Maurizio Comandini
Sappiamo bene che questo disco è piuttosto difficile da trovare. Ma
sappiamo altrettanto bene che con un po' di pazienza, mettendo alla prova le grandi
potenzialità della rete, questo gioiello può essere recuperato.
E allora cosa aspettate?
Questo è certamente uno dei dischi più interessanti degli ultimi anni e anche una ricerca
complicata è degna di essere intrapresa. Per darvi un aiuto decisivo vi segnalo il motore
di ricerca più adatto a queste esigenze da discomane, il celebre www.gemm.com. Oppure provate a contattare
il distributore polacco (l'indirizzo è in calce a questa recensione). Ma non fatevi
mancare questa meraviglia.
Jacek Kochan è un batterista polacco con una evidente propensione alla leadership
che gli consente di mettere in campo un progetto di grande bellezza, al cui servizio
riesce a legare una mezza dozzina di ottimi musicisti, presi sia dalla scena polacca, sia
da quella europea e da quella statunitense. Del resto lui stesso ha suonato e studiato
negli anni ottanta a New York e in Canada, dove per un po' si era trasferito, per poi
tornarsene in Europa nel 1995, a cercare di sviluppare la sua musica nella sua terra
d'origine. Ha già pubblicato alcuni album interessanti, anche con compagni di viaggio
molto noti come John Abercrombie, Kenny Wheeler e altri.
In questo Double Life of a Chair dieci dei dodici brani sono scritti dal leader e
si aggiungono due brevi frammenti (piccole improvvisazioni ben calibrate all'interno del
flusso narrativo dell'album) accreditati rispettivamente a David Tronzo e a
Briggan Krauss. I due ottimi musicisti americani sono, assieme al
trombettista danese Palle Mikkelborg, le punte di diamante del settetto impegnato
in questo lavoro. Gli altri sono il poco noto (ma bravo) pianista Anthony
Alexander, il violinista Henryk Gembalski e il giovane pianista Slawek
Jaskulke, qui alla fisarmonica. Jacek Kochan è impegnato anche al
basso, alle tastiere e alla gestione dei vari loop campionati che fanno capolino qua e là.
La bellissima musica di questo album non è facilmente classificabile. L'impianto generale
è indubbiamente di estrazione jazzistica, ma i riferimenti utilizzati sono ben più ampi.
Non mancano accenni a momenti rarefatti che fanno pensare alla musica da camera
contemporanea. La gamma timbrica messa a disposizione dagli strumenti utilizzati è
vasta e ben congeniale alle situazioni che si succedono. Forse il punto di forza del progetto
è proprio la moltitudine di elementi, diversificati anche dal
punto di vista delle etnie di partenza, che interagiscono a dovere e danno un sapore del
tutto peculiare a questa musica. Certi momenti sono decisamente funky: Kochan ha
studiato a New York con Jaco Pastorius e con Mike Clark e questo fatto ha
lasciato fortunatamente tracce ben consistenti. Una delle cose più riuscite è proprio la
maniera in cui si alternano gli scenari evocati, senza soluzione di continuità, quasi
come se il tutto fosse una lunga suite teatrale, piena di immagini e sapori, di forza e
sentimento.
Questo album così poco noto ci fa tornare in mente il bellissimo (e altrettanto sconosciuto)
Ed Ware's Tree di un paio di anni
fa. Chissà se sono segnali che autorizzano a tenere particolarmente d'occhio i progetti
che vengono da lontano, in cui il leader è il batterista. In fondo, anche certe cose
nordiche di Edward Vesala (non a caso, ancora un batterista decisamente off-
center) possono essere un riferimento appropriato, anche se nel progetto di Kochan
c'è molta più carne al fuoco, molto più sangue nell'arena.
Di certo troviamo un David Tronzo in grandissima forma, con la sua chitarra
elettrica slide che si muove circospetta all'interno di questi paesaggi mittel-europei,
con andatura sbilenca, a volte spettrale, ma sempre affilata e pericolosa. In certi
momenti il suono della sua chitarra slide è filtrato da qualche pedalino che lo rende
ancora più acido ed espressivo. La capacità di estrarre fraseggi stralunati ed
inquietanti da uno strumento normalmente pensato per ben altri paesaggi (il country, la
musica hawaiana) è il vero punto di forza di questo musicista straordinario che troppo
spesso viene ignorato. David Tronzo appare come il vero mattatore di
Double Life of a Chair (gli capita spesso, nei progetti che lo vedono presente), anche se è
veramente ingiusto togliere merito agli altri sei, tutti bravissimi, a cominciare dal
leader.
Anche Palle Mikkelborg e Briggan Krauss, difatti, danno il meglio della loro arte,
perfettamente amalgamati nella musica di Kochan, come se il sodalizio andasse
avanti da sempre. Il trombettista danese è particolarmente adatto a questa musica
e la sua voce un po' soffusa sa assumere la giusta vena
declamatoria quando la situazione si fa più epica e appassionata. Il giovane saxofonista
è bravissimo a prendere il sopravvento nei momenti in cui i toni drammatici si fanno più
sostenuti, con la sua grana rauca e stridente che cavalca gli ensemble con autorevolezza
e sprezzo del rischio. Dei tre musicisti meno noti va subito segnalato l'ottimo lavoro
del pianista, che sa prendere spesso il proscenio con ottimi interventi, mettendo in
evidenza un tocco classico di ottimo livello. Gli altri due sono utilizzati con maggiore
parsimonia, ma i profumi preziosi provenienti dai loro strumenti (il violino e la
fisarmonica) sono sapientemente amalgamati nella ricetta e senza di loro il risultato non
sarebbe così esaltante.
Complimenti al cuoco!
Valutazione: * * * * *
Sito di Jacek Kochan:
www.jacekkochan.com
Sito del distributore polacco di Gowi Records:
www.gigicd.com
Elenco dei brani:
01. Alberta (Kochan) - 8:34
02. Momentations (Tronzo) - 1:31
03. Indiano (Kochan) - 5:51
04. What About Them Penguins on Hudson Pkwy (Kochan) - 4:04
05. Tjame (Kochan) - 5:39
06. El Toro (Kochan) - 7:13
07. What's Left (Kochan) - 3:25
08. Gash (Kochan) - 4:46
09. Day in Apparatus (Krauss) - 0:55
10. Corporate Highlanders (Kochan) - 5:59
11. Kowloon (Kochan) - 7:31
12. If You Went That Far (Kochan) - 1:42
Musicisti:
Palle Mikkelborg (tromba)
Dave Tronzo (chitarra)
Briggan Krauss (sax alto)
Henryk Gembalski (violino)
Slawek Jaskulke (fisarmonica)
Anthony Alexander (piano; piano elettrico)
Jacek Kochan (batteria; basso; tastiere; loops e samplers)