Enrico Bettinello
Sono due situazioni sonore, due aspetti della musica di un artista come Tim Berne -
che nell'ultimo anno ci ha dato una dimostrazione di grande maturità, tornando alla
ribalta con una serie di dischi di diversa natura, dalla composizione per sassofoni di
The Sevens alla formazione
ristretta di The Shell Game - quelle di questi
due dischi, rispettivamente il quartetto in Science Friction [esteso in concerto a
quintetto con il nome di Clownfinger] e l'organico allargato in Open Coma.
La grande maturità cui si alludeva sta nel fatto che tutte queste prove discografiche non
sembrano mai inessenziali, ma si rendono anzi complementari, disegnando un mosaico di
grandissimo fascino e interesse, in cui ritroviamo sia alcune caratteristiche tipiche
della musica del sassofonista di Syracuse, che l'esplorazione di nuove possibilità
espressive.
Science Friction offre una musica piena di sfaccettature, fortemente
caratterizzata dalle sonorità elettriche della chitarra di Marc Ducret e delle
tastiere di Craig Taborn, soluzione che consente di connotare in maniera piena una
sorta di inquietudine urbana che si stende sottile per tutto il disco.
L'iniziale "Huevos" è già indice di una scrittura stratificata che rimanda a quella di
Henry Threadgill, ma che tende a trovare delle vie di fuga inaspettate -
anche grazie alla grande apertura della concezione ritmica della batteria di Tom
Rainey - e che esalta particolarmente i momenti solistici del leader.
"Ihornet" distende, dopo l'introduzione di Ducret, un tema allucinato e iterato che
cresce di intensità e si blocca all'improvviso, seguito - con straordinaria
consequenzialità sonora - dall'atmosfera sospesa di "Sigh Fry", inquietante aggirarsi in
una spirale in cui i quattro sembrano avvolgersi sempre più, anche e soprattutto quando
il gioco sembra rarefarsi, spegnendosi in modo memorabile.
Un nervosismo di sublime cubismo funk pervade "Manatee Woman", prima del
brevissimo interludio di "Mikromaus" che sfocia in "Jalapeño Diplomacy", tipico tema
berniano con il suo pendolare metrico che diventa pian piano irresistibile… poi ancora
una scheggia prima della conclusiva "Clownfinger", brano emblematico nel racchiudere un
po' tutte le diverse anime che hanno colorato questa incredibile avventura elettrica, a
cavallo di un tema incalzante e difficilmente dimenticabile.
Open Coma è un disco ancora più particolare, probabilmente ostico per la lunghezza
complessiva - sono due CD - e quella dei singoli pezzi, che si assestano tranquillamente
tra la mezz'ora e i tre quarti d'ora [e attenzione che la numerazione dei due dischetti è
invertita]!
Sedersi quindi comodi, con orecchie e cuore bene aperti, un'esperienza di ascolto davvero
sempre più rara, da epoca del vinile, ma la pazienza sarà davvero premiata, perché in
questa dilatata avventura di scrittura e improvvisazione con un organico allargato - è
quello, davvero reattivo e funzionale, del Copenhagen Art Ensemble diretto da
Ture Larsen, più il solito Ducret e la tromba di Herb Robertson - è ricca
di preziosissime pepite!
Non potendo sovraeccitare la band con decine di minuti di sollecitazione ritmica, le
trame dei brani risultano così lente e pensose, senza fretta alcuna, quasi aspettando che
le condizioni migliori per fare sorgere dalla scrittura le parti improvvisate maturino da
sé.
Ne deriva un senso di profonda consapevolezza, mai di noia, e si naviga con grande
intensità sia nel brano che dà il titolo al disco, sia nelle altre tre composizioni, che
già facevano parte del songbook di Berne, come ad esempio la splendida "Eye
Contact".
Cresce minuto dopo minuto la coscienza di un affresco multiforme, profondamente ispirato -
e provato ripetutamente -, una possibilità di proiettare le idee compositive di Berne
dentro una dimensione più stratificata, in definitiva proponendoci un compositore che è
in grado di creare delle concezioni sonore che funzionano sia concentrate nella
inquietudine funk del piccolo organico che nello svelarsi della tessitura
orchestrale. Non è da tutti, davvero!
Valutazione: * * * * [a entrambi]
Sito della Screwgun Records:
www.screwgunrecords.com
Elenco dei brani:
Science Friction
01. Huevos - 6:27
02. Ihornet - 3:27
03. Sigh Fry - 9:50
04. Manatee Woman - 12:20
05. Mikromaus - 2:04
06. Jalapeño Diplomacy - 5:20
07. The Mallomar Maneuvre - 1:05
08. Clown Finger - 11:31
Open Coma
CD 1
01. Open Coma - 28:02
02. Eye Contact - 46:10
CD 2
01. The Legend Of P-1 - 33:00
02. Impacted Wisdom - 41:55
Musicisti:
Tim Berne (sax alto)
Craig Taborn (tastiere su Science Friction)
Tom Rainey (batteria su Science Friction)
Marc Ducret (chitarre)
Herb Robertson (tromba su Open Coma)
Copenhagen Art Ensemble (su Open Coma)