Francesca Bellino
Cosa succederebbe se prendessimo un iceberg e un albero secolare della Nera Foresta
germanica ...e poi?, e poi andassimo nel centro Europa, magari infilandoci nelle arterie
cittadine di Lione, prendendo un auto, qualcosa che fa rumore, ma che fa
anche simpatia e folklore, e decidessimo di trapiantare tutto ciò per un'oretta, dico
anche il tempo di un caffè, in un punto di un'isola, ecco magari la Sicilia, dove c'è
sole, caldo ...e c'è un pure un Gothe Institute???
Sono sicura che l'iceberg non si scioglierebbe, che l'albero non perderebbe foglie e che
la macchina, una Tinguely's fantasy, non sbotterebbe tutti i suoi bulloni in ogni dove
disintegrandosi in un batter d'occhio solo per trovarsi in un istituto culturale. Ogni
cosa, per incanto, si posizionerebbe prontamente al suo posto, aspettando ...
Eeeh, amici miei, ... a questo punto solo Gianni Gebbia potrebbe svelare il trucco
ai convenuti, magari dando il fatidico la che l'incantesimo si sblocchi, perchè è
lui l'organizzatore di questo favoloso incontro tra diversi pezzi da repertorio. Vi
assicuro che da fuori scena incute l'ombra di Mr. Albert Ayler, mago dello scompiglio,
pertanto non c'è nulla da fare per fermare l'imminente esplosione sonora, perchè il
sipario, amici miei, è già calato.
La pianta, con appresso l'iceberg, la macchina scassata e il siculo re dell'impro hanno prodotto
insieme suoni continui in un'unica frequenza, dissonanze e assonanze su tredici
temi. Gli imput/output elettronici fungevano da percussioni su cui trombone e sassofoni
potevano improvvisare, con uno spettro di possibilità e di varianti illimitate.
Relazioni, incroci, salti, disfunzioni, sincronie, trialoghi, silenzi, sinusoidali
sonore: il tutto accompagnato da un leggero brivido che non ha mai lasciato la
scena.
Ma la tazzina è stata svuotata con gran fretta, il mistero si è dissipato in un incantesimo
di note e l'ordine è tornato.
I tre musicisti che sono stati fatti convenire a questo appuntamento in Sicilia sapevano
decisamente il fatto loro. Uno, quello della pianta della Nera Foresta germanica e che
scappando da Colonia s'era messo di tutta fretta un trombone in tasca, si è fatto notare
per aver inciso in pochi anni una carrellata di CD uno più interessante dell'altro (più
belli di tutti quelli con Simon Nabatov). L'altro, quello al quale è stata presa
la macchina, è davvero noto nella musica d'avanguardia, soprattutto perchè ha dato anima
e corpo per l'Association à la recerche d'un folklore imaginaire, con sede nella
città di Lione. È di quelli che fa, manovra e triga-e-disfa elettronica. Il terzo, è
uno "dei nostri" in tutti i sensi. Improvvisa di mestriere, ma sul serio.
Dunque, la sa
lunga, anche se è giovane. Ed è bravo.
pronto!: Xavier Garcia - Gianni Gebbia - Nils Wogram.
pronto! ... pronto!: Xavier - Gebbia - Wogram.
pronto! ... pronto!... prontooooo!: X - G -
W ... X-G-W ... x-g-w ... .. . xgwxgwg.
Valutazione: * * * * ½
Sito di Nils Wogram:
www.nilswogram.com
Informazioni disco/bio-grafiche su Gianni Gebbia:
www.ijm.it/gebbia.html
Sito dell'Association à la Recerche d'un Folklore Imaginaire e informazioni disco/bio-grafiche su Xavier Garcia:
www.arfi.org
Sito della Intakt Records:
www.intaktrec.ch
Elenco dei brani:
01. Vite, vite, vite - 2:51
02. Cantus Firmus - 4:10
03. Sikanex - 4:26
04. Un peu de douceur dans un monde de brutes - 5:43
05. Child out - 1:09
06. Clonebone - 1:24
07. Marxch - 1:11
08. Street of Shit - 4:24
09. Vuccirìa - 1:26
10. Eglise Pygmée - 1:47
11. A soulful point of view - 11:37
12. Bavardage - 1:35
13. Morning Raga - 2:50
Musicisti:
Xavier Garcia (sampler ed elettronica)
Gianni Gebbia (saxs alto e sopranino)
Nils Wogram (trombone)