Maurizio Comandini
Dopo l'eccellente Double Life of a Chair
ritorna il batterista polacco Jacek Kochan, con un altro ottimo album
che lo vede alla testa di un quartetto formato da collaboratori completamente diversi
(seppure contigui) rispetto al lavoro precedente. In questo caso troviamo all'opera, in
dieci composizioni originali (tutte scritte dal batterista), il chitarrista Eivind
Aarset (noto soprattutto per la sua militanza nel gruppo di Nils Petter
Molvær), il trombettista Cuong Vu (che abbiamo ammirato recentemente nel
gruppo di Pat Metheny, ma che ricordiamo anche protagonista di eccellenti lavori
con musicisti del giro di Jim Black e Chris Speed) e il saxofonista
Skerik (un musicista con base a Seattle che sta trovando sempre più consensi nel
giro delle avanguardie della West Coast e con diverse jam band).
Il quartetto impegnato in questo lavoro di Jacek Kochan, offre una prova matura e
convincente, sempre ben a fuoco sul materiale tematico che spesso si limita a fornire
brevi spunti circoscritti sui quali i musicisti elaborano percorsi pieni di angoli
misteriosi che offrono punti di vista molto personali e suggestivi. La musica è sempre in
bella tensione, mai doma, pronta a scappare in avanti e proiettata a fornire sorprese.
Il leader, oltre ad essere un perfetto elemento propulsore con la sua ritmica precisa e
fantasiosa, piena di scelte percussive anomale, sottilmente modificate da effetti elettronici ben spesi ed armonizzati, si
sdoppia anche come bassista, tastierista e maestro di effetti e loops. Su questo tappeto
le maliziose elucubrazioni di Eivind Aarset sono perfette per dare
spessore alla trama, restando sempre lontane da tentativi di iper-protagonismo che spesso
sono il tallone di Achille di molti chitarristi. Il sax tenore di Skerik alterna
momenti lirici del tutto inconsueti a slabbrature caricaturali che aggiungono
drammaticità e tensione. La tromba di Cuong Vu è tagliente e precisa, un vero
coltello affilato che seziona gli spazi senza alcun timore. L'integrazione con
l'elettronica, da parte di tutti i componenti del gruppo, è organica e convincente, un
matrimonio che sa essere fecondo e immaginifico.
Questa musica respira meravigliosamente, lasciando sottintendere un pensiero forte e
chiaro, una unità di intenti che non si lascia abbattere dalle difficoltà che la
dislocazione geografica del leader potrebbe far emergere. Ci auguriamo che l'etichetta
discografica sappia trovare una buona distribuzione per un album che merita di essere
ascoltato (magari in coppia con il precedente lavoro di Kochan). La musica del
nuovo millennio è spesso carica di contraddizioni e aree di profonda debolezza, ma ogni
tanto, come in questo caso, qualche gemma sa emergere dall'oscurità, per venire a
raccogliere un meritato interesse.
Valutazione: * * * * ½
Sito di Jacek Kochan:
www.jacekkochan.com
Sito del distributore polacco di Gowi Records:
www.gigicd.com
Elenco dei brani:
01. More (Kochan) - 6:53
02. Part Time Vip (Kochan) - 8:29
03. New Expensive Head (Kochan) - 7:16
04. Less (Kochan) - 4:42
05. Nott: Chain of Being (Kochan) - 9:20
06. Lai-sien-kee (Kochan) - 2:46
07. Mo Bu (Kochan) - 1:37
08. Three Dollars Wiser (Kochan) - 3:33
09. Faast (Kochan) - 8:39
10. Scout's Inamorata (Kochan) - 4:30
Musicisti:
Jacek Kochan (batteria; basso; tastiere; samplers)
Eivind Aarset (chitarra)
Cuong Vu (tromba)
Skerik (sax tenore)