Maurizio Comandini
Il chitarrista americano Jeff Parker arriva finalmente alla sua
prima prova come leader e lo fa mettendo in campo un trio molto ben organizzato, al
servizio di un progetto fresco, per un album che lascia un segno molto preciso. I partner
prescelti per questa importante occasione sono il bassista Chris Lopes e il
batterista Chad Taylor, musicisti coi quali Parker ha grande dimestichezza,
sia da un punto di vista professionale (ha suonato a lungo con entrambi) sia da un punto
4di vista umano (li conosce e frequenta da oltre un decennio).
L'album parte con una sorta di ballad ("Miriam"), scritta da Chad Taylor, che ci
porta non troppo distanti dal mainstream chitarristico più raffinato.
Meno di tre minuti di dolcezza che servono per spiazzare a dovere l'ascoltatore. Infatti,
già a partire dal secondo brano - la title-track scritta da Chris Lopes -
ci si trova in un territorio più mosso, con richiami che si spostano lentamente da
Jim Hall a Bern Nix, tanto per definire due poli ben precisi.
Il primo è certamente il musicista di riferimento per la
chitarra jazz degli ultimi decenni; il secondo è stato il chitarrista più
misterioso dei gruppi di Ornette Coleman, dalla metà degli anni Settanta alla fine
degli anni Ottanta; agli inizi degli anni Novanta ha pubblicato un album in
trio (Alarms and Excursions per l'etichetta New World), che rappresenta
una boa attorno alla quale la chitarra jazz contemporanea (anche di avanguardia)
deve virare. Sfortunatamente, le case discografiche lo hanno perso di vista, nonostante
Nix continui a suonare a New York col suo trio e non solo.
Più ci addentriamo in questo bellissimo disco, più le cose si fanno
intricate. La complessità è rappresentata dagli incastri, sempre mutevoli, che
si instaurano fra i tre musicisti e dal continuo spostamento del pendolo fra i due
poli di riferimento di cui si parlava. Il tutto si svolge all'ombra di quel
minimalismo che è il segno forte di tutta la produzione del
gruppo di musicisti di Chicago ai quali Jeff Parker è solidamente legato
(Tortoise, Isotope 217, Chicago Underground Quartet,
Tricolor, e tanti altri).
Un ulteriore elemento in comune con l'universo di questi
gruppi è rappresentato da quel polimorfismo che emerge ogni volta che
questi musicisti danno fondo alle loro qualità di multistrumentisti.
In questo caso, troviamo il leader impegnato anche al synth (un vecchio Korg
Ms20 analogico pre-MIDI, poco più che un giocattolino, se confrontato con la produzione
altamente tecnologica attuale), il batterista si spende anche alla chitarra classica e al
vibrafono (quest'ultimo strumento è una sorta di costante per i batteristi di
questa scena musicale) e il bassista si dimostra anche buon flautista.
Le escursioni 'fuori territorio' sono ovviamente limitate e per la maggior parte del tempo
ognuno dei tre musicisti è concentrato sul proprio strumento principale. Queste
piccole divagazioni, tuttavia, aggiungono sapori di morbido sfuocamento dove
e quando meno te lo aspetti.
Da uno scenario costruito con elementi parchi e minimali viene fuori un lirismo
asciutto e condiviso, con i tre musicisti impegnati in un'avventura
dolce e morbida che fa dell'interplay la regola di base. Questo è forse l'unico assunto
di partenza che la musica di Jeff Parker si dà, libera per il resto di spaziare
fra il rumore e la melodia discreta, libera di andare in tante direzioni, a volte
contemporaneamente.
Non è un caso che la casa discografica prescelta per questo album di debutto
sia la Delmark, certamente la scelta giusta per rimarcare il
legame con l'AACM, al quale Parker tiene in particolar modo.
Non va dimenticato il ruolo importante svolto in questo progetto dall'ingegnere del suono, il celebre
John McEntire, amico di famiglia per questi musicisti (coi quali
spesso si esibisce - ma non in questo caso - anche come percussionista) oltre che eminenza
grigia che sta pilotando la nuova musica di Chicago sempre più in alto, fuori da
assurdi ghetti, verso un meritatissimo successo su scala internazionale.
Valutazione: * * * *
Sito della Delmark Records:
www.delmark.com
Elenco dei brani:
01. Miriam (Taylor) - 2:43
02. Like-Coping (Lopes) - 5:07
03. Days Fly By (Parker) / Ruby - 6:03
04. Holiday for a Despot (Parker/Lopes/Taylor) - 4:55
05. Onyx (Parker) - 9:25
06. Watusi (Parker) - 4:04
07. Omega Sci Fi (Parker/Lopes/Taylor) - 4:16
08. Pinecone (Lopes) - 4:09
09. Cubes (Parker) - 7:20
10. Plain Song (Lopes) - 5:48
11. Scrambler (parker) - 5:54
12. Roundabout (Taylor) - 3:46
Musicisti:
Jeff Parker (chitarra elettrica; synth)
Chris Lopes (basso; flauto)
Chad Taylor (batteria; vibrafono; chitarra classica)