Il rapporto di Dave Douglas con la propria terra deve essere - in
questi anni più che mai - una fonte di riflessioni e di contraddizioni non
sempre facile da risolvere. Il trombettista non manca mai nei suoi concerti
di lanciare messaggi contro la politica estera degli USA e il titolo stesso
di questo nuovo lavoro, Strange Liberation, fa esplicito riferimento alla
considerazione degli americani da parte del popolo vietnamita in un discorso
di Martin Luther King che non è difficile trasporre ai giorni nostri.
Al tempo stesso però Douglas cerca con maggiore intensità una sorta di "essenza"
americana nelle direzioni della propria musica, la stessa che si può
tentare di rinvenire in figure di compositori assai diverse come Aaron
Copland, Charles Ives e i giganti del jazz.
Per fare questo, coronando un desiderio che - a quanto dice lo stesso trombettista
nelle note di copertina - lo accompagnava sin dalla fine degli anni Ottanta,
Douglas unisce al suo quintetto la chitarra del musicista che più di altri
[e con esiti non sempre esaltanti] ha scavato nel patrimonio sonoro americano,
Bill Frisell.
Nessun omaggio quindi questa volta - il quintetto, con la scelta del piano
elettrico di Uri Caine era spesso stato associato alle atmosfere
del Miles Davis della fine degli anni Sessanta - ma undici brani
che vanno a indagare i rapporti tra l'idea tematica, l'atmosfera, gli equilibri
e le possibilità delle parti improvvisate, risultando meno nervosi e più
accessibili rispetto ai percorsi angolari spesso scelti anche nel recente
passato.
La cifra compositiva di Douglas è sempre riconoscibile, anche quando risulta
ammorbidita e dilatata nella ricerca di un dialogo con le sonorità di Frisell,
e alcune composizioni si collocano tra le migliori dell'ormai ricco songbook
del trombettista: è il caso di "Skeeter-ism" o dell'incalzante "Seventeen".
C'è una voglia di contornare i margini del paesaggio sonoro americano: in
questo le composizioni collocate a metà del disco, quelle più esplicitamente
"friselliane" come "Mountains from the Train" o "The Frisell Dream", sono
il terreno ideale, anche se potrebbero disorientare chi ama il Douglas più
avventuroso.
Dal punto di vista squisitamente strumentale è da sottolineare come il quintetto
si dimostri sempre maturo e versatile: oltre alla straordinaria capacità
del leader, anche uno strumento apparentemente poco flessibile come il Fender
Rhodes riesce - grazie all'intelligenza di Caine - ad affrontare le
diverse atmosfere e Chris Potter è sempre ottimo nei suoi interventi
[se ben diretto e contenuto, come dimostrano i gruppi di Douglas o quelli
di Dave Holland, è un musicista ideale], affiancando al consueto
sax tenore anche il timbro del clarinetto basso.
La ritmica, composta da James Genus al basso e da Clarence Penn
alla batteria, è ormai una vera e propria cosa sola, capace di punteggiare
in modo egregio ogni situazione, dall'anomalo rock-swing di "Rock
of Billy" al funk della conclusiva "Catalyst" [fantastico Douglas
in apertura di brano].
Frisell ovviamente "fa" il Bill Frisell come gli è richiesto, senza indulgere
eccessivamente in indolenze "countreggianti" o elettroniche e rispondendo
sempre con grande equilibrio alle strutture delle composizioni.
C'è chi ha sottolineato - probabilmente con un pizzico di malignità e una
buona dose di ragione - come Dave Douglas alterni da qualche tempo un disco
accessibile e un progetto più innovativo: nel caso di Strange Liberation
siamo chiaramente in pieno territorio di accessibilità, in quello che potremmo
- scherzosamente - definire una sorta di "mainstream douglasiano"
[il lirismo di "Just Say This", la title-track ad esempio], ma il
disco è bello e si pone in un rapporto proficuo con alcuni paesaggi della
musica americana. Un Dave Douglas in viaggio.
Elenco dei brani:
01. A Single Sky - 2:05
02. Strange Liberation - 8:04
03. Skeeter-ism - 5:58
04. Just Say This - 6:29
05. Seventeen - 8:39
06. Mountains From The Train - 5:15
07. Rock Of Billy - 5:55
08. The Frisell Dream - 3:54
09. Passing Through - 1:36
10. The Jones - 4:24
11. Catalyst - 5:08
Musicisti:
Dave Douglas (tromba)
Bill Frisell (chitarra)
Chris Potter (sax tenore, clarinetto basso)
Uri Caine (fender rhodes)
James Genus (contrabbasso, basso elettrico)
Clarence Penn (batteria, percussioni)