Enrico Bettinello
Anche se il fuoco e il repertorio sembrano più vicini alle atmosfere del Sud degli Stati
Uniti, è da Boston che giunge la musica del Revolutionary Snake Ensemble
guidato dal sassofonista Ken Field, orgoglioso portatore di un vitalismo sonoro
che si ricollega al funk, al soul, alla musica latina, alle marching
bands.
Grandi ritmi, i fiati che squillano senza sosta, assolo pastosi e coinvolgenti, una
dimensione che privilegia più l'immediatezza che la raffinatezza, ma che si snoda senza
sbavature attraverso le dieci tracce di questo disco d'esordio, Year of the Snake.
Certo, i numi tutelari sono di quelli che assicurano di portare a casa il risultato: la
band rilegge il Manu Dibango di "Soul Makossa", il James Brown di "Soul
Power", il Sun Ra di "A Call for All Demons" che si snoda su un tappeto di
percussioni, ma anche materiale classico dell'immaginario popolare come "El Choclo"
o "Iko Iko" [se non la conoscete, andatevela a ripescare dalle dita magiche e dalla voce
di Dr. John!], il John Scofield di "Some Nerve" e alcuni buoni originali.
Diversi musicisti si alternano nei brani, ma la tensione è sempre alta, a un costante
grado di ebollizione sonora - e Field, che qualcuno ricorderà nei Birdsongs Of
Mesozoic, è un solista particolarmente efficace.
Funkabbestia davvero terapeutico!
Valutazione: * * * ½
Maurizio Comandini
Il saxofonista Ken Field è ben noto negli ambienti
dell'avanguardia e del rock progressivo americano per i suoi lavori in solo (vedi la
recensione dell'album Pictures
of Motion) e per essere uno dei punti di forza del gruppo Birdsongs of the Mesozoic. Con il
trombettista Scott Getchell ha messo assieme questo progetto pieno di energia che
prende come modello le 'street parade band' di New Orleans. Un modello che, in questo
caso, viene però abbondantemente arricchito da influenze disparate che vanno dal jazz
latino a James Brown, dalla rumba a Manu Dibango, senza scordare Sun
Ra e Duke Ellington e magari anche certi esperimenti orchestrali che il buon
Anthony Braxton aveva presentato, con successo, verso la metà dei lontani anni
settanta.
In questo 'melting pot' affascinante, emerge la grande fantasia dei solisti che possono
scatenarsi sul groove solidissimo fornito dalle due batterie di Ethan Meyer ed
Eric Paull. Gli ensemble sono raffinati e potenti allo stesso tempo, sempre pronti
a fare da trampolino di lancio per gli assoli di Ken Field, di Charlie
Kohlhase, di Lennie Peterson, di Bob Pilkington, di Jon Fraser e
di Scott Getchell. Il fuoco che sprigiona da questi arrangiamenti curatissimi, ma
allo stesso tempo freschi e immediati, ci porta immancabilmente ad immergerci in una
dimensione esaltante, tipica della musica da parata, che profuma di elementi circensi e
di gioia condivisa con il pubblico.
In perfetta coerenza con la complessità delle numerose sfumature emozionali che
caratterizzano il 'Mardi Gras', non mancano elementi più riflessivi (per esempio l'inizio
quasi funereo di "El Chocio") che fanno da efficace contrasto con la gioiosità e i mille
colori che sono ben evidenti nella tessitura della maggior parte dei brani. Gli strumenti
assumo spesso inflessioni caricaturali, gli assoli sono molte volte sostituiti da
dialoghi a più voci, i colori si susseguono nel dipanarsi della sfilata. Sarà per davvero
l'anno del serpente?
Valutazione: * * * *
Sito del Revolutionary Snake Ensemble:
www.revolutionarysnakeensemble.org
Sito di Ken Field:
fieldk.home.att.net
Sito della Innova:
www.innova.mu
Elenco dei brani:
01. Parade (Field) - 5:29
02. Year Of The Snake (Peterson/Field/Herschman/Paull/Pilkington/VanBeever) - 2:22
03. Soul Makossa (Dibango) - 5:37
04. Soul Power (Brown) - 5:04
05. A Call For All Demons (Sun Ra) - 6:56
06. Central Square (Field) - 5:51
07. Some Nerve (Scofield) - 4:29
08. El Choclo (Villoldo) - 5:18
09. Iko Iko/Aicho (Crawford/Field)
10. I Got It (Field) - 4:25
Musicisti:
Ken Field (sax alto)
Jon Fraser, Scott Getchell (tromba, flicorno)
Bob Pilkington, Lennie Peterson, Brian Thomas (trombone)
Mark Caughill (sax tenore)
Charlie Kohlhase (sax baritono)
Derek VanBeever, Aaron Bellamy (basso)
Eric Paull, Ethan Meyer (batteria)
Mickey Bones, Larry Dersch, Karen Aqua (percussioni)