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Strange Liberation
Dave Douglas (Bluebird/Arista - USA - 2004 - distr. Bmg Italia)

Enrico Bettinello

Il rapporto di Dave Douglas con la propria terra deve essere - in questi anni più che mai - una fonte di riflessioni e di contraddizioni non sempre facile da risolvere. Il trombettista non manca mai nei suoi concerti di lanciare messaggi contro la politica estera degli USA e il titolo stesso di questo nuovo lavoro, Strange Liberation, fa esplicito riferimento alla considerazione degli americani da parte del popolo vietnamita in un discorso di Martin Luther King che non è difficile trasporre ai giorni nostri.

Al tempo stesso però Douglas cerca con maggiore intensità una sorta di "essenza" americana nelle direzioni della propria musica, la stessa che si può tentare di rinvenire in figure di compositori assai diverse come Aaron Copland, Charles Ives e i giganti del jazz.

Per fare questo, coronando un desiderio che - a quanto dice lo stesso trombettista nelle note di copertina - lo accompagnava sin dalla fine degli anni Ottanta, Douglas unisce al suo quintetto la chitarra del musicista che più di altri [e con esiti non sempre esaltanti] ha scavato nel patrimonio sonoro americano, Bill Frisell.

Nessun omaggio quindi questa volta - il quintetto, con la scelta del piano elettrico di Uri Caine era spesso stato associato alle atmosfere del Miles Davis della fine degli anni Sessanta - ma undici brani che vanno a indagare i rapporti tra l'idea tematica, l'atmosfera, gli equilibri e le possibilità delle parti improvvisate, risultando meno nervosi e più accessibili rispetto ai percorsi angolari spesso scelti anche nel recente passato.

La cifra compositiva di Douglas è sempre riconoscibile, anche quando risulta ammorbidita e dilatata nella ricerca di un dialogo con le sonorità di Frisell, e alcune composizioni si collocano tra le migliori dell'ormai ricco songbook del trombettista: è il caso di "Skeeter-ism" o dell'incalzante "Seventeen".

C'è una voglia di contornare i margini del paesaggio sonoro americano: in questo le composizioni collocate a metà del disco, quelle più esplicitamente "friselliane" come "Mountains from the Train" o "The Frisell Dream", sono il terreno ideale, anche se potrebbero disorientare chi ama il Douglas più avventuroso.

Dal punto di vista squisitamente strumentale è da sottolineare come il quintetto si dimostri sempre maturo e versatile: oltre alla straordinaria capacità del leader, anche uno strumento apparentemente poco flessibile come il Fender Rhodes riesce - grazie all'intelligenza di Caine - ad affrontare le diverse atmosfere e Chris Potter è sempre ottimo nei suoi interventi [se ben diretto e contenuto, come dimostrano i gruppi di Douglas o quelli di Dave Holland, è un musicista ideale], affiancando al consueto sax tenore anche il timbro del clarinetto basso.

La ritmica, composta da James Genus al basso e da Clarence Penn alla batteria, è ormai una vera e propria cosa sola, capace di punteggiare in modo egregio ogni situazione, dall'anomalo rock-swing di "Rock of Billy" al funk della conclusiva "Catalyst" [fantastico Douglas in apertura di brano].
Frisell ovviamente "fa" il Bill Frisell come gli è richiesto, senza indulgere eccessivamente in indolenze "countreggianti" o elettroniche e rispondendo sempre con grande equilibrio alle strutture delle composizioni.

C'è chi ha sottolineato - probabilmente con un pizzico di malignità e una buona dose di ragione - come Dave Douglas alterni da qualche tempo un disco accessibile e un progetto più innovativo: nel caso di Strange Liberation siamo chiaramente in pieno territorio di accessibilità, in quello che potremmo - scherzosamente - definire una sorta di "mainstream douglasiano" [il lirismo di "Just Say This", la title-track ad esempio], ma il disco è bello e si pone in un rapporto proficuo con alcuni paesaggi della musica americana. Un Dave Douglas in viaggio.

Valutazione: * * * *

Sito di Dave Douglas:
www.davedouglas.com
Sito della BlueBird:
www.bluebirdjazz.com

Elenco dei brani:
01. A Single Sky - 2:05
02. Strange Liberation - 8:04
03. Skeeter-ism - 5:58
04. Just Say This - 6:29
05. Seventeen - 8:39
06. Mountains From The Train - 5:15
07. Rock Of Billy - 5:55
08. The Frisell Dream - 3:54
09. Passing Through - 1:36
10. The Jones - 4:24
11. Catalyst - 5:08

Musicisti:
Dave Douglas (tromba)
Bill Frisell (chitarra)
Chris Potter (sax tenore, clarinetto basso)
Uri Caine (fender rhodes)
James Genus (contrabbasso, basso elettrico)
Clarence Penn (batteria, percussioni)



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