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Recensione: Duets with Bill Stewart





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Duets with Bill Stewart
Bill Carrothers (WEA/Birdology - Francia - 2000)


Gianni M. Gualberto

Duets

Dopo la irritantemente esagerata sbornia presa con Brad Mehldau, l'interesse della critica jazzistica si è appuntato su Bill Carrothers, altro esponente di un tardo e complesso epigonismo evansiano in cui la facondìa ha non di rado la meglio sull'espressività.
Ciononostante, è impossibile non riconoscere a Carrothers una tecnica impressionante, una grande conoscenza della tradizione, un infallibile gusto armonico, un senso poetico fatto di silenzi quanto di una maestosa espansione dei materiali tematici sin quasi al limite della frantumazione. Si tratta di uno strumentista che sa rischiare, e nel gioco più pericoloso e disagevole: lungi dal prodursi in un display di tecnica, egli agisce con grande sottigliezza sul tessuto armonico, che altera (fenomenale il suo uso del linguaggio del chord substitution) progressivamente in un complesso gioco a specchio di echi e rimandi, in cui l'esposizione del tema e la sua memorabilità vivono di brevi momenti effimeri, presto ridotte a un fantasma allontanato e richiamato di continuo.
È un processo di lenta distillazione (come in pagine quali "Vito", "Vito's Dreamworld" o "Tenting on the Old Campground", una pagina dell'epoca della Guerra Civile americana, repertorio che il pianista ama esplorare con frequenza, ricavandone risultati particolarmente immaginifici - per la recensione del disco di Carrothers dedicato a questo repertorio, The Blues and the Greys - Music of Civil War, clicca qui), pressoché incantatorio talvolta, ma che certamente non si piega vezzoso alle più facili esigenze del pubblico: morbide e ambigue sospensioni, cristalline trasparenze, cumuliformi dissonanze si dipanano da grumi inquieti, creando un racconto mainstream del tutto futuribile.

Ogni dettaglio ha la sua importanza in questo quadro che pare frastagliato, ma che in realtà si coagula di colpo attorno a un'iridescenza di colori, a un incrociarsi di ritmi, a uno stratificarsi di pulsazioni che fanno da sottile e vibratile cornice a un canovaccio armonico di felpata complessità. Musica fondamentalmente notturna, questa, di vivida e talvolta persino dolorosa introspezione, ed è compito non facile, per un agile batterista come Bill Stewart, sottolineare il lento, frastagliato scorrere di ogni racconto (ché di tale si tratta) pianistico: si ascolti a tal proposito la visionarietà sofferta, di poeticità viscerale quanto pudica, che anima l'interpretazione di "Alone Together". Ed è lo stesso Stewart ad attirare Carrothers verso rielaborazioni apparentemente più tradizionali dal punto di vista interpretativo: tempi veloci come quelli di "Off Minor", "A Squirrel's Tale", "Puttin' On the Ritz" (realizzato con non pochi anti-retorici guizzi di ironia a fior di pelle, che ritornano nel blues di sapore after hours di "Death of a Cigarette") beneficiano non poco della risonante asciuttezza del sobrio approccio del pianista ("I Apologize", "Taking A Chance On Love"), che si staglia netto sullo sfondo vivido e brillante tratteggiato con virtuosistica fantasia dall'abilissimo batterista.
Tra i due interpreti vi è un'innegabile quanto ammirevole empatia, che porta a risultati ben più che pregevoli: questi duetti sono fra quanto di più intimamente poetico (si pensi solo a "A Nightingale Sang in Berkeley Square") possa produrre l'improvvisazione contemporanea.

Valutazione: * * * * *

Sito di Bill Carrothers:
www.carrothers.com

Elenco dei brani:
01. Drum Prelude (Bill Stewart) - 2:23
02. Alone Together (Dietz/Schwartz) - 6:14
03. Off Minor (Thelonious Monk) - 5:57
04. I Apologize (Al Goodhart) - 3:15
05. A Squirrel's Tale - 6:20
06. Vito - 5:27
07. Vito's Dream World (Carrothers/Stewart) - 2:58
08. Taking a Chance on Love (Vernon Duke) - 4:58
09. Tenting on the Old Campground (trad.) - 5:08
10. Puttin' on the Ritz (Irving Berlin) - 7:00
11. Death of a Cigarette (Carrothers/Stewart) - 6:20
12. A Nightingale Sang in Berkeley Square (Eric Maschwwitz) - 4:19
13. The Whiffenpoof Song (Al Galloway) - 2:48

Gli altri brani sono composizioni di Bill Carrothers

Musicisti:
Bill Carrothers (piano)
Bill Stewart (batteria)

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