Angelo Leonardi
Sorprendente e appassionante. La musica che il trentunenne violinista e leader Szilard
Mezei ha presentato il 10 settembre 2004 al decimo festival "Jazz, improvised music" di
Magyarkanisza in Vojvodina (riproposta in questo compact della Leo Records) merita la
massima attenzione. A capo del suo Szilard Ensemble in formato internazionale, l'artista
ungherese riesce come pochi a coniugare la struggente feeling del jazz storico
(Ellington e Mingus soprattutto) nell'ambito di un free dalla trama
magmatica e vibrante, stile anni sessanta.
Mezei e' nato a Senta in Vojvodina ma e' ungherese per cultura, appartenendo alla piccola
minoranza magiara che vive nella regione. Ha studiato composizione per quattro anni alla
facoltu' di musica di Belgrado e la sua attivitu' professionale lo vede impegnato sia nel
campo del jazz d'avanguardia che in quello della musica etnica.
Piu' spesso queste due estetiche le ritroviamo unite nei suoi lavori che si pongono sulla
scia di quanto ha fatto il pianista e compositore Gyorgy Szabados.
Col suo String Trio, Mezei ha suonato anche in Italia (a Rovereto nel 1998) ma e' piu' spesso
presente in Germania, dove ha stretto proficui rapporti artistici con i musicisti
mitteleuropei. Non e' casuale quindi vedere in quest'ensemble i notevoli sassofonisti tedeschi Michael
Hornstein e Matthias Schubert, a cui s'aggiunge l'ottimo trombonista danese
Jens Balder.
Venendo al disco, il brano d'apertura "Breezy Draught", rappresenta una splendida
introduzione al percorso successivo: l'atmosfera e' decisamente ellingtoniana e ricorda certe sequenze di
Mama Too Tight, del primo Archie Shepp. Una grande intensita' lirica all'interno di un
contesto free orchestrale (sapientemente arrangiato) dove Michael Hornstein,
Matthias Schubert e Bogdan Rankovic evidenziano le loro ricche doti.
I brani successivi accentuano la componente iconoclasta del free (in lunghi archi
collettivamente improvvisati)
senza perdere pathos. La trama magmatica e vibrante sembra riportarci di colpo al clima
della New Thing anni sessanta, esente da intenti di repertorio o celebrativi.
In particolare "Chariot Of Sun/That Dance" e "Female Boxing" sono due lunghi brani dalla
possente carica visionaria, che si dipanano in forma di suite e sanno distendersi
in quadri di grande abbandono lirico, dove s'accavallano i riferimenti ad
Ellington, Webster, Mingus, Sun Ra e quant'altro, con straordinari effetti sorpresa. In questo
rincorrersi d'invenzioni sonore i solisti hanno modo d'emergere con emozionanti assoli: oltre a quelli
giu' citati e' necessario ricordare il trombonista Jens Balder,
la pianista Svetlana Maras, lo stesso Szilard Mezei alla viola ed il
possente apporto ritmico
offerto dal bassista Ervin Malina e dal batterista Istvan Csik.
Draught e' un lavoro pregevole come pochi, che fonde amore per la tradizione
afro-americana, richiami al folklore centro-europeo, libera improvvisazione, in un quadro che non perde mai di vista
coerenza strutturale. Non fatevelo sfuggire.
Valutazione: * * * * *
Pagina web di Szilard Mezei:
hjem.get2net.dk/hamv.laz/MezeiSzilard.html
Elenco dei brani:
01. Breezy Draught - 12:06
02. Chariot Of Sun - That Dance - 25:45
03. In Step - 8:23
04. Female Boxing - 26:40
Tutti i brani sono composti da Szilard Mezei
Musicisti:
Jens Balder (trombone)
Michael Hornstein (sax contralto)
Matthias Schubert (sax tenore)
Bogdan Rankovic (clarinetto basso, sax soprano)
Svetlana Maras (piano)
Szilard Mezei (viola)
Ervin Malina (contrabbasso)
Istvan Csik (batteria, percussioni)