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Chasing Reality
Gerard Presencer (ACT - Germania - 2003 - distr. Edel Italia)

Valerio Prigiotti

Groove-based music, così Gerard Presencer definisce la sua musica in una recente intervista per Jazz Review. Quasi un modo timido per dire che si tratta di fusion, legata a quanto ci hanno proposto, negli anni Settanta, gruppi come Return to Forever e Weather Report, senza dimenticare Miles Davis.

Con «Chasing Reality» Presencer recupera quel sound, evita le tendenze al barocco e al ridondante di tanti epigoni minori e punta a un risultato molto naturale, privo di quelle sovraincisioni che avevano caratterizzato il suo penultimo disco, «The Optimist». Con semplicità il trombettista ha composto una suite formata da cinque brani, ciascuno dei quali è caratterizzato da una figurazione ritmica di base e da materiale tematico disteso, lontano dalla densità propria alla fusion più aggressiva, come quella dei Brecker Brothers. È un modo efficace per lasciare spazio al naturale interplay dei suoi musicisti, che affrontano i brani con la freschezza di un gruppo jazz colto dal vivo.

Una sensazione rafforzata dalla tessitura ariosa legata all’impiego di una sezione ritmica ampia, ma non soffocante; un insieme di gran varietà timbrica, fra suoni elettronici e acustici, che Presencer ha disegnato attorno alle tastiere di Geoffrey Keezer. Questi trae dal Fender Rhodes e da un classico Moog suoni sempre cangianti e stupisce per versatilità: lo conoscevamo provetto pianista mainstream, poi sensibile accompagnatore di Barbara Hendricks nell’universo del song americano; ora s’impone ai vertici della fusion, con una prestazione ben lontana dalle tendenze palestrate di molti specialisti del settore. La combinazione delle sue tastiere con il vibrafono luminoso di Joe Locke si poggia su una ritmica compatta, versatile, formata da chitarra, pianoforte acustico, basso e batteria.

Sopra si muove Presencer, alla tromba e al flicorno, con una facilità e morbidezza di emissione, in tutti i registri, molto lontana dal fraseggio acerbo che aveva ai tempi di Cantaloop Island, il brano che segnò il successo di «Hand on the Torch», esordio degli US3. Ora si ascoltano i frutti di un’elegante militanza pop - in particolare con Sting - e di uno studio incessante che lo ha portato alla testa del dipartimento jazz della Royal Academy of Music di Londra.

Nei suoi cinque movimenti «Chasing Reality» alterna atmosfere notturne, funk aggressivo, il Davis degli anni Ottanta, melodie pop e convince anche chi ha sempre temuto la logorrea di tanto jazz elettrico.

Valutazione: * * * * ½

Gerard Presencer e «Chasing Reality» nel sito della ACT:
www.actmusic.com/act9422.htm
Sito della ACT Music:
www.actmusic.com

Elenco dei brani:
01. Part One (Gerard Presencer) – 8:51
02. Part Two (GP) – 7:09
03. Part Three (GP) – 6:57
04. Part Four (GP) – 10:33
05. Part Five (GP) – 10:09
06. Part Six (GP) – 6:17

Musicisti:
Gerard Presencer (tromba; flicorno)
Geoffrey Keezer (pianoforte elettrico Fender Rhodes; Moog)
Joe Locke (vibrafono)
Adam Goldsmith; John Parricelli (chitarra)
Jeremy Brown (contrabbasso; basso elettrico)
Tommy Wadlow (pianoforte)
Chris Dagley (batteria)



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