Valerio Prigiotti
Rufus Reid è uno dei maggiori contrabbassisti viventi e viene da paragonarlo a
Ray Brown: l'autorità come strumentista e leader è la stessa.
Parliamo di un musicista che può incantare con la ricchezza del suono, l'ispirazione
dello swing, la freschezza delle scelte melodiche. Le sue doti si sono spesso riversate
nell'insegnamento, con il metodo «The Evolving Bassist» e partecipando, dagli
inizi, all'opera didattica di Jamey Aebersold.
Le sue collaborazioni principali sono con il collega Michael Moore, ora membro
stabile del quartetto di Dave Brubeck, e con Akira Tana, col quale dirige
il gruppo TanaReid.
«The Gait Keeper» è solo il suo terzo disco da titolare, una scarsità che non si
può collegare a mancanza d'idee. È chiaro, dal primo ascolto, che Reid è un compositore
profondo, lontano da routine banali e alla ricerca di soluzioni inedite, realizzabili
solo con gruppi non occasionali.
Per questo si è circondato di quattro giovani, poco o nulla noti, tutti molto preparati e
motivati, con i quali ha potuto registrare otto brani che si pongono al vertice della
moderna scrittura post bop.
La sua visione compositiva appare prossima a quella di Mingus, non nello spirito,
ma nella capacità di governare l'esecuzione dal contrabbasso, fornendo stimoli preziosi
ai solisti e delineando percorsi che offrono una straordinaria varietà ritmica e
armonica. Il walking, di cui Reid è maestro, non è l'unico strumento al suo
servizio, anzi, la diversità delle figurazioni da lui concepite è una delle fonti di
maggior ricchezza del disco.
Gli arrangiamenti prendono questa varietà e la trasferiscono sul piano delle melodie -
che non appaiono pure derivazioni di temi preesistenti - e delle strutture, molto
articolate, mai artificiose.
Brani come The Gait Keeper o The Meddler, hanno il respiro di un
arrangiamento di Thad Jones, con la stessa fusione di tradizione e novità. Ode
to Ray è un gioiello melodico già nella breve introduzione e a Reid, come ai maestri
del passato, bastano pochissime battute per lasciare un segno forte e trasmetterlo ai
partner.
Anche in un brano lirico e lineare come Falling in Love, Reid sostiene il tenore
di Rich Perry con un accompagnamento che è quasi la seconda parte di un duetto.
Più in generale, le voci interne, i pedali e gli ostinato della ritmica hanno lo stesso
peso delle melodie e consentono di ascoltare «The Gait Keeper» più volte, trovando
sempre nuove angolazioni per apprezzarlo.
I musicisti coinvolti mostrano un alto livello d'integrazione e la capacità di seguire le
idee di Reid con quel misto di sicurezza e libertà, che indica un'accurata preparazione
d'assieme.
Valutazione: * * * *
Sito di Rufus Reid:
www.rufusreid.com
Sito della Sunnyside Records:
www.sunnysidezone.com
Elenco dei brani:
01. The Meddler (Rufus Reid) - 8:31
02. Ode to Ray (RR) - 6:10
03. Whims of the Bluebird (RR) - 10:07
04. Falling in Love (RR) - 7:50
05. The Gait Keeper (RR) - 10:50
06. You Make Me Smile (RR) - 7:07
07. Celestial Dance (RR) - 6:38
08. Seven Minds (RR) - 8:05
Musicisti:
Fred Hendrix (tromba: flicorno)
Rich Perry (sax tenore)
John Stetch (pianoforte)
Rufus Reid (contrabbasso)
Montez Coleman (batteria)