Emiliano Neri
La musica di Giovanni Falzone è di quelle che fanno bene allo spirito, perché
coniuga impagabilmente qualità e onestà concettuale. Rinnova l'amore per le cose belle.
Rinvigorisce la speranza nel progresso delle arti umane. Ricaccia fuori campo i timori
che la scena musicale italiana possa andare sempre più verso una fiacca
omogeneizzazione, per quanto di buon livello.
Non solo. La musica di Giovanni Falzone risulta - da Music
for Five e passando per Big
Fracture - in ascesa costante (segno di indubbia vitalità), pur confermando, questa
Earthquake Suite, né più né meno gli stessi caratteri e pregi delle produzioni
precedenti.
Giovanni Falzone dalla sua le ha proprio tutte.
Una scrittura colta e sanguigna che dispone accuratamente i toni più adeguati al
disegno del compositore: non un suono risulta fuori posto; non un suono appare gratuito
o superfluo.
Una voce strumentale vivida ed estremamente duttile, che sa piegarsi alla
partitura (ma anche su se stessa!) in modo da farla brillare in ogni dettaglio.
Un organico di squisita composizione, i cui membri sanno esprimere al meglio le
potenzialità del proprio strumento e coniugare esecuzione ed improvvisazione come
fossero la medesima pratica.
Earthquake Suite è il risultato del riverberasi di una scossa tellurico-
emozionale che da Palermo (si parla del terremoto del 5 settembre 2002) raggiunse
Falzone - che da Palermo giustappunto proveniva - a Milano. Il tema
dell'inesorabilità del destino, dell'impossibilità di sfuggire agli effetti di un
terremoto pur avendo messo chilometri e chilometri tra sé e l'epicentro sembra aver
impregnato profondamente il clima di questa Suite, più ancora del comprensibile
turbamento per le sorti degli amici siciliani.
La musica composta da Falzone all'indomani di quegli eventi è pervasa da un senso di
inquietudine che stinge nel mistero acquisendo la qualità lynchiana di un senso
di sopraffazione degli eventi che pure rappresentano il nostro orizzonte quotidiano e
cui non possiamo non essere legati. La familiarità dell'atrocità, insomma, che si
esprime qui in una musica che è costantemente lì lì per acciuffarci alle spalle non
lasciarci più, mentre corriamo a perdifiato per sfuggirle. Eppure non si resiste
all'impulso di sbirciare indietro: non per garantirsi un vantaggio ma per avvantaggiarsi
di una visione feroce. Una musica che non dà scampo.
Un simile grado di tensione emotiva è frutto di una scrittura massiccia e poderosa, che
mescola abilmente rigore e spregiudicatezza, il rigore della pagina scritta -
teso al limite della sopportabilità - con una docile ma convincente libertà
espressiva che sa trarre ispirazione dalla tradizione del jazz come
dall'improvvisazione più radicale, e si rivela tanto più efficace perché non perde mai
di vista il quadro complessivo della composizione. Gli unisoni si sciolgono nel
contrappunto e il contrappunto si sgretola in piccole esplosioni d'anarchia, in un
progressivo rovinare delle voci man mano che le scosse si fanno più intense. I temi -
particole sommamente suggestive - si succedono, si ripetono, si ripresentano camuffati
garantendo varietà nell'uniformità ad una musica che saprà coinvolgere
l'ascoltatore a vari piani di godimento.
Valutazione: * * * * *
Sito di Giovanni Falzone:
www.giovannifalzone.com
Sito della Soul Note:
www.blacksaint.com
Elenco dei brani:
01. The Silence Of The Night (Giovanni Falzone) - 11:26
02. Shaker And Mover (Giovanni Falzone) - 9:33
03. The Bogeyman At The Door (Giovanni Falzone) - 11:19
04. No Roof Over Your Head (Giovanni Falzone) - 8:21
05. Dèjà vu Or Dream (Giovanni Falzone) - 9:30
06. Earthquake (Giovanni Falzone) - 11:31
Musicisti:
Giovanni Falzone (tromba; gong; campane tubolari)
Carlo Nicita (flauti)
Paolo Botti (viola)
Libero Mureddu (pianoforte)
Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso)