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Invisible Nature
John Surman & Jack DeJohnette (ECM - Germania - 2002 - distr. Ducale)


Mario Calvitti

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L'inizio della collaborazione artistica tra questi due giganti del jazz contemporaneo risale al 1968, ai tempi delle jam sessions pomeridiane che si tenevano al famoso club Ronnie Scott's di Londra tra il batterista americano, all'epoca membro del trio di Bill Evans, e gli allora semisconosciuti John Surman, Dave Holland, Tony Oxley e John McLaughlin. I contatti sono poi proseguiti negli anni, lasciando però poche tracce discografiche. L'unico precedente del duo risale all'album del 1981 The Amazing Adventures of Simon Simon, e solo a distanza di vent'anni è arrivato questo seguito.

Registrato dal vivo a Tampere e Berlino nel corso della tournée europea del Novembre 2000, che vide il duo esibirsi anche di fronte alle platee italiane, Invisible Nature è una testimonianza affascinante del recente lavoro della coppia, decisamente differente dal disco precedente. Tutti i brani sono completamente improvvisati ad eccezione di "Song for World Forgiveness", unica composizione (firmata da DeJohnette) a presentare una struttura armonica predefinita, ed entrambi i musicisti fanno largo uso dell'elettronica per ampliare la gamma timbrica e raddoppiare l'organico strumentale. Così, alle consuete basi di sintetizzatore ed echi digitali da sempre presenti nelle opere solistiche di Surman, il sassofonista aggiunge un controller MIDI a fiato per pilotare le tastiere elettroniche ed ottenere nuove sonorità, mentre DeJohnette affianca alla batteria tradizionale un set di tamburi elettronici, che suona sia con le mani che con le bacchette, per ricreare il suono di una gran varietà di strumenti a percussione soprattutto etnici come le tabla imitate nell'omaggio all'India di "Ganges Groove".

Il risultato è una sintesi molto personale di jazz, world, folk ed elettronica, elementi da sempre presenti nella musica di entrambi, sviluppati in un dialogo continuo e avvincente e sostenuti dalla costante inventiva dei musicisti, ben evidenziati già dal brano iniziale, l'ipnotica "Mysterium". Da apprezzare una volta di più la grandissima abilità improvvisativa di Surman, sempre lineare e coerente nei suoi interventi solistici, che non rinuncia ai suoi abituali spunti lirici neanche nelle situazioni più free come in "Rising Tide". DeJohnette, da par suo, fornisce molto più di un semplice sostegno ritmico, dialogando incessantemente col partner e stimolandone il discorso melodico con le appropriate sottolineature percussive.

Un disco che conferma la grandezza assoluta di questi due eccezionali musicisti, capaci di dare sempre il massimo in qualunque circostanza.

Valutazione: * * * * ½

Sito della ECM records:
www.ecmrecords.com
Una discografia dettagliata di John Surman:
www.user.fast.net/~dkmjf/surman.htm

Elenco dei brani:
01. Mysterium (Surman/DeJohnette) - 15:57
02. Rising Tide (Surman/DeJohnette) - 9:31
03. Outback Spirits (Surman/DeJohnette) - 12:30
04. Underground Movement (Surman/DeJohnette) - 9:45
05. Ganges Groove (Surman/DeJohnette) - 6:36
06. Fair Trade (Surman/DeJohnette) - 11:21
07. Song for World Forgiveness (DeJohnette) - 9:29

Musicisti:
John Surman (sassofono baritono e soprano, clarinetto basso, sintetizzatori)
Jack DeJohnette (batteria, percussioni elettroniche, piano)



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