Valerio Prigiotti
Kenny Werner è un personaggio complesso, presente come sideman di lusso in molti
CD, ma anche attivo come didatta, impegnato sul fronte delle problematiche psicologiche,
sempre più diffuse fra i musicisti. Il suo libro «Effortless Mastery» è divenuto
in pochi anni un testo di riferimento, indicato a chi sente di non riuscire a esprimere
il proprio potenziale, schiacciato da pressioni sociali e personali.
La libera improvvisazione è uno degli strumenti da lui impiegati per recuperare un
rapporto diretto con la musica. Una prassi che Werner inquadra in modo saldo nella
tradizione jazz e ha dato frutti importanti, incluso un originale Aebersold -
«Free Play» - che sfatta il mito secondo il quale non si può creare una base
adatta a studiare il free jazz.
«Free Play» è anche un bel documento del suo ultimo trio, una formazione che il
pubblico deve ancora scoprire. La scrittura orchestrale è un aspetto ancor meno
conosciuto, che ha trovato solo ora le condizioni adatte per prendere forma discografica,
grazie all'interesse della Jazz'n Pulz e alla collaborazione della Brussels
Jazz Orchestra. Questa è una delle tante realtà che rendono il centro-nord europeo
terreno fertile per le big band, sempre più numerose, stabili e autorevoli.
Conta molto il sostegno di radio e televisioni pubbliche ed è triste pensare che le loro
controparti italiane si sono distinte per la capacità di affondare orchestre di ogni
genere.
Professionismo e disponibilità al nuovo sono le caratteristiche dell'organico che hanno
convinto Werner a registrare partiture complesse e originali, finora tenute nel cassetto
nell'attesa dell'occasione giusta.
La natura dei brani contenuti in «Naked in the Cosmos» riflette la spiritualità
del compositore, il suo bisogno di far emergere l'individuo senza costrizioni. Questo
mantendo una visione del jazz che non rinuncia al legame col passato e alla capacità di
creare un discorso comune, all'interno del quale le singole voci siano valorizzate, senza
perdere il senso dell'assieme.
La scrittura di Werner applica il motto che apre il suo libro: Innovation is the
tradition. I richiami espliciti alla tradizione costituiscono il retroterra sul quale
si delinea la personalità del pianista, che rielabora il tutto con mano felice e si
diverte a stabilire legami col passato, che hanno l'effetto di confermare la sua
originalità. È un atteggiamento che rimanda a Ellington, più per il metodo che in
via di citazione.
Naked in the Cosmos, brano d'apertura, è introdotto dalle tastiere di Werner, che
impostano un'atmosfera sospesa, poi elaborata da un robusto tutti orchestrale e
sciolta in un groove vicino al gusto di Bob Mintzer, anche per
l'obbligato incalzante che associa gli strumenti gravi delle varie sezioni
(clarinetto basso, contrabbasso, trombone basso). Su questa base Werner sviluppa un
discorso molto evoluto sul piano della complessità ritmica e dello snodarsi dei temi. I
solisti hanno lo spazio per esprimersi, ma l'arrangiamento va molto oltre il semplice
fornire un riquadro per le loro escursioni. È un discorso unitario e convincente,
compatto ma ricco di colori, perché Werner fa sempre in modo di staccare delle voci
dall'assieme, in modo da esaltare la convivenza di collettivo e individuale.
Use Me è un omaggio esplicito alla collaborazione di Gil Evans con Miles
Davis. Predominano tessiture leggere e timbri delicati. La dinamica gioca un ruolo
importante, intere sezioni girano attorno un lento e progressivo crescendo, con
effetti di tensione notevoli. Più volte il rimando a Davis si fa esplicito con citazioni
che sono furti per amore, come il segmento finale di Freddie Freeloader, che
appare come un background e conferma la natura blues di questo brano.
La tensione creata dalle prime due composizioni si stempera in All That e trova il
suo punto di riposo in Portrait of Jenny, scritta da Robinson, ma
arrangiata da Werner. Un seducente concerto per sax alto solista che ricorda brani
scritti da Sammy Nestico per Count Basie - Samantha in particolare -
e permette a Frank Vaganée di mostrare spessore emotivo e maestria nel controllo
strumentale.
Sasumi chiude il CD con quasi venti minuti di musica densa, costruita secondo uno
schema che in parte ricorda il primo brano, ma lo espande e utilizza altri riferimenti
stilistici, più legati al jazz contemporaneo. Fra i solisti spicca il tenore robusto di
Kurt Van Herck, ma è l'orchestra a tenere la scena e a confermare le qualità di
compattezza, virtuosismo e versatilità, che la rendono uno strumento di prim'ordine per
compositori originali come Werner.
Valutazione: * * * *
Sito di Kenny Werner:
www.kennywerner.com
Sito della Brussels Jazz Orchestra:
www.brusselsjazzorchestra.com
Sito della Jazz'N Pulz:
www.jazzimpuls.com
Elenco dei brani:
01. Naked in the Cosmos (Kenny Werner) - 12:03
02. Use Me (KW) - 13:15
03. All That (KW) - 7:29
04. Portrait of Jenny (R. Robinson) - 7:26
05. Sasumi (KW) - 19:44
Musicisti:
Kenny Werner (pianoforte; tastiere)
Serge Plume; Nico Schepers; Michel Paré; Gino Lattuca; Olivier Bodson (tromba; flicorno)
Marc Godfroid; Lode Mertens; Jan De Backer; Laurent Hendrick; Carlo Mertens (trombone)
Frank Vaganée; Dieter Limbourg; Kurt Van Herck; Bart Defoort; Bo Van Der Werf (ance)
Jacques Pirroton (chitarra elettrica)
Jos Matchel (contrabbasso)
Martjin Vink (batteria)