Maurizio Comandini
Il quarantenne violoncellista newyorchese Fred Lonberg-Holm è
uno dei musicisti di punta della vivace scena creativa di Chicago. Attivo in molte
situazioni che lo vedono passare dal free jazz più turbolento a progetti ibridi che
profumano di curiosità e fantasia, lo troviamo qui alle prese con un lavoro atipico che
vuole mettere in particolare evidenza lo strumento che ha scelto per le sue scorribande e
omaggiare, allo stesso tempo, uno degli eroi misconosciuti della lieve storia del
violoncello nel jazz, il formidabile Fred Katz.
Nato a New York nel 1919, Fred Katz studiò con Pablo Casals e, dopo aver
suonato in varie orchestre e con Lena Horne e Tony Bennett, militò fra il
1955 e il 1958 nel quintetto di Chico Hamilton che, nella prima parte di quel
periodo, comprendeva anche Jim Hall e Buddy Collette. Le note di copertina del
solitamente ben informato John Corbett lasciano intendere che, all'interno di
questo gruppo, ebbe modo di suonare anche con Eric Dolphy. In realtà al momento
dell'ingresso di Dolphy nel gruppo del batterista, nella primavera del 1958, Fred
Katz era appena stato sostituito da Nathan Gershman e i due ebbero modo di
lavorare assieme solo a fine ottobre del 1958, in una seduta del quintetto
di Chico Hamilton che vedeva Katz presente esclusivamente in veste di
arrangiatore e conduttore. Comunque sia, il quintetto di
Hamilton seppe fare da portabandiera per quella sorta di ibrido musicale che venne
definito anche 'jazz da camera'. Dopo l'uscita da questo gruppo, Katz
prosegui la propria attività soprattutto in area classica e come insegnante di
antropologia, ritornando alla fine degli anni ottanta a incidere con Chico
Hamilton, per una riuscita reunion del celebre quintetto (Reunion per la Soul Note).
Fred Lonberg-Holm affronta questa piacevole sfida mettendosi a fianco il bassista
acustico Jason Lee Roebke e il batterista dei Wilco, Glenn Kotche. Il primo è una
spalla validissima, che sa alternare molto bene le gamme espressive non troppo variegate
del suo strumento, tendendo a suonare quasi come un violoncello pizzicato, quando il
leader impiega l'archetto, e passando invece ad un suono più legnoso e profondo,
quando Lonberg-Holm è impegnato a pizzicare le corde del suo strumento. Il
batterista è molto attento a restare dentro alla dinamica compressa che questa
musica un po' cameristica richiede. Allo stesso tempo offre sempre uno swing discreto, ma
sapientemente frizzante, e sa colorare molto bene le atmosfere, spesso sognanti, create
dai due partner.
Il violoncello è uno strumento caratterizzato da un timbro molto vicino alla voce
umana, con una tessitura che spesso si presta ad essere utilizzata in situazioni
malinconiche, pensose e raffinate, che a volte diventano persino un po' lugubri. Questo
succede soprattutto quando lo strumento è usato con l'archetto, mentre il clima diventa
subito più brioso e saltellante quando le corde vengono pizzicate. Anche se per la
maggior parte del tempo utilizza l'archetto, Fred Lonberg-Holm sa alternare molto
bene queste due fasi, così come del resto ha sempre fatto il buon Fred Katz,
muovendosi con grande precisione fra le aree classicheggianti riecheggiate dalle lunghe e
sinuose frasi ottenute con l'archetto e i momenti più swinganti, dove ovviamente il
pizzicato prende il sopravvento e le frasi si fanno più angolari e ritmate.
I brani sono pescati in buona parte proprio dal repertorio del Chico Hamilton
Quintet, ma non manca un bell'omaggio ("Mistery Kat") scritto proprio da Lonberg-
Holm. La rilettura è affascinate, viene ricreato quel clima molto anni cinquanta che
caratterizzava la musica di Hamilton e dei suoi prodi, ma allo stesso tempo la
grande sensibilità e la perfetta padronanza progettuale di Lonberg-Holm gli
permettono di compiere una sorta di magia e questa musica diventa improvvisamente
attuale, un simulacro perfettamente congeniale ad essere trasportato in un futuro fatto
di replicanti e di entità virtuali. Una navicella ben governata che affronta senza timori
le acque movimentate delle avanguardie, con passo ora felpato, ora indolente, ora brioso,
ora circospetto. Ma sempre con onestà, rispetto e passione per la musica di Fred
Katz (e non solo).
Valutazione: * * * * ½
Pagina dedicata a Fred Lonberg-Holm:
www.sfgate.com/offbeat/fredlh.html
Sito della Atavistic:
www.atavistic.com
Elenco dei brani:
01. Lillian (Fred Katz) - 4:48
02. A Mood (Fred Katz) - 3:28
03. I Know (Jim Hall) - 3:15
04. I Know II (Jim Hall) - 0:38
05. Pluck It (Fred Katz) - 3:01
06. The Vidiot (Fred Katz) - 2:27
07. My Funny Valentine (Rodgers/Hart)- 4:23
08. Mystery Kat (Lonberg-Holm) - 3:46
09. The Squimp (Fred Katz) - 2:04
10. The Sage (Fred Katz- Chico Hamilton) - 5:56
11. Autumn Leaves (Kosma/Mercer/Prevert)- 6:15
Musicisti:
Fred Lonberg-Holm (violoncello)
Jason Lee Roebke (basso)
Glenn Kotche (batteria)