Trevor Watts & The Celebration Band
Trevor Watts (ARC - GB - 2001)
Angelo Leonardi
In Italia il nome di Trevor Watts è ancora fortemente associato alla stagione del
jazz britannico degli anni sessanta/settanta, alla musica dello Spontaneus Music
Ensemble e degli Amalgam. Il primo lo vedeva lavorare con John Stevens sulla libera
improvvisazione mentre il secondo (con Barry Guy, Paul Rutherford, ancora John Stevens,
Keith Tippett, Colin McKenzie e altri) legava elementi di jazz (dal bop al free) con
il folk, il blues e il rock.
Watts è stato il leader degli Amalgam nei suoi 13 anni di vita ma nel frattempo
guidava altri organici e collaborava con l'Open Circe di Stan Tracey, col gruppo di
Louis Moholo e con la London Jazz Composers Orchestra.
Anche se c'è ovviamente continuità con quelle esperienze artistiche, l'ensemble
di questo disco si lega maggiormente alla sintesi operata da Watts a partire dal 1982.
Ci riferiamo al Moire Music, formazione dall'organico mutevole ma fedele ad alcuni
concetti di fondo: forte spinta poliritmica di stampo africano, temi esuberanti e
assoli di grande valenza melodica. L'esperienza del Moire è ancora significativa per
il sassofonista in quanto ripropone la lunga partnership col chitarrista Colin McKenzie
ma il nuovo ensemble, The Celebration Band, è ora al centro dei suoi nuovi concetti
espressivi.
La formazione s'è costituita nel 2000 e questo è il suo primo disco,
registrato ad Hastings nell'aprile dell'anno successivo.
Si tratta di un ottetto, comprendente una sezione sax (lo stesso leader e
Marcus Cummins al sax contralto e soprano, Rob Leake al tenore e soprano, Amy
Metcalf al tenore), e una ritmica con chitarra, basso e una doppia presenza
percussiva composta da Giampaolo Scatozza alla batteria e Jamie Harris alle
percussioni etniche).
La differenza principale tra il Moire e la Celebration Band sta nel più accentuato
ruolo che assumono in quest'ultima composizione e arrangiamento: non più le lunghe
improvvisazioni di Watts e McKenzie sul fondo percussivo ma ampie parti all'unisono
e una varietà di situazioni che stimolano gli interventi dei solisti. La dimensione
percussiva resta di grande efficacia ma si amalgama maggiormente all'insieme
melodico-armonico.
È una musica esuberante, di grande impatto e forza (sembra prodotta da un'orchestra
di almeno 13/14 elementi) che dietro l'impatto iterativo delle sue trame nasconde
complessità e originalità.
Sopra la variopinta tessitura poliritmica di Scatozza e Harris (ritmi nordafricani
che si accostano ad altri centro e sudamericani) la sezione sax si muove con tale
trasporto e passionalità che il corpo inizia a muoversi da solo (lasciando il
cervello del vostro critico alle sue analisi formali). Una musica smagliante,
dunque, che si snoda senza cali di tensione e s'impone per l'opulenza timbrica
e gli arrangiamenti frenetici, dalla metrica spezzata.
Trevor resta il grande
solista che conosciamo, sia al contralto (spigoloso e tagliente) che al soprano
(dalla sonorità nasale simile all'orientale shenai) ma anche i suoi giovani
partner fanno un'ottima figura, dimostrando inventiva e tecnica.
Inutile entrare nel dettaglio dei vari brani, tutti danzanti, briosi ma
niente affatto uniformi. È un disco particolarmente riuscito e fruibile, a vari
livelli di approfondimento, da un pubblico di ampie dimensioni. Anche gli amanti
dell'acid jazz, ad esempio, troveranno pane per i loro denti.
Valutazione: * * * *
Sito di Trevor Watts:
www.shef.ac.uk/misc/rec/ps/efi/mwatts.html
Disco disponibile presso:
www.jazzcds.co.uk
Elenco dei brani:
01. 8 In 7 - 13:17
02. Alone With You - 7:05
03. Tar (Ta) - 6:53
04. Spring Sunrise - 10:43
05. In The Street - 3:45
06. Out Of The Street -9:33
Tutte le composizioni sono di Trevor Watts
Musicisti:
Trevor Watts (sax alto e soprano; percussioni; arrangiamenti)
Marcus Cummins (sax alto e soprano)
Rob Leake (sax tenore e soprano)
Amy Metcalf (sax tenore)
Geoff Sapsford (chitarra)
Roger Carey (basso)
Giampaolo Scatozza (batteria)
Jamie Harris (percussioni)
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