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Recensione: The London Concert





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The London Concert
Don Grolnick Group (Fuzzy Music - USA - 2000)


Stefano Solari

The

Il percorso musicale di Don Grolnick è stato caratterizzato da fasi molto diverse ma sempre molto intense che gli hanno permesso di confrontarsi con i più differenti generi musicali: dalla lunga collaborazione con James Taylor all'impronta sonora e stilistica data ai Brecker Brothers, nonché agli Steps (che evolveranno negli Steps Ahead) di Mike Mainieri, senza dimenticare il suo ruolo di sideman di lusso per tante stelle del pop, e le tirate di giacca di etichette come la Blue Note e la Warner che gli hanno consentito di pubblicare gli album più prettamente jazzistici. Il tutto a partire dagli ormai lontani anni '70.

La sua radicata passione per lo 'swing' (come Grolnick stesso lo definisce nelle sue note biografiche), tuttavia, era sempre estremamente latente ed emergeva non appena riusciva a circondarsi di una gruppo del calibro di quello documentato su questo album, che fa tornare alla mente le sue lontane session notturne al Seventh Avenue South, club di New York. Quel laboratorio di incontri, esperienze e jazz vissuto, ha amalgamato i fratelli Brecker e Don Grolnick attorno a idee musicali innovative ma sempre estremamente concrete (Mike Brecker e Don Grolnick hanno collaborato insieme in 11 formazioni, soprattutto esplorando mondi jazz-rock e fusion).
Per questo è quanto mai significativo questo album, registrato dal vivo durante il concerto tenutosi la sera del 26 gennaio 1995 al Queen Elizabeth Hall di Londra: tutta la colorita esperienza musicale di Don Grolnick confluisce attorno ad un progetto che comunque naviga nell'ambito della sua vera passione: il jazz.
Il tutto è reso possibile da un gruppo di altsissimo livello, che non tradisce le aspettative. La fluidità tecnica ed il suono inconfondibile di Mike Brecker, la presenza timbrica di Randy Brecker, un graditissimo Marty Ehrlich, in particolare al clarinetto basso, il trombone di Robin Eubanks che arricchisce stupendamente la sonorità degli arrangiamenti e degli assoli della sezione fiati, la ritmica sempre convincente e trainante di Peter Erskine, assieme a Peter Washington, accompagnano Don Grolnick nell'esposizione di brani di sua composizione (tranne l'ultimo, da lui arrangiato, di Cole Porter).

La capacità creativa degli artisti, moderna e di ottimo gusto, emerge con chiarezza sin dall'apertura, il noto "Heart of Darkness". Questo coinvolgimento continua per tutti i brani, tutti in precedenza pubblicati sui due dischi per la Blue Note Weaver of Dreams e Nighttown, e poi riprodotti nel doppio The Complete Blue Note Recordings" (tra i quali si segnala "Five Bars", per il morbido ma brillante suono nonché piacevole fraseggio del clarinetto basso di Ehrlich) per culminare nel finale "What Is This Thing Called Love?".
Infatti, come a voler completare orgogliosamente e caparbiamente questa offerta tutta jazzistica, Don Grolnick propone il classico di Cole Porter, lo espone attraverso una introduzione solistica in stile 'standard' di delicato e appassionante tocco, a doveroso omaggio verso il suo autore, e poi se ne impadronisce totalmente, riportandola nello stile più moderno degli altri brani, per poi lasciarla in pasto alla personalizzazione degli altri artisti.
Il CD rappresenta un momento musicale di notevole spessore, reso emotivamente ancora più carico se si pensa che rappresenta praticamente una delle ultime (se non l'ultima) apparizioni di Don Grolnick prima della sua scomparsa, il 1 Giugno 1996, a soli 48 anni, a causa di un linfoma.
L'etichetta di Peter Erskine, Fuzzy Music, ha pubblicato questo CD non solo per fornirci un'ulteriore testimonianza della maestria di Grolnick ma anche per contribuire, con i proventi delle vendite, alla ricerca scientifica sul linfoma, causa del decesso del pianista americano.

Valutazione: * * * * ½

Sito della Fuzzy Music:
www.fuzzymusic.com

Elenco dei brani:
01. Intro applause (Grolnick) - 0:24
02. Heart Of Darkness (Grolnick) - 11:59
03. Band Intro (Grolnick) - 2:04
04. Or Come Fog (Grolnick) - 12:44
05. Five Bars (Grolnick) - 10:56
06. Spot That Man (Grolnick) - 11:05
07. Don Alias Intro (Grolnick) - 1:18
08. What Is This Thing Called Love ? (Porter) - 11:18

Musicisti:
Don Grolnick: (piano)
Michael Brecker: (sax tenore)
Randy Brecker: (tromba, flicorno)
Marty Ehrlich: (clarinetto basso, sax alto)
Robin Eubanks: (trombone)
Peter Washington: (contrabbasso)
Peter Erskine: (batteria)
Don Alias: (percussioni brano n.8)

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