Da quando il trio di Paul Motian ha realizzato i suoi capolavori il mondo del jazz e dintorni ha conosciuto diverse
nuove prospettive.
Tra le altre, la rinascita della musica nera “impegnata” e le inedite tangenze tra improvvisazione e musica elettronica.
Tuttavia, fin dal primo ascolto di questo I Have the Room Above Her (titolo di una canzone di Kern
e Hammerstein tratta dal musical Show Boat) si coglie una fragranza intatta, una qualita' mai insidiata
da qualsivoglia new wave jazzistica.
Come dice la penultima traccia del CD, il gruppo e' One In Three, stesso spirito e attitudine attraverso tre soggetti pensanti.
Il senso fluido di uno spazio con poca gravita', profumi melodici che traggono essenze a occidente e a oriente senza
fratture, un costante rubato che dona mistero alle esecuzioni.
Sono solo alcuni dei tratti distintivi di una musica che in definitiva e' resistenza di bellezza in un mondo ottuso
come il nostro; una dichiarazione di nostalgia, allusione, autorevolezza morbida, sapienza non aggressiva, offerta
libera di ricchezza interiore.
Le nuove pagine di Motian che, dopo tribolazioni al cuore, di nuovo in salute riporta in studio Frisell e Lovano
dopo quasi un decennio, sono quasi tutte lente, meditabonde.
Potrebbero anche tediare nella costruzione un po’ ossessiva di una vaghezza riposante; invece no, perche' la bellezza melodica
dei temi non ha nulla del compiacimento rassicurante, ed e' sempre disponibile per ripensamenti, dubbi, radicali capovolgimenti.
E poi perche' la simmetria dei giochi strumentali costruita dai tre e' talmente intelligente, pur in un trasognato
crepuscolarismo, che ci si lascia rapire senza oppore alcun ostacolo.
La coerenza espressiva di Motian, che non scandisce mai un tempo, ma ne centrifuga mille rifrangendo magicamente
il beat fantasma, spinge Frisell e Lovano a distillare il meglio della loro arte.
La chitarra ricama, rifinisce, ma con una quantita' di idee sorprendente, e torna ai vecchi intrugli sperimentali in The Riot Act;
il tenore scivola in una libera caduta narrativa, si increspa raramente, ma e' pronto a tutte le sfide.
Lo standard di Jerome Kern, mai ascoltato prima nella nostra ignoranza, e' sublime (almeno cosi' come
lo restituisce il trio).
Le due Osmosis ipnotiche, amniotiche.
Odd Man Out e The Bag Man potrebbero essere farina del sacco di Frisell, per via di quel sapore di
vecchia America ingiallita, di quel canto rurale che le pervade; sono invece sempre del batterista, felicissimo anche come
scrittore di temi.
Dreamland e' di Monk, ma non ricordo da dove provenga: forse da qualche esercizio di solo piano. Comunque,
chiude degnamente un disco da sogno.
Elenco dei brani:
01. Osmosis Part III (Paul Motian) 5:55
02. Sketches (Motian) 2:32
03. Odd Man Out (Motian) 4:13
04. Shadows (Motian) 3:28
05. I Have The Room Above Her (Kern-Hammerstein) 5:31
06. Osmosis Part I (Motian) 3:28
07. Dance (Motian) 4:02
08. Harmony (Motian) 7:03
09. The Riot Act (Motian) 4:41
10. The Bag Man (Motian) 5:33
11. One In Three (Motian) 7:07
12. Dreamland (Thelonious Monk) 5:50
Musicisti:
Paul Motian (batteria)
Bill Frisell (chitarra elettrica)
Joe Lovano (sax tenore)