Gennaio 2006
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Exotic Corner
Ristampe lounge, easy listening, soundtracks, latin & altre stranezze dal mondo colorato del vintage!
Enrico Bettinello
A scorrere, tanto per fare un esempio a portata di mano, la discografia di genere "easy listening", "space-age pop" o "exotica"
che correda il denso libro di Francesco Adinolfi sui "suoni, visioni e manie della Generazione Cocktail", c'e' da perdere
la testa tra le decine e decine di titoli che - ognuno a modo suo - incarnano quella "sostenibile leggerezza dell'ascoltare" che
ha accompagnato, complici orchestre, strumenti bizzarri, geniali arrangiatori, copertine ammalianti, l'immaginario esotico del
secondo dopoguerra.
Sulle ragioni socioculturali e antropologiche della fascinazione per questo immaginario ricreato e miscelato, si e' detto e
scritto molto, a partire dal desiderio di evasione dalla quotidianita' dell'americano medio [le Hawaii con il loro corredo
iconico ne sono uno degli esempi piu' calzanti], passando per l'apertura sempre maggiore e l'interesse per le altre culture
del globo [interesse del tutto superficiale, data la sensibilita' dimostrata negli ultimi decenni dagli stessi Stati Uniti nei
rapporti con culture diverse dalla loro!].
Davvero tantissimi sono quindi i dischi, le orchestre semisconosciute, i "mondi" possibili, che oggi tornano sotto forma
di ristampe che solleticano gli amanti delle sonorita' piu' vintage: ma anche colonne sonore, latin,
boogaloo, le stranezze e esperimenti musicali piu' improbabili, in una sorta di frullatore di mille geografie.
Tra i maestri dell'exotica non si puo' certo non citare Martin Denny, pianista e leader di formazioni che pur con
un numero ridotto di musicisti riusciva a ricreare sonorita' appartenenti a culture musicali assai differenti: strumenti
esotici provenienti da ogni angolo del globo, ipnosi ritmiche capaci di riportare ai paradisi "Pacifici" i sognatori
middle-class, melodie che non ti escono dalla testa!
L'etichetta inglese Rev-Ola sta ora ristampando i classici di Denny, a partire proprio dall'archetipico Exotica:
sono entrambi del 1958 ad esempio sia Primitiva che Hypnotique [Rev-Ola - GB - 1958, rist. 2005 -
distr. Goodfellas], entrambi caratterizzati dallo sguardo ammaliatrice della bella ragazza in copertina - rispettivamente
"primitiva" e immersa quindi solo nell'acqua di una cascata e "ipnotica" tra frutta lanterne e tessuti orientali.
Nei due dischi - che rendono appieno la grande capacita' timbrica e evocativa della musica di Denny -
troviamo una grande quantita' di percussioni, metallofoni, richiami per uccelli, bamboo, campane, koto, flauti e strumenti
giapponesi, in un allegra miscela di Africa, Asia, America Latina, ben esemplificata dai titoli stessi
delle composizioni. Chi sa, sara' forse per la evidente natura di "paradiso artificiale" che queste
musiche [concepite e eseguite benissimo] mantengono anche oggi un fascino e una freschezza difficili da spiegare. Classici.
Altro maestro indiscusso del genere e' stato Les Baxter, leggendario orchestratore e direttore, che a differenza di
Denny predilige invece sonorita' di grande impatto orchestrale: in The Fruit of Dreams [El Records - GB
- 1957/60, rist. 2005 - distr. Goodfellas] troviamo riunite le "esplorazioni sonore" che erano contenute
in Ports of Pleasure e The Sacred Idol, anche in questo caso con una velocita' di spostamenti sul mappamondo
che avrebbe fatto invidia a Phileas Fogg!
Le musiche del primo dei due LP originali e' ispirata a atmosfere orientali - sia il luogo Shanghai o Bombay, poco
cambia - ed e' caratterizzato da accenti da poema sinfonico [il compositore ha sempre dichiarato la grande ammirazione
per Ravel e Stravinskij] con gli archi a dipingere linee fortemente descrittive sopra gli ostinato delle
percussioni. L'incanto prende subito il sopravvento, avvolgendo di onirica polvere dorata e di spezie l'ascoltatore, tanto
che non e' facile sottrarsi al viluppo armonico creato alla perfezione da Baxter.
Le tracce originariamente contenute nella colonna sonora del film The Sacred Idol sono invece incentrate su
un immaginario Azteco, con gli immancabili serpenti, piramidi, templi, oro, principi e conquistadores. I flauti e un
uso drammatico del coro caratterizzano le composizioni, dotate di una vivace varieta' di soluzioni timbriche. Un altro
grande classico del genere!
Chi ama l'easy listening vocale non potra' farsi sfuggire il gustosissimo Sixties Mann [El Records -
GB - 2005 - distr. Goodfellas] firmato da The Johnny Mann Singers: di Mann, dopo una brillante carriera
di orchestratore per l'industria cinematografica hollywoodiana e come creatore di jingles, pubblicita', musiche
per la televisione [era direttore musicale del Danny Kaye Show, ad esempio], troverete tutta la sua esperienza e
fantasia a capo di questo gruppo vocale.
