Quantcast

jazz Padova Porsche Jazz Festival 2006
  ricerca avanzata
    Newsletter  
  bookmark - aggiornamento periodico contattaci - per i redattori  





SITE PARTNERS
All About Jazz: US
Francia: Citizen jazz


Songbird Suite
Susie Ibarra Trio (Tzadik Records - USA - 2001 - distr. Demos)


Paolo Curtabbi

border=1

Only birds sing the music of heaven in the world.

Questa frase di Kobayashi Issa è l'assunto programmatico della nuova fatica di Susie Ibarra, batterista di origini filippine che debutta nella nuova collana della Tzadik Oracles riservata alla diversità e alla creatività delle donne nella musica sperimentale.

Dunque, questa Songbird Suite dovrebbe riportarci la musica paradisiaca che incanta gli umani (almeno chi sa ascoltare) come la luce divina incanterebbe i beati in cielo. Intento quanto meno curioso per una percussionista, una manipolatrice di suoni la cui natura, difficilmente evoca i cinguettii degli uccelli, riuscendo piuttosto a riprodurre il fremito di un battito d'ali (giusto il fruscio delle spazzole sulle pelli) o quei suoni ritmati tipici di alcune specie tropicali.

In effetti, di paradisiaco in questo disco c'è ben poco.
Tutta la musica pare sospesa in una atmosfera indefinita, che riporta certi paesaggi dell'inconscio, l'irrealtà della fantasie notturne con i loro passaggi allegorici, un'allucinazione che porta ai limiti dell'estremo, dell'ignoto.

Non a caso, le composizioni (tutte della Ibarra) sono intercalate da tre squarci ipnotici, le trances, solitarie cavalcate percussive, dove l'animo dell'autrice si contorce alla ricerca dell'indefinito orgiastrico, convulsivo, che fa della frenesia la sua esteriorizzazione emotiva.
Se l'iniziale Azul ci accoglie con l'enfasi di un ritmo accelerato e colorito (unico brano dove i musicisti dialogano in gradi paritetici costruendo un percorso compiuto e lineare) il disco si chiude con la meditativa Passing Clouds che pare sancire la fine del viaggio in una sorta di malinconica e frustrante condizione interrogativa.

Un mistero profondo aleggia su questo disco, merito anche di un sofisticato procedimento che intreccia sonorità che, anche quando costruiscono un 'andamento melodico, risultano acuminate, spigolose, come del resto la personalità dei musicisti, tutti dediti al più ampio sperimentalismo, richiede.

Tra questi, la virtuosa di violino, Jennifer Choi ha il ruolo più importante, è lei che costruisce le timide melodie, che esaspera i passaggi più accesi, illuminandoli con striature fosforescenti, quasi minacciose. Graig Taborn, ormai collaudato campione di sonorizzazioni edulcolorate, predilige le estremità della tastiera del suo pianoforte, è spesso tagliente, ossessivo, irruvidisce la trama sonora e rafforza l'inquieto climax che contraddistingue la maggior parte dei brani. Gli dà man forte anche un'altra creatura della Knitting Factory, la rumorista Ikue Mori che interviene in tre episodi del disco con i suoni processed del suo computer.

Un panorama composito, da foresta pluviale che si risveglia dopo le ansie della notte, tra suoni indistinti e poco naturali, come se una inquietante, aliena presenza avesse selvaggiamente attraversato l'aria soverchiandola di antiche paure umane come l'ignoto, l'ansia, il dolore.
Un rimpianto, più che un'evocazione, del paradiso perduto.

Valutazione: * * ½

Sito di Susie Ibarra:
www.susieibarra.com
Sito della Tzadik Records:
www.tzadik.com

Elenco dei brani:
01. Azul - 4:15
02. Songbird Suite - 8:40
03. Trance No. 1 - 5:32
04. Illumination - 4:03
05. Trance No. 2 - 2:28
06. Flower After Flower - 5:43
07. Nocturne - 4:42
08. Trance No. 3 - 5:15
09. Passing Clouds - 5:12

Musicisti:
Susie Ibarra (drums)
Jennifer Choi (violin)
Graig Taborn (piano, samples, electronics)
Ikue Mori (laptop computer)



Padova Porsche Jazz Festival 2006
home   -   bookmark   -   per i redattori   -   contattaci
© 2006 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Privacy