Reed Song
Will Holshouser Trio (Clean Feed - Portogallo - 2002)
Vittorio Albani
Forse questo Reed Song non sarà per molti un disco a cinque stelle o il classico "Disco del mese" o "Disco Choc", ma - di
sicuro - possiede in sé qualcosa di accattivante che lo può immediatamente porre sotto il fascio dei riflettori "intelligenti".
Presentato da molti quale vero e proprio "new must" del mondo della fisarmonica, Will Holshouser è forse e in realtà, uno
dei pochi suonatori di fisarmonica moderna, capace di riunire enciclopedicamente ed ecumenicamente diversi stili (zydeco, tango
e klezmer, innanzitutto), riverberando la sua proposta musicale con echi jazzistici di sicuro eclettismo.
Il fisarmonicista newyorkese ha alle spalle "importanti" anni di puro sperimentalismo alla corte di Anthony Braxton, ma l'amore e
la passione verso l'espressione più sincera dell'"accordeon sound" dei vari Piazzola, Clifton Chenier e Flaco
Jimenez, tradisce una completezza di intenti per certi versi rara e chiaramente improntata verso la ricerca.
Elemento importante delle recenti avventure sonore del clarinettista David Krakauer e della Raymond Scott Orchestrette,
Holshouser ha avuto modo di mettersi in luce anche accanto a Dave Douglas, Phillip Johnston, Michael Hashim,
David Garland, Andy Statman, Lenny Pickett e Michel Hermon.
Esperto di cajun e musica creola (in Louisiana è molto conosciuto anche per i suoi studi relativi alla musica locale), Will
giunge a questo Reed Song con una straordinaria maturità, sicuramente sorprendente per essere associata alla
classica "opera prima" in qualità di leader. Offrendo agli amanti delle etichette, quella che, senza ombra di dubbio, può
essere riconosciuta quale una delle tante nuove definizioni di jazz sperimentale, Holshouser riesce nell'intento di creare
una affascinante combinazione di stili, anche grazie all'intelligente apporto di compagni d'avventura sicuri e
creativi, tra cui svetta per sensibilità e coerenza la tromba di Ron Horton, già colonna portante dei gruppi di
Andrew Hill, nonché membro del tonico New York's Jazz Composers Collective.
Il suo "mood" è ciò che formalmente sembra essere il più appropriato appoggio delle architetture sonore proposte dal progetto in
trio del fisarmonicista: effettivamente bilanciate, le linee del suo strumento, hanno il merito di rischiarare le ovvie zone
d'ombra che, proposte del genere, con "a capo" uno strumento comunque sia decisamente particolare come la fisarmonica, tendono
inevitabilmente ad attraversare.
Con Fellini (leggi Nino Rota) e Frisell ben in mente, Holshouser intenta nuove
strade nei vasti territori di un ipotetico "new american sound", proponendo interessanti quanto sorprendenti attimi di musica
sincopata in stile musette francese, sprazzi di puro sapore yiddish laddove nessuno se li aspetta ed energiche "fughe" ritmiche
nel bel mezzo di pseudo-ballads all'acqua di rose.
La colonna ritmica per eccellenza è David Phillips, che guida da tempo il gruppo Freedance ed è figlio di
quel Barre Phillips che molto ha dato al jazz moderno.
In due brani del disco, per ampliare le forme di colore, appare anche il batterista Kevin Norton, anche lui già attivo accanto
alle più recenti avventure di Braxton, Krakauer, Milt Hinton e Fred Frith.
"Jazz eccentrico" e "new folk" potrebbero tranquillamente essere altre due centrate annotazioni da avvicinare ad un bellissimo CD che
trova nella dinamica un'altra delle sue migliori espressioni d'essere. Anche per Guy Klucevsek, ovvio riferimento contemporaneo
di Holshouser, si è scritto a lungo a proposito delle inevitabili influenze che un fisarmonicista possa portare con sé.
Ma, specialmente nel caso di Holshouser e di quest'incisione, ci sembrerebbe giusto e facile affermare che la caratura complessiva del
progetto riesce fortunatamente a far volare così in alto il tutto, da tenerlo lontano dalle più ovvie considerazioni del caso.
Troppe volte "fisarmonica" ha come stretto sinonimo il vocabolo "virtuosismo": Reed Song e i suoi artefici sono molto lontani
da etichettature del genere.
Non è poco.
Valutazione: * * * *
Sito della Clean Feed:
www.tremazul.com/cleanindex.htm
Elenco dei brani:
01. Nocturnal (5:42)
02. Blue Light Special (6:31)
03. Tang (5:27)
04. Reed Song (4:38)
05. Inside the Park (4:02)
06. Dry (6:42)
07. Unfried (4:45)
08. Sparkle of Never (7:19)
09. It Got Bad (6:00)
10. For the Birds (5:00)
Musicisti:
Will Holshouser (fisarmonica)
Ron Horton (tromba)
David Phillips (contrabbasso)
Kevin Norton (batteria nei brani 6 e 10
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