Riascoltare oggi due tra i dischi piu' significativi della storia dei Nexus, a undici e quattordici anni di distanza
rispettivamente dalla loro uscita, e' esperienza al tempo stesso sorprendente e confortante. Confortante lo e' perche' le varie
tessere del colorato mosaico che il gruppo guidato dal batterista Tiziano Tononi e dal sassofonista Daniele
Cavallanti in questi anni ha costruito sono ancora scintillanti e hanno un ruolo che alla luce dei tanti progetti
successivi risulta evidente e indispensabile. Sorprendente perche' la musica di The Preacher & The Ghost e di Free
Spirits e' ancora oggi di una attualita' spesso bruciante.
The Preacher & the Ghost, del 1991, e' il primo disco "a tema" della combriccola Tononi/Cavallanti ed e' anche il primo
banco di prova per un progetto articolato. La scelta di lavorare attorno alla figura di Albert Ayler si puo' vedere oggi
con due diversi sguardi: se da un lato si tratta di un musicista che per il collettivo ha costituito sempre un imprescindibile
punto di riferimento, sorge comunque la curiosita' di immaginare come si sarebbero rapportati i Nexus con l'incendiario tenorista
qualche anno dopo, con un approccio ancora piu' largo e meno riverente.
Non che la musica di Ayler sia qui riproposta pedissequamente anzi! Gli anni Ottanta erano stati collettivamente quanto
di piu' distante del culto ayleriano si possa immaginare ed e' singolare come due interessanti tentativi di rilettura siano
giunti piu' o meno nello stesso periodo da parte di artisti del giro milanese: prima il pianista Giorgio Gaslini con
lo straordinario Ayler's Wings per la Soul Note, poi appunto i Nexus.
In The Preacher & the Ghost Tiziano Tononi si assume il compito e la responsabilita' di comporre e arrangiare due lunghe suite,
in cui lo "spirito" ayleriano aleggi con citazioni, brevi spunti melodici, modalita' di approccio improvvisativo.
Nella prima suite, "...Of Ghosts, Witches & Devils" [che non mancarono mai nell'immaginario del musicista di Cleveland], i Nexus
sono un sestetto con Gianluigi Trovesi a contralto e clarinetto, Giancarlo Schiaffini alla tuba e
gli "stranieri" Mark Dresser al contrabbasso e Glenn Ferris al trombone, oltre ovviamente a Tononi e Cavallanti.
Il gruppo funziona egregiamente, spruzzando di blues e di densita' sonore che si sciolgono nel continuo swing e che vengono
impastate continuamente dall'ottimo lavoro di Dresser; il cuore della suite, con il felice tema di "Song for a Day of Happiness" -
richiamato a turno dagli strumenti - e' un tuffo nel fuoco della poesia "ayleriana" in senso lato.
La seconda suite, "L'Orchestre Hallucinant" - in cui si aggiungono un altro contrabbasso e un altro trombone, rispettivamente
Attilio Zanchi e Lauro Rossi - ha un carattere di maggiore strutturazione e approfondisce i singoli momenti sonori
con maturita' sorprendente, aprendosi a raggiera per contemplare climi musicali e tensioni di natura piu' varia.
Come attraverso un rito di iniziazione, per i Nexus la grande prova e' superata e la materia sonora puo' ora scottare tra le
mani in attesa di essere plasmata! Bellissimo.
Registrato tre anni dopo, Free Spirits e' un disco dalla forte connotazione politica, non soltanto per gli evidenti
riferimenti, ma per una continua tensione che attraversa i temi. Free Spirits e' anche il disco delle "dediche", quelle
disseminate all'interno della lunga suite "La Lunga Aurora Rossa" - che vanno da Dolores Ibarruri a Marguerite
Duras - a quella per musicisti di profondo riferimento, Dresser e DonaldRaphael Garrett per Cavallanti, Bob
Moses per Tononi.
Si tratta di un disco in cui l'avvenuta "conquista" dello spazio espressivo richiede con forza di non essere lasciata sola [sebbene
dotata di forze spontanee in grado di sorreggerla]. E' questa una lezione che mi sembra attraversi poi tutto il lavoro di
Tononi e Cavallanti, con diverse modalita' evolutive: quello che si e' raggiunto e' solo una "grammatica" di base per
esprimere ora liberamente le proprie idee e i propri ideali.
In questo emergono punti di riferimento piuttosto evidenti come la Liberation Music Orchestra, la necessita' di un respiro
corale da cui poi si possa staccare la voce individuale - che rientra poi con rinnovato vigore nell'istanza collettiva - una
emotivita' antifonale che e' l'energia prima della narrazione musicale.
"La Lunga Aurora Rossa" occupa per oltre trenta minuti il disco, attraversando diversi climi e infuocate declamazioni, seguita
da "The Dresser", tema ispirato al contrabbassista americano che era stato compagno di avventura nel disco precedente.
Il contrabbasso e' qui invece quello di Daniele Patumi - artista dalla traiettoria artistica sempre coerente e mai
giustamente sottolineata - mentre al sax contralto e clarinetto troviamo un superbo Gianluigi Trovesi e al trombone
Beppe Caruso. Lo "straniero" della squadra e' Herb Robertson - conosciuto attraverso Tim Berne - musicista
che rimarra' poi sempre profondamente legato ai due musicisti milanesi: il suo suono incrinato e emozionante assume per il
collettivo una connotazione quasi "lesterbowiana", tra malinconia e euforia.
E' dedicata all'allora da poco scomparso Donald Raphael Garrett la successiva "Raphael's Walk", il cui tema si concretizza
solo dopo una lunga escursione timbrica collettiva e trova Cavallanti a disegnare con il baritono guizzi che si avvolgono su
se stessi o che schioccano come lingue di fuoco.
Il disco si chiude con la dedica a Moses, "Red Souls, Free Spirits", tribale e evocativo nell'intreccio dei fiati, sorretti da
un Tononi che ha integrato al meglio nella batteria tutta una serie di ritmi e accenti percussionistici. Come in tutto il
disco, le atmosfere piu' colorate possono incupirsi improvvisamente, a riprova della profonda ambivalenza emotiva delle espressioni
tradizionali nere e come segno di un fervore musicale e anche di pensiero che non puo' essere taciuto.
Riascoltati a distanza di diversi anni, questi due lavori dei Nexus sono tasselli importanti nella storia recente del
nostro jazz, espressione di un modo profondamente individuale, ma sempre teso al collettivo, di fare musica, di
comunicarla, di viverla. I successi che di li' a poco arrideranno - anche se tutto e' relativo, poi - a Tononi e soci,
trovano qui le loro basi. Non e' poco.
Elenco dei brani:
The Preacher & The Ghost
Part One: ...Of Ghosts, Witches And Devils
01. When Ornette Meets The Ghost - 12:45
02. We Play Spaces - 5:11
03. Song For A Day Of Happiness - 7:47
04. 2*3*3*4*3*2 - 10:26
05. Street Music - 2:56
Part Two: L'Orchestre Hallucinant
06. Hallucination I - 7:13
07. White Hallucination (For Jackson Pollock) - 6:36
08. The Spaced Out Dancer - 9:27
09. Peyote Drum Song - 6:42
10. We Love You - 2:28
Tutti i brani sono composti da Tiziano Tononi
Free Spirits
01. La Grande Aurora Rossa (Tononi) - 30.14
02. The Dresser (Cavallanti) - 17:08
03. Raphael's Walk (Cavallanti) - 10:48
04. Red Souls, Free Spirits [Dedicated To Bob Moses] (Tononi) - 14:00