Quantcast

jazz Padova Porsche Jazz Festival 2006
  ricerca avanzata
    Newsletter  
  bookmark - aggiornamento periodico contattaci - per i redattori  

Recensione: Innovative Music Meeting





SITE PARTNERS
All About Jazz: US
Francia: Citizen jazz


Innovative Music Meeting
Rajesh Mehta - Rohan de Saram - Trichy Sankaran (True Muze - Germania- 2000)


Ermes Rosina

Innovative

Approda, nel migliore dei modi, alla sesta uscita discografica la True Muze Records, piccola, ma agguerrita (per la qualità e l'originalità delle uscite), etichetta berlinese, fondata dai musicisti Vlatko Kucan, Rajesh Mehta e Peter Niklas Wilson (quest'ultimo è compositore, contrabbassista, musicologo, il cui curriculum include collaborazioni e incisioni al fianco di personaggi del calibro di Anthony Braxton - Eight Duets Hamburg 1991 Music & Arts 710 - e Malcom Goldstein, con il quale ha registrato Monsun, True Muze 9801).

Questo Innovative Music Meeting, organizzato dal trombettista Rajesh Mehta, consegue il risultato - difficilissimo a concretizzarsi - di fondere musica "classica" (in senso lato), tradizione folklorica e libera improvvisazione in un unicum coeso e avvincente, senza isterilirsi nei biechi clichés commerciali di tante operazioni di world music.

I nomi dei partecipanti, d'altronde, sono una garanzia di serietà. Mehta, infatti, già allievo di Braxton al Mills College e titolare di un duo stabile con Paul Lovens (documentato dal cd Orka, Hat Hut 1998) ha contribuito all'estensione della gamma sonora della tromba, sotto il profilo timbrico e intervallare: ultimo frutto di queste ricerche è l'"hybrid trumpet" che, tramite la connessione fra più strumenti, consente originalissimi effetti di spazializzazione e microtonalità.
Trichy Sankaran, maestro riconosciuto delle percussioni dell'India del Sud e insegnante presso la York University di Toronto, ha più volte suonato con Anthony Braxton, David Rosenboom, Pauline Oliveros, Charlie Haden.
Rohan de Saram, infine, è uno dei più grandi violoncellisti viventi, noto soprattutto come esecutore del repertorio contemporaneo (in seno al quartetto Arditti, in duo con Stefano Scodanibbio e con il fratello Druvi), ma interessato anche alla difficile arte dell'improvvisazione più o meno libera (in particolare, fra gli altri, con lo stesso Scodanibbio, Markus Stockhausen, il pianista Fabrizio Ottaviucci, gli AMM: frutto di quest'ultima collaborazione fu, nel 1987, l'ottimo The Inexhaustible Document, Matchless cd13).

Le improvvisazioni documentate nel CD (splendidi, peraltro, sia l'elegante confezione che il ricco libretto) risultano ariose, gradevoli all'ascolto, mai banali. L'interazione fra i tre ha dell'incredibile, quanto a immediatezza e pertinenza degli interventi, soprattutto se si tiene presente che - a detta di Mehta - la registrazione è stata effettuata in una sola giornata, nel dicembre 1999, senza prove né indicazioni preventive circa il materiale da utilizzare.

Ne è scaturita una musica che, rifuggendo qualunque esotismo fine a se stesso (nel quale sarebbe stato facile cadere, data la provenienza geografica dei musicisti dal subcontinente indiano), scorre fluida - e concentrata nel contempo - sin dalle prime battute di "In time", mentre "Shiva's House" è pervasa da un'eccitazione febbrile, in cui gli strumenti si scontrano e si rintuzzano in una sorta di lotta.

Splendidi i tre episodi in duo ("Bhava" nn. 1, 2 e 3), dove più marcata è la prossimità con le peculiarità coloristiche e armoniche della musica indiana, specie nel timbro del violoncello, simile a quello del tamboura; laddove le escursioni microtonali della tromba e del violoncello imprimono a "Ceylonese Funeral March", scandita dall'incedere solenne del mrdangam, una sfumatura emotiva dolente, come di lamentazione.

Non mancano gustosissimi (mai sopra le righe, in ogni caso) spunti onomatopeici, come in "Flies and Frogs", dove l'hybrid trumpet di Mehta sembra letteralmente sdoppiarsi nello spazio acustico fra ronzii - ripresi dal violoncello - e borborigmi, sottolineati dalle percussioni di Sankaran; o in "Laughing Man's Sea", giocata sull'esplorazione delle potenzialità timbriche degli strumenti: specialmente De Saram illustra l'enorme gamma di sonorità di cui dispone, con overtones e materici strappi percussivi.
Da menzionare, infine, "Trichy's Rap", in cui la voce di uno strepitoso Sankaran si cimenta nel konnakkols, tradizionale tecnica di vocalizzazione dei pattern ritmici utilizzata dai percussionisti dell'India meridionale.

Una via originale e innovativa all'improvvisazione? Ne siamo più che certi: la conferma definitiva potrebbe aversi soltanto mediante l'ascolto live di questo gruppo. Sarà possibile, un giorno, in Italia?

Valutazione: * * * * ½

Sito della True Muze:
www.truemuze.de
Sito di Rajesh Mehta:
www.rajeshmehta.de
Webpage su Rohan de Saram:
www.ardittiquartet.com/biogroha.htm
Webpage su Trichy Sankaran:
www.yorku.ca/grdmusic/profs/sankaran.htm

Elenco dei brani:
01. In time (Mehta-de Saram-Sankaran) 4:18
02. Shiva's House (Mehta-de Saram-Sankaran) 3:08
03. Bhava 1 (Mehta-Sankaran) 4:41
04. Flies and Frogs (Mehta-de Saram-Sankaran) 7:28
05. Partial Differentials (Mehta-de Saram) 1:47
06. Trichy's Rap (Mehta-de Saram-Sankaran) 5:11
07. Ceylonese Funeral March (Mehta-de Saram-Sankaran) 4:50
08. Bhava 2 (Sankaran-de Saram) 3:33
09. Laughing Man's Sea (Mehta-de Saram-Sankaran) 7:41
10. Bhava 3 (de Saram-Mehta) 5:57
11. Asymptotes (Mehta-de Saram-Sankaran) 7:45
12. Bardo (Mehta-de Saram-Sankaran) 6:06

Musicisti:
Rajesh Mehta (trumpet, slide trumpet, hybrid trumpet)
Rohan de Saram (violoncello)
Tricy Sankaran (mrdangam, kanjra, konnakkol)

Padova Porsche Jazz Festival 2006
home   -   bookmark   -   per i redattori   -   contattaci
© 2006 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Privacy