Neri Pollastri
Se c'è oggi una musica che merita degnamente il titolo di "jazz italiano", è quella messa
in scena dal sestetto di Ettore Fioravanti, giunto con questo Più al
secondo disco dopo Florilegium del
2001.
Le ragioni sono molteplici. La più ovvia è che il gruppo raccoglie alcuni dei migliori
musicisti nostrani (siano essi già affermati - Tracanna,
Maier ed ovviamente lo stesso Fioravanti - o sulla via della definitiva
affermazione - Caruso, De Bonis ed il sempre più maturo Succi). La
seconda, consequenziale, è che questi brillantissimi solisti, oltre a mostrare un
perfetto interplay, rendono i lavori del gruppo scintillanti grazie alle loro individuali
invenzioni strumentali ed alle creazioni compositive (il solo De Bonis non compare
tra gli autori dei brani di questo album). Una terza è che tutti i musicisti hanno alle spalle
esperienze non solo jazzistiche che portano dentro le
produzioni di Belcanto, contribuendo così ad evitare il rischio - sempre
incombente nella musica nostrana - di appiattirsi sul meramente "melodico". Un'ultima
ragione, infine, sta nel fatto che proprio il melodismo, senza diventare mai univoco o
stucchevole, rappresenta la cifra del gruppo, che interpreta l'atmosfera mediterranea come
oggi forse nessun altro è in grado di fare.
Il risultato è un disco che vede fianco a fianco brani narrativi ("Bacigalupo", forse il
migliore dell'album, "Mirò"), altri più complessi ed incentrati principalmente sulla
polifonia dei suoni ("Isonzo", "Alento"), altri ancora swinganti ("Da che parte sto") ed
infine perfino la deliziosa e tutt'altro che scontata rilettura di "Resta cu'mme" di
Modugno. Un disco, tuttavia, che intreccia in ogni suo momento stili e forme
espressive diverse con eleganza e coerenza, come mostra esemplarmente "Le nozze della
principessa", che si avvia come melodia, diviene dialogo, si trasforma in sperimentazione
pianistica, per concludersi in un coro divertito.
Se la melodia è la cifra del gruppo, la caratteristica che lo innalza però ben sopra la
media è proprio il suono, grazie all'altissima qualità strumentale dei sei musicisti. I
soli narrativi del contrabbasso di Maier, il melodismo percussivo del leader, gli
incisivi interventi, ora cristallini, ora discordanti di De Bonis, gli assoli di
Succi - in particolare al clarinetto basso ormai magistrale - e gli swinganti,
quanto scoppiettanti passaggi del trombone di Caruso conferiscono al disco una ben
precisa personalità, che viene "fissata" indelebilmente dalle spettacolari qualità di
Tino Tracanna. Il sassofonista, davvero in stato di grazia, specie al soprano
riluce in ognuno dei suoi numerosi interventi, tra i quali vanno segnalati quelli
di "Bagigalupo" e soprattutto di "Mirò", nel quale è accompagnato con straordinaria
efficacia ed eleganza da singoli interventi della ritmica.
Un gran bel gruppo, dunque, davvero tra i migliori della scena non solo italiana, nel
solco di una tradizione che si rinnova senza stridori e colpi di teatro, ma con classe ed
eleganza.
Valutazione: * * * * ½
Sito della Splasc(H) Records:
www.splaschrecords.com
Elenco dei brani:
01. Sorgente (E. Fioravanti) - 0:45
02. Bacigalupo (E. Fioravanti) - 7:11
03. Isonzo (G. Maier) - 4:31
04. Da che parte sto (E. Fioravanti) - 7:41
05. Mirò (E. Fioravanti) - 8:51
06. Alento (T. Tracanna) - 4:55
07. Serio (B. Caruso) - 3:25
08. Le nozze della principessa (E. Fioravanti) - 5:21
09. Tiepido (A. Succi) - 4:01
10. Cacciavite (E. Fioravanti) - 6:26
11. Resta cu'mme (Verde-Modugno) - 8:27
Musicisti:
Ettore Fioravanti (batteria)
Tino Tracanna (sax soprano e tenore)
Achille Succi (sax contralto, clarinetto basso)
Beppe Caruso (trombone)
Giovanni Maier (contrabbasso)