Quantcast

jazz Padova Porsche Jazz Festival 2006
  ricerca avanzata
    Newsletter  
  bookmark - aggiornamento periodico contattaci - per i redattori  

Recensione: AlasNoAxis





SITE PARTNERS
All About Jazz: US
Francia: Citizen jazz


AlasNoAxis
Jim Black (Winter & Winter - Germania - 2000)


Claudio 'cas' Casanova

AlasNoAxis

Ci sono dischi che sfuggono abilmente a qualsiasi tipo di etichettatura e l'oggetto di questa recensione ne è un lampante esempio. Jim Black è un batterista di Seattle, poco più che trentenne ma già ben inserito nell'ambiente della musica informale, apprezzato per le sue collaborazioni con artisti del calibro di Tim Berne, Mark Dresser o Marty Ehrlich e dotato di un drumming estremamente fantasioso ed efficace. Il primo lavoro a suo nome, edito dalla sempre attenta Winter & Winter, è questo AlasNoAxis che già dalle prime note ascoltate mostra una forte personalità e procura all'ascoltatore di jazz ... un certo imbarazzo. Le perplessità nascono anche dalla lettura della formazione, molto simile a quella di un gruppo rock se non fosse per le splendide ance di Chris Speed che spesso trattengono in ambito jazzistico le velleità rock-rumoristiche degli altri protagonisti.

Black dirige in modo inusuale questo quartetto, proponendosi spesso non come catalizzatore bensì come scheggia impazzita all'interno di un progetto che si rivela quantomai ben definito. Quando la chitarra elettrica di Hilmar Jensson lascia le linee guida del brano per abbandonarsi ad atmosfere più consone a gruppi sul genere dei mitici Sonic Youth, ecco che Speed si propone come un moderno incantatore di serpenti regalandoci melodie di sapore minimalista che penetrano nelle nostre menti senza più abbandonarle.
Il basso elettrico di Skuli Sverrisson traccia ambigui percorsi alternativi che generano a volte sonorità che sconfinano nel cupo regno delle frequenze ultrabasse (occhio ai vostri woofers !) per poi tornare su percorsi più battuti e rassicuranti quando pareva smarrita ogni speranza di venirne a capo.

L'atmosfera stralunata di "Optical", con Jensson e Speed impegnati a dialogare con intensità e trasporto, vede Black fornire un supporto ritmico più che altro destabilizzante, quasi come un lungo solo, incurante del metronomo e delle sabbie mobili in cui trascina il gruppo. Che dire di un brano come "Maybe" dove la ipnotica frase principale, composta di "tre note tre", viene inframezzata da un intervento in puro stile hard-rock? Oppure dell'intrigante "Ambacharm" che si offre come una modernissima ballad dai vaghi sapori orientali? E di "Bombye" che lascia indelebilmente nella testa una dolcissima e ripetuta frase del magnifico clarinetto di Speed?

A voi il piacere di scoprire gli altri piccoli gioielli incastonati all'interno di questo CD (c'è anche una "doppia" ghost track), una raccolta di intriganti composizioni che ci trasporta in un mondo futuro dove davvero non esistono più i dinosauri.

Valutazione : * * * * ½

Sito di Jim Black:
www.jimblack.com

Elenco dei brani:
01. M m - 2.38
02. Optical - 5.04
03. Maybe - 4.09
04. Ambacharm - 6.31
05. Garden Frequency - 3.09
06. Poet Staggered - 1.11
07. Backfloatpedal - 2.46
08. Icon - 5.59
09. Luxuriate - 6.52
10. Boombye - 5.26
11. Auk And Dromedary - 5.58
12. Trace - 3.15
13. Nion - 4.17
14. Melize - 6.54
15. Angels And Artiface - 1.37

Tutti i brani composti da Jim Black

Architettura musicale di Jim Black e AlasNoAxis

Musicisti:
AlasNoAxis :
Jim Black (batteria)
Hilmar Jensson (chitarra elettrica)
Chris Speed (sax tenore; clarinetto)
Skuli Sverrisson (basso elettrico)

Padova Porsche Jazz Festival 2006
home   -   bookmark   -   per i redattori   -   contattaci
© 2006 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Privacy