Claudio 'cas' Casanova
Ci sono dischi che sfuggono abilmente a qualsiasi tipo di etichettatura
e l'oggetto di questa recensione ne è un lampante esempio. Jim Black è un batterista di
Seattle, poco più che trentenne ma già ben inserito nell'ambiente della musica informale, apprezzato
per le sue collaborazioni con artisti del calibro di Tim Berne, Mark Dresser o
Marty Ehrlich e dotato di un drumming estremamente fantasioso ed efficace.
Il primo lavoro a suo nome, edito dalla sempre attenta Winter & Winter, è questo
AlasNoAxis che già dalle prime note ascoltate mostra una forte personalità e procura
all'ascoltatore di jazz ... un certo imbarazzo. Le perplessità nascono anche dalla lettura della
formazione, molto simile a quella di un gruppo rock se non fosse per le splendide ance di
Chris Speed che spesso trattengono in ambito jazzistico le velleità rock-rumoristiche
degli altri protagonisti.
Black dirige in modo inusuale questo quartetto, proponendosi spesso non come
catalizzatore bensì come scheggia impazzita all'interno di un progetto che si rivela
quantomai ben definito. Quando la chitarra elettrica di Hilmar Jensson lascia le
linee guida del brano per abbandonarsi ad atmosfere più consone a gruppi sul genere dei
mitici Sonic Youth,
ecco che Speed si propone come un moderno incantatore di serpenti regalandoci melodie
di sapore minimalista che penetrano nelle nostre menti senza più abbandonarle.
Il basso elettrico
di Skuli Sverrisson traccia ambigui percorsi alternativi che generano a volte sonorità che
sconfinano nel cupo regno delle frequenze ultrabasse (occhio ai vostri woofers !) per poi tornare
su percorsi più battuti e rassicuranti quando pareva smarrita ogni speranza di venirne a capo.
L'atmosfera stralunata di "Optical", con Jensson e Speed impegnati a dialogare
con intensità e trasporto, vede Black fornire un supporto ritmico più che altro destabilizzante,
quasi come un lungo solo, incurante del metronomo e delle sabbie mobili in cui trascina il gruppo.
Che dire di un brano come "Maybe" dove la ipnotica frase principale, composta di
"tre note tre", viene inframezzata da un intervento in puro stile hard-rock? Oppure
dell'intrigante "Ambacharm" che si offre come una modernissima ballad dai vaghi sapori
orientali? E di "Bombye" che lascia indelebilmente nella testa una dolcissima e ripetuta frase
del magnifico clarinetto di Speed?
A voi il piacere di scoprire gli altri piccoli gioielli incastonati all'interno
di questo CD (c'è anche una "doppia" ghost track), una raccolta di intriganti composizioni che ci
trasporta in un mondo futuro dove davvero non esistono più i dinosauri.
Valutazione : * * * * ½
Sito di Jim Black:
www.jimblack.com
Elenco dei brani:
01. M m - 2.38
02. Optical - 5.04
03. Maybe - 4.09
04. Ambacharm - 6.31
05. Garden Frequency - 3.09
06. Poet Staggered - 1.11
07. Backfloatpedal - 2.46
08. Icon - 5.59
09. Luxuriate - 6.52
10. Boombye - 5.26
11. Auk And Dromedary - 5.58
12. Trace - 3.15
13. Nion - 4.17
14. Melize - 6.54
15. Angels And Artiface - 1.37
Tutti i brani composti da Jim Black
Architettura musicale di Jim Black e AlasNoAxis
Musicisti:
AlasNoAxis :
Jim Black (batteria)
Hilmar Jensson (chitarra elettrica)
Chris Speed (sax tenore; clarinetto)
Skuli Sverrisson (basso elettrico)