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Belcanto (Splasc(H) Records - Italia - 2003 - distr. IRD)

Neri Pollastri

Se c'è oggi una musica che merita degnamente il titolo di "jazz italiano", è quella messa in scena dal sestetto di Ettore Fioravanti, giunto con questo Più al secondo disco dopo Florilegium del 2001.

Le ragioni sono molteplici. La più ovvia è che il gruppo raccoglie alcuni dei migliori musicisti nostrani (siano essi già affermati - Tracanna, Maier ed ovviamente lo stesso Fioravanti - o sulla via della definitiva affermazione - Caruso, De Bonis ed il sempre più maturo Succi). La seconda, consequenziale, è che questi brillantissimi solisti, oltre a mostrare un perfetto interplay, rendono i lavori del gruppo scintillanti grazie alle loro individuali invenzioni strumentali ed alle creazioni compositive (il solo De Bonis non compare tra gli autori dei brani di questo album). Una terza è che tutti i musicisti hanno alle spalle esperienze non solo jazzistiche che portano dentro le produzioni di Belcanto, contribuendo così ad evitare il rischio - sempre incombente nella musica nostrana - di appiattirsi sul meramente "melodico". Un'ultima ragione, infine, sta nel fatto che proprio il melodismo, senza diventare mai univoco o stucchevole, rappresenta la cifra del gruppo, che interpreta l'atmosfera mediterranea come oggi forse nessun altro è in grado di fare.

Il risultato è un disco che vede fianco a fianco brani narrativi ("Bacigalupo", forse il migliore dell'album, "Mirò"), altri più complessi ed incentrati principalmente sulla polifonia dei suoni ("Isonzo", "Alento"), altri ancora swinganti ("Da che parte sto") ed infine perfino la deliziosa e tutt'altro che scontata rilettura di "Resta cu'mme" di Modugno. Un disco, tuttavia, che intreccia in ogni suo momento stili e forme espressive diverse con eleganza e coerenza, come mostra esemplarmente "Le nozze della principessa", che si avvia come melodia, diviene dialogo, si trasforma in sperimentazione pianistica, per concludersi in un coro divertito.

Se la melodia è la cifra del gruppo, la caratteristica che lo innalza però ben sopra la media è proprio il suono, grazie all'altissima qualità strumentale dei sei musicisti. I soli narrativi del contrabbasso di Maier, il melodismo percussivo del leader, gli incisivi interventi, ora cristallini, ora discordanti di De Bonis, gli assoli di Succi - in particolare al clarinetto basso ormai magistrale - e gli swinganti, quanto scoppiettanti passaggi del trombone di Caruso conferiscono al disco una ben precisa personalità, che viene "fissata" indelebilmente dalle spettacolari qualità di Tino Tracanna. Il sassofonista, davvero in stato di grazia, specie al soprano riluce in ognuno dei suoi numerosi interventi, tra i quali vanno segnalati quelli di "Bagigalupo" e soprattutto di "Mirò", nel quale è accompagnato con straordinaria efficacia ed eleganza da singoli interventi della ritmica.

Un gran bel gruppo, dunque, davvero tra i migliori della scena non solo italiana, nel solco di una tradizione che si rinnova senza stridori e colpi di teatro, ma con classe ed eleganza.

Valutazione: * * * * ½

Sito della Splasc(H) Records:
www.splaschrecords.com

Elenco dei brani:
01. Sorgente (E. Fioravanti) - 0:45
02. Bacigalupo (E. Fioravanti) - 7:11
03. Isonzo (G. Maier) - 4:31
04. Da che parte sto (E. Fioravanti) - 7:41
05. Mirò (E. Fioravanti) - 8:51
06. Alento (T. Tracanna) - 4:55
07. Serio (B. Caruso) - 3:25
08. Le nozze della principessa (E. Fioravanti) - 5:21
09. Tiepido (A. Succi) - 4:01
10. Cacciavite (E. Fioravanti) - 6:26
11. Resta cu'mme (Verde-Modugno) - 8:27

Musicisti:
Ettore Fioravanti (batteria)
Tino Tracanna (sax soprano e tenore)
Achille Succi (sax contralto, clarinetto basso)
Beppe Caruso (trombone)
Giovanni Maier (contrabbasso)





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