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Recensione: Punctus





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Punctus
Pierre Favre - Tino Tracanna (Splasc(h) Records - Italia - 2000)


Francesco Bigoni

Punctus

Dopo l'ascolto di Punctus si è portati a riflettere sull'intima natura del pensiero musicale; Tino Tracanna e Pierre Favre fanno comprendere quanto sia arduo (e allo stesso tempo appagante) concepire la propria musica secondo la poetica del "togliere", dell'essenzialità, forse la strada meno percorsa, ma non certo la meno densa di eccellenti risultati artistici (per fare alcuni nomi, il Dexter Gordon delle ballads, Steve Lacy, maestro ispiratore di Tracanna, omaggiato nella bella versione della monkiana "Misterioso", Thelonious Monk stesso, Mal Waldron, l'ultimo Lee Konitz).

Nulla di più appropriato, dunque, della formula del duo, che mette in luce in maniera discreta l'interplay instaurato tra i due musicisti (peraltro, non nuovi ad esperienze del genere; basti ricordare gli eccellenti Omen di Favre con Stefano Battaglia e Nudes di Tracanna con Paolino Dalla Porta), e contemporaneamente esalta le loro doti improvvisative.

Il disco si articola tra composizioni firmate dal sassofonista e dal percussionista (se escludiamo "Misterioso" di Monk) e libere improvvisazioni, i "Puncti"; come è ripreso dal titolo del brano conclusivo, si tratta di vere e proprie "Punture", creazioni spontanee che rasentano il limite tra concretezza ed astrattismo.
Nei brani di Tracanna prevale la vena lirica e introspettiva che gli è propria, da "Clusone", di ampio respiro, costruito su un fraseggio largo e intervallistico che ha qualcosa dell'ultimo Coltrane, alla cullante "Eterninna", spazio ideale per far emergere la voce pastosa e levigata dell'autore.
Del Tracanna strumentista colpiscono il gusto raffinato e l'estrema chiarezza di pensiero, espressa con personalità al baritono e al sopranino non meno che al tenore e al soprano.

"Dance and Counterdance" di Favre è costruito su spunti tematici legati da tappeti percussivi soffusi, terreno del musicista svizzero, dotato di una tecnica molto personale, basata sull'utilizzo di un set strumentale stravagante ma efficace. Si notano in lui influenze etniche, soprattutto indiane, nell'uso multitimbrico e analitico del tamburo; all'interno dell'accompagnamento jazzistico più tradizionale si muove con precisione e originalità.
La ricerca musicale del percussionista si spinge oltre i limiti strumentali verso la melodia, al punto che nel duo l'usuale equazione solista-melodia viene spezzata e superata, con lui e Tracanna a ricoprire alternativamente ruolo melodico e ritmico.

La maggiore attrattiva del disco è comunque rappresentata dalle sei libere improvvisazioni, esempio di creazione spontanea di rara bellezza. Esse si articolano in una serie di frammenti tematici variamente sviluppati seguendo un vero e proprio percorso di esplorazione analitica nel quale i musicisti, senza mai perdersi di vista, intavolano il loro dialogo.

Il risultato è un piccolo gioiello.

Valutazione: * * * * *

Webpage su Tino Tracanna:
http://www.ijm.it/tracanna.html
Biografia di Pierre Favre:
http://www.ejn.it/mus/favre.htm

Elenco dei brani:
01. Punctus #1 (Favre - Tracanna) - 1:15
02. Clusone (Tracanna) - 4:36
03. Line Blues Line (Tracanna) - 3:04
04. Meditabonda (Tracanna) - 2:46
05. Punctus #4 (Favre - Tracanna) - 2:10
06. Punctus #7 (Favre - Tracanna) - 2:40
07. Pavia (Tracanna) - 2:54
08. Misterioso (Monk) - 3:13
09. Dance and Counterdance (Favre) - 7:25
10. Punctus #3 (Favre - Tracanna) - 2:14
11. Eterninna (Tracanna) - 3:44
12. Punctus #5 (Favre - Tracanna) - 1:37
13. Punctus #2 (Favre - Tracanna) - 3:45
14. Punture (Tracanna) - 3:43

Musicisti:
Pierre Favre (percussioni)
Tino Tracanna (sassofono sopranino, soprano, tenore e baritono)

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