotismo che la loro musica possedeva.

In pochi anni divennero i preferiti dell'alta società e si mossero alla conquista dei teatri di Broadway. I colleghi bianchi dovettero piegarsi, almeno temporaneamente, a una vera e propria casta di virtuosi, dotati di elevata preparazione tecnica e in grado di suonare tutto, dall'operetta alla canzone di moda. In più erano i depositari del verbo che stava mutando il volto della musica del Novecento: il ritmo, sotto la forma del ragtime, che era divenuto l'elemento indispensabile per ottenere il favore del pubblico.

Quella del ragtime fu una vera mania e solo la scarsa documentazione discografica ci rende difficile capire che ebbe, forse, un impatto maggiore della Swing Craze o del rock'n'roll.

A New York, il monopolio delle nuove musiche sincopate finì nelle mani di giovani di colore, in buona parte emigrati dal Sud, spesso usciti da severi studi accademici, ma esclusi, per motivi razziali, dalla musica "colta".

Riversarono talento e retaggio etnico in un mondo dell'intrattenimento sempre alla ricerca di novità, meglio se dotate di quella colorazione esotica, che eccitava l'animo di un'epoca ancora legata alle avventure coloniali.

La produzione del Clef Club era una sintesi di più fattori: la musica classica più leggera, valzer, marce, variazioni su arie d'opera e popolari. Poi le canzoni alla moda, quelle umoristiche e scattanti tratte dal minstrel show o le ballate sentimentali e patriottiche. Tutto reso eccitante dall'andamento ragtime e dall'uso di strumenti come il banjo.

L'ascolto di brani come The Castle Perfect Rag, mostra come Europe fosse una sorta di John Philip Sousa nero: organico simile alle bande militari, andamento brillante, orchestrazione meticolosa. Sono doti che troveranno il loro compimento in Francia, dove Europe andrà volontario nella Prima Guerra Mondiale. Una scelta connessa a una precisa politica d'orgoglio razziale e tesa a mostrare che i neri non erano secondi a nessuno, anche nelle prove più difficili. La sua banda militare (gli Hellfighters) vedrà anche l'azione al fronte e riporterà un successo incredibile, tanto da garantirgli funerali solenni e la sepoltura nel cimitero di Arlington. L'aveva ucciso, nel 1919, il suo batterista, privando gli anni Venti di una figura eccezionale, il cui apporto alla definizione del venturo jazz orchestrale è decisivo, quanto trascurato.

Will H. Vodery, altro membro eminente del Clef Club, si rivela più delicato e attento alle sfumature, come mostra Carolina Fox Trot, con un gusto affine a quello di William H. Tyer, autore di Smyrna: A Turkish Serenade, che elabora un'altra forma d'esotismo alla moda, quella legata al mondo arabo.

Will Marion Cook era ancor più preparato ed elegante dei suoi amici e Overture to "In Dahomey" lo vede alle prese con il genere dell'ouverture operistica, sorta di riassunto delle melodie principali, posto all'inizio di una commedia musicale.

Il teatro era un approdo obbligato e compositori brillanti, come Europe e Cook, erano richiesti da artisti bianchi - il primo collaborò a lungo con Vernon e Irene Castle - e star del vaudeville, come Bert Williams e George Walker. Williams superò le barriere etniche, entrando nelle prime edizioni delle Ziegfled Follies, unico nero del cast. L'omaggio ai suoi funerali, nel 1922, sarà eccezionale, anche per la partecipazione in massa dei suoi fan bianchi. Una delle sue canzoni più famose era Under the Bamboo Tree, scritta nel 1902 da Bob Cole e dai fratelli Johnson, ma ancora popolare nel '22, quando Williams la usò come titolo del suo ultimo spettacolo.

La musica di questi e altri protagonisti della scena afroamericana negli anni Dieci, rivive in «Black Manhattan», straordinario CD realizzato dalla Paragon Ragtime Orchestra, diretta da Rick Benjamin. Un organico attivo dal 1985, l'unico al mondo specializzato nel repertorio americano dell'era del ragtime (1870 / 1925). Con una dozzina di dischi in catalogo, la Paragon ha la padronanza di un linguaggio che impone virtuosismo e proprietà idiomatica. In «Black Manhattan» offre varietà di timbri e dinamiche, trascina nei brani più mossi e trova la giusta delicatezza nei passaggi lirici.

Benjamin è un vero filologo, capace di tradurre lo studio rigoroso delle fonti in esecuzioni calde e affascinanti. Sue anche le ricche note di copertina, che accompagnano un CD prezioso e consigliato.

Valutazione: * * * * *

Sito della Paragon Ragtime Orchestra:
www.paragonragtime.com
Sito della New World Records:
www.newworldrecords.org

Elenco dei brani:
01. The Castle Perfect Trot (James Reese Europe; Ford T. Dabney) - 2:15
02. Carolina Fox Trot (Will H. Vodery) - 2:42
03. Overture to "In Dahomey" (Will Marion Cook) - 8:14
04. Deep River: Old Negro Melody (traditional, arr. Harry T. Burleigh) - 2:21
05. Sambo: A Characteristic Two Step March (William H. Tyers) - 3:10
06. When the Band Plays Ragtime (Bob Cole; Johnson bros) - 3:12
07. Castle House Rag (James Reese Europe) - 2:07
08. Smyrna: A Turkish Serenade (William H. Tyers) - 4:39
09. Ballin' the Jack / What It Takes to Make Me Love You / You've Got It (Chris Smith; James Reese Europe) - 1:42
10. Meno D'Amour (William H. Tyers) - 4:46
11. Hey There! (James Reese Europe) - 2:38
12. The Tar Heel Blues Rag (J. Tim Brymn) - 2:31
13. Congratulations (James Reese Europe) - 4:55
14. Strut Miss Lizzie (J. Turner Layton) - 2:00
15. Panama: A Characteristic Novelty (William H. Tyers) - 4:47
16. The Clef Club March (James Reese Europe) - 2:47
17. Under the Bamboo Tree (Bob Cole; Johnson bros) - 5:05
18. Cocoanut Grove Jazz (J. Tim Brymn) - 3:04
19. Swing Along! (Will Marion Cook) - 4:05

Musicisti:
Rick Benjamin (direttore)
Vesselin Gellev; Walter Choi; William P. Muller; Peter Prosser (archi)
Deb Spohnheimer (contrabbasso)
Leslie Cullen (flauto; ottavino)
Gilad Harell (clarinetto)
Kyle Resnick; Kevin Cobb (cornetta)
Tim Albright (trombone)
Kerry Meads (batteria)
John Gill;Vince Giordano (banjo)
Tom Roberts (pianoforte)
Awet Andemicael (soprano)
Edward Pleasant (baritono)



Padova Porsche Jazz Festival 2006
home   -   bookmark   -   per i redattori   -   contattaci
© 2006 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Privacy