Una serie di classici pop riletti con armonizzazioni in grado di sfruttare tutta la gamma sonora per sospendere in un
tempo indefinito - a volte vagamente kitsch, sempre vellutato e rassicurante - brani come la gioiosa "Up-Up And Away", "The
Girl from Ipanema", gli immancabili Beatles e Bacharach, "Mrs. Robinson" e "Goldfinger" e tanti altri,
da ascoltare immaginando un'America ideale - lo stesso Mann ha dimostrato sempre un acceso patriottismo - fatta di casette
basse e madri sorridenti che sfornano il tacchino... gli incubi che si nascondevano dietro questo quadretto sono gia' stati
svelati, ma nulla impedisce di sognare una volta tanto.
Sonorita' decisamente piu' insolite e bizzarre si trovano in quello che e' il nono volume della serie Mood Mosaic,
che esplora i lati piu' nascosti dell'elettronica pop degli anni Sessanta. Protagonisti di The Sounds of Tomorrow [RPM
Records - GB - 2005 - distr. Goodfellas] sono Scott Ludwig e Max Crook, impegnati con proto sintetizzatori
di loro invenzione come il musitron o il sonicon!
In questa raccolta si possono apprezzare il meglio della loro produzione in studio a cavallo tra gli anni Sessanta e i primi
Settanta, oltre a un'interessante estratto dal vivo risalente al 1968 con annessa spiegazione al pubblico delle
potenzialita' degli strumenti.
In apertura si riconosce "Runaway", il classico successo di Del Shannon - scritto da Shannon proprio con Crook, che con
Ludwig ne costituiva anche la sezione ritmica - ma tutto il disco e' un tuffo curioso dentro le sperimentazioni timbriche
applicate a semplici motivetti o brani famosi. Dal vivo infatti ritroviamo "Summertime" e "The House of the Rising Sun", "Caravan"
e "Hawaiian Vibes", che suonano aliene e futuribili, con il senno di poi ingenue, ma ammalianti. Bizzarro, ma notevole!
Sul versante colonne sonore non tramonta mai il predominio assoluto di Ennio Morricone - recentemente celebrato
oltreoceano anche da una bella raccolta della Ipecac, Crime and Dissonance - che con l'inconfondibile mix
di struggente melodia, rumorismo, allucinazione psichedelica, funzionalita' timbrica, continua a affascinare, specie nella
combinazione, potenzialmente infinita, dato il grande numero di cose scritte dal maestro, di varie sue pagine.
Il tema portante di Ennio Morricone Happening [El Records - GB - 2005 - distr. Goodfellas] e' quello
della psichedelia, quelle "acid sides of the maestro" di cui leggiamo in copertina e che troviamo disseminate
in tanta della sua produzione. Ma la stessa etichetta - se vi va di seguire il suo tracciato - ha anche gia' pubblicato
altri volumi della serie, compreso uno dedicato alla voce di Edda Dell'Orso, la cui voce languida ritroviamo anche
in alcuni brani di questa raccolta.
Tra organi, archi, trombette, cori, clavicembali, attese, sospiri, inquietanti percussioni, lancinanti melodie che si
rigenerano ad anello, troviamo qui estratti dalle colonne sonore di "Barbablu'" [qualcuno ricordera' questo
fumettone horror-sexy con Richard Burton e una schiera di attrici svestite], "Queimada" di Gillo
Pontecorvo, "Crescete e moltiplicatevi" di Giulio Petroni, la samba casereccia di "Il gatto", "La cosa buffa", fino
ai piu' noti "Giu' la testa" e "Maddalena". Classico e sempre consigliabile!
Per concludere con una liberatoria immersione in sonorita' latin, la Vampi Soul si conferma un'etichetta di
riferimento nel settore: tra le sue uscite piu' recenti segnaliamo velocemente Louie's Grooves [Vampi Soul -
Spagna - 2005 - distr. Goodfellas] di Louie Ramirez, compositore, arrangiatore, vibrafonista e personaggio tra
i piu' richiesti del boogaloo, scomparso nel 1993. I diciotto brani della raccolta, in cui troviamo
anche Charlie Palmieri e Sabu Martinez, ben rappresentano la versatile evoluzione di Ramirez, dal
latin-jazz fino ai fuochi piu' intensi del boogaloo e del latin-soul. Ottimo.
Ritroviamo Palmieri - come pianista e direttore musicale - anche nel Best Of [Vampi Soul - Spagna - 2005 - distr.
Goodfellas] a nome The Alegre All-Stars, formazione che dal 1961 al 1966 ha proposto una miscela latin
in grado di unire una rutilante ritmica, spazio per gli assoli, leggerezza e grande confidenza con ogni nota
donata alle orecchie e alle gambe degli ascoltatori. Classico!
Sito della Rev-Ola:
www.revola.co.uk
Sito della El:
www.elrecords.co.uk
Sito della RPM:
www.rpmrecords.co.uk
Sito della Vampi Soul:
www.vampisoul.com
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