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Science Friction / Open Coma
Tim Berne (Screwgun Records - USA - 2002)

Enrico Bettinello

Sono due situazioni sonore, due aspetti della musica di un artista come Tim Berne - che nell'ultimo anno ci ha dato una dimostrazione di grande maturità, tornando alla ribalta con una serie di dischi di diversa natura, dalla composizione per sassofoni di The Sevens alla formazione ristretta di The Shell Game - quelle di questi due dischi, rispettivamente il quartetto in Science Friction [esteso in concerto a quintetto con il nome di Clownfinger] e l'organico allargato in Open Coma.

La grande maturità cui si alludeva sta nel fatto che tutte queste prove discografiche non sembrano mai inessenziali, ma si rendono anzi complementari, disegnando un mosaico di grandissimo fascino e interesse, in cui ritroviamo sia alcune caratteristiche tipiche della musica del sassofonista di Syracuse, che l'esplorazione di nuove possibilità espressive.


Science Friction offre una musica piena di sfaccettature, fortemente caratterizzata dalle sonorità elettriche della chitarra di Marc Ducret e delle tastiere di Craig Taborn, soluzione che consente di connotare in maniera piena una sorta di inquietudine urbana che si stende sottile per tutto il disco.

L'iniziale "Huevos" è già indice di una scrittura stratificata che rimanda a quella di Henry Threadgill, ma che tende a trovare delle vie di fuga inaspettate - anche grazie alla grande apertura della concezione ritmica della batteria di Tom Rainey - e che esalta particolarmente i momenti solistici del leader.

"Ihornet" distende, dopo l'introduzione di Ducret, un tema allucinato e iterato che cresce di intensità e si blocca all'improvviso, seguito - con straordinaria consequenzialità sonora - dall'atmosfera sospesa di "Sigh Fry", inquietante aggirarsi in una spirale in cui i quattro sembrano avvolgersi sempre più, anche e soprattutto quando il gioco sembra rarefarsi, spegnendosi in modo memorabile.

Un nervosismo di sublime cubismo funk pervade "Manatee Woman", prima del brevissimo interludio di "Mikromaus" che sfocia in "Jalapeño Diplomacy", tipico tema berniano con il suo pendolare metrico che diventa pian piano irresistibile… poi ancora una scheggia prima della conclusiva "Clownfinger", brano emblematico nel racchiudere un po' tutte le diverse anime che hanno colorato questa incredibile avventura elettrica, a cavallo di un tema incalzante e difficilmente dimenticabile.


Open Coma è un disco ancora più particolare, probabilmente ostico per la lunghezza complessiva - sono due CD - e quella dei singoli pezzi, che si assestano tranquillamente tra la mezz'ora e i tre quarti d'ora [e attenzione che la numerazione dei due dischetti è invertita]!

Sedersi quindi comodi, con orecchie e cuore bene aperti, un'esperienza di ascolto davvero sempre più rara, da epoca del vinile, ma la pazienza sarà davvero premiata, perché in questa dilatata avventura di scrittura e improvvisazione con un organico allargato - è quello, davvero reattivo e funzionale, del Copenhagen Art Ensemble diretto da Ture Larsen, più il solito Ducret e la tromba di Herb Robertson - è ricca di preziosissime pepite!

Non potendo sovraeccitare la band con decine di minuti di sollecitazione ritmica, le trame dei brani risultano così lente e pensose, senza fretta alcuna, quasi aspettando che le condizioni migliori per fare sorgere dalla scrittura le parti improvvisate maturino da sé.
Ne deriva un senso di profonda consapevolezza, mai di noia, e si naviga con grande intensità sia nel brano che dà il titolo al disco, sia nelle altre tre composizioni, che già facevano parte del songbook di Berne, come ad esempio la splendida "Eye Contact".

Cresce minuto dopo minuto la coscienza di un affresco multiforme, profondamente ispirato - e provato ripetutamente -, una possibilità di proiettare le idee compositive di Berne dentro una dimensione più stratificata, in definitiva proponendoci un compositore che è in grado di creare delle concezioni sonore che funzionano sia concentrate nella inquietudine funk del piccolo organico che nello svelarsi della tessitura orchestrale. Non è da tutti, davvero!

Valutazione: * * * * [a entrambi]

Sito della Screwgun Records:
www.screwgunrecords.com

Elenco dei brani:
Science Friction
01. Huevos - 6:27
02. Ihornet - 3:27
03. Sigh Fry - 9:50
04. Manatee Woman - 12:20
05. Mikromaus - 2:04
06. Jalapeño Diplomacy - 5:20
07. The Mallomar Maneuvre - 1:05
08. Clown Finger - 11:31

Open Coma
CD 1
01. Open Coma - 28:02
02. Eye Contact - 46:10
CD 2
01. The Legend Of P-1 - 33:00
02. Impacted Wisdom - 41:55

Musicisti:
Tim Berne (sax alto)
Craig Taborn (tastiere su Science Friction)
Tom Rainey (batteria su Science Friction)
Marc Ducret (chitarre)
Herb Robertson (tromba su Open Coma)
Copenhagen Art Ensemble (su Open Coma)



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