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Draught
Szilard Mezei International Ensemble (Leo Records - GB - 2005)

Angelo Leonardi

Sorprendente e appassionante. La musica che il trentunenne violinista e leader Szilard Mezei ha presentato il 10 settembre 2004 al decimo festival "Jazz, improvised music" di Magyarkanisza in Vojvodina (riproposta in questo compact della Leo Records) merita la massima attenzione. A capo del suo Szilard Ensemble in formato internazionale, l'artista ungherese riesce come pochi a coniugare la struggente feeling del jazz storico (Ellington e Mingus soprattutto) nell'ambito di un free dalla trama magmatica e vibrante, stile anni sessanta.

Mezei e' nato a Senta in Vojvodina ma e' ungherese per cultura, appartenendo alla piccola minoranza magiara che vive nella regione. Ha studiato composizione per quattro anni alla facoltu' di musica di Belgrado e la sua attivitu' professionale lo vede impegnato sia nel campo del jazz d'avanguardia che in quello della musica etnica.

Piu' spesso queste due estetiche le ritroviamo unite nei suoi lavori che si pongono sulla scia di quanto ha fatto il pianista e compositore Gyorgy Szabados.
Col suo String Trio, Mezei ha suonato anche in Italia (a Rovereto nel 1998) ma e' piu' spesso presente in Germania, dove ha stretto proficui rapporti artistici con i musicisti mitteleuropei. Non e' casuale quindi vedere in quest'ensemble i notevoli sassofonisti tedeschi Michael Hornstein e Matthias Schubert, a cui s'aggiunge l'ottimo trombonista danese Jens Balder.

Venendo al disco, il brano d'apertura "Breezy Draught", rappresenta una splendida introduzione al percorso successivo: l'atmosfera e' decisamente ellingtoniana e ricorda certe sequenze di Mama Too Tight, del primo Archie Shepp. Una grande intensita' lirica all'interno di un contesto free orchestrale (sapientemente arrangiato) dove Michael Hornstein, Matthias Schubert e Bogdan Rankovic evidenziano le loro ricche doti.

I brani successivi accentuano la componente iconoclasta del free (in lunghi archi collettivamente improvvisati) senza perdere pathos. La trama magmatica e vibrante sembra riportarci di colpo al clima della New Thing anni sessanta, esente da intenti di repertorio o celebrativi.
In particolare "Chariot Of Sun/That Dance" e "Female Boxing" sono due lunghi brani dalla possente carica visionaria, che si dipanano in forma di suite e sanno distendersi in quadri di grande abbandono lirico, dove s'accavallano i riferimenti ad Ellington, Webster, Mingus, Sun Ra e quant'altro, con straordinari effetti sorpresa. In questo rincorrersi d'invenzioni sonore i solisti hanno modo d'emergere con emozionanti assoli: oltre a quelli giu' citati e' necessario ricordare il trombonista Jens Balder, la pianista Svetlana Maras, lo stesso Szilard Mezei alla viola ed il possente apporto ritmico offerto dal bassista Ervin Malina e dal batterista Istvan Csik.

Draught e' un lavoro pregevole come pochi, che fonde amore per la tradizione afro-americana, richiami al folklore centro-europeo, libera improvvisazione, in un quadro che non perde mai di vista coerenza strutturale. Non fatevelo sfuggire.
Valutazione: * * * * *

Pagina web di Szilard Mezei:
hjem.get2net.dk/hamv.laz/MezeiSzilard.html

Elenco dei brani:
01. Breezy Draught - 12:06
02. Chariot Of Sun - That Dance - 25:45
03. In Step - 8:23
04. Female Boxing - 26:40

Tutti i brani sono composti da Szilard Mezei

Musicisti:
Jens Balder (trombone)
Michael Hornstein (sax contralto)
Matthias Schubert (sax tenore)
Bogdan Rankovic (clarinetto basso, sax soprano)
Svetlana Maras (piano)
Szilard Mezei (viola)
Ervin Malina (contrabbasso)
Istvan Csik (batteria, percussioni)



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