Michele Chisena
Il giovane Carstensen all'età di nove anni, avrà avuto non pochi problemi
a far capire ai suoi coetanei norvegesi tutto il suo amore per la fisarmonica. In tempi di
chitarre sonanti e distorte, tutt'al più avrebbe strappato qualche applauso di compiacenza nelle
gelide serate d'inverno. Fu il padre (costruttore dello strumento e di origini est europee) ad
impartirgli le prime lezioni, trasmettendogli tutta la passione per la musica bulgara, presto
accresciuta dall'interesse verso il jazz.
Era così preso da quel suono che si iscrisse al conservatorio di
Trondheim dove conobbe Finn Guttormsen (basso elettrico e acustico), Nils - Olav
Johansen (chitarra e voce) Jarle Vespestad (batterista), con i quali fondò i Farmers
Market (il cui nome è forse un gustoso gioco di parole basato su un brano di Art Farmer,
"Farmer's Market").
I frequenti viaggi in Bulgaria e un'audizione per telefono (sic!), alla ricerca di uno
specialista d'ancia bulgaro (alla fine sarà scelto il "contadino" Trifon Trifonov) e subito
in studio di registrazione.
Farmers Market è un disco d'elevata fattura, realizzato da un
polistrumentista (oltre alla fisarmonica, Stian Carstensen, suona la chitarra, la cornamusa, il
kaval - flauto bulgaro -, banjo, violino), che da anni studia la polifonia e la tradizione
musicale balcanica.
Il disco realizza un duplice obiettivo: rielaborare la tradizione, fondendola con altri stili: jazz,
rock, country, bluegrass, elettronica; rendere trasversale il progetto, sia nel senso timbrico
(oltre all'impianto di base si aggiungono: gadulka - cordofono bulgaro ad arco -; gaida - zampogna
balcanica -; tapan; tablas, ecc.), sia nella fruibilità finale: l'estrema complessità
delle composizioni, solo apparentemente semplici (il mistero della musica bulgara), non deprime
l'ascolto disinteressato.
L'eccezionale ricchezza ritmica di brani come "Les Paul/More John" (titolo
dal doppio senso con tanto di citazioni beatlesiane) e "New Smeseno" (smeseno in bulgaro
significa mischiare), preziosi esempi di poliritmia.
L'ancestrale "A Young Girl Made A Crown" con il contributo di quattro voci bulgare femminili,
i drum - loop in "Groovo Dance", il "folle" ragtime "Some Fag Rag", il pezzo di bravura al
clarino di Trifonis in "Ornamental Bolgie", la condotta armonica in "Trifonis 5th", bastano
a rappresentare un disco vivamente consigliato per l'acquisto.
Valutazione: * * * * *
Elenco dei brani:
01. Ramadan's Slow Song & Dance (Traditional/Trifon Trifonov/Carstensen) 3.25
02. A Young Girl Made A Crown Of Forest Flowers (Dimitar Trifonov/Carstensen) 2.04
03. Graovo Dance (Carstensen) 5.47
04. Monkey's Dance (Slevcho Lamboff/Mladen Malakov/Carstensen) 3.23
05. Les Paul, More John (Carstensen/Johansen/Guttormsen/Vespestad) 2.38
06. New Smeseno (Carstensen) 5.46
07. Some Fag Rag (Carstensen) 3.34
08. Jog Trot (Traditional) 7.05
09. Jabber (Traditional/Carstensen) 3.56
10. The Straight One (Carstensen) 5.35
11. Ornamental Boogie (Trifon Trifonov/Carstensen) 4.09
12. Old Slow Melody (Traditional/Trifon Trifonov) 2.48
13. Trifonov's 5th (Trifon Trifonov/Carstensen) 4.54
Musicisti:
Stian Carstensen (chitarra; fisarmonica; midi accordion; banjo; tamboura)
Finn Guttormsen (basso elettrico; contrabbasso)
Nils Olav Johansen (chitarre; voci)
Trifon Trifonov (sassofono; clarinetto)
Jarle Vespestad (percussioni)
Georgi Andreev (gadulka)
Ivan Atanassov (tapan)
Krassimir Kondoff (gaida)
Nedjalko Nedjalkov (kaval)
Jai Shankar (tablas)
Filip Simeonov (tromba; clarinetto)
Tsonka Dimitrova (voce)
Darina Miteva (voce)
Radka Stefanova (voce)
Diana Velichkova (voe)