Mural
Bruce Eisenbeil (CIMP - USA - 1999)
Vittorio Lo Conte
La musica di questo CD non è sicuramente delle più facili e proprio per questo
lascia anche un`impressione destinata a durare.
La prima osservazione va fatta
riguardo alla sua chitarra, una normale Stratocaster, suonata con un set di
corde che andrebbe bene per la tradizionale semielettrica suonata dai
chitarristi bop, così facendo piega lo strumento a quelle che sono le sue
visioni del suono e della composizione; la seconda osservazione riguarda la formazione di questo
trio, un normalissimo trio con chitarra, contrabasso e
batteria, con la differenza che qui tutto funziona diversamente da come ci si
immagina.
La musica di Eisenbeil è molto personale, ha ascoltato
sicuramente Wes Montgomery, da lui visto come uno dei modelli per come
costruire un solo, ma non si rifà, nell`articolazione delle frasi e nel timbro,
ad improvvisatori radicali tipo Derek Bailey o a strumentisti che negli
anni `80 hanno inaugurato una nuova stagione per la chitarra jazz, tipo James
Blood Ulmer o Kelvin Bell. Eisenbeiel suona anche degli accordi, solo che
l`armonia, ovvio, non ha nessuna funzione come struttura di riferimento, è un
effetto in mezzo ai tanti che qui si ascoltano.
Ci sono composizioni che si
sviluppano finendo da qualche parte, raramente riprende il tema dopo l`inizio di
un brano, e ci sono anche fraseggi che sono frammenti di blues e jazz, tutto
quello che fa parte del repertorio di un chitarrista jazz è all`interno del suo
lavoro, ma deviato, presente come punto di riferimento da cui allontanarsi. Cosa
anche difficile, perchè non usa effetti tipo delay per storcere il suono, alla
Thurston Moore, tanto per intenderci.
Le sue note si integrano
perfettamente con gli altri suoi colleghi, un trio a 360 gradi, la cui musica
non dovrebbe passare inosservata nel panorama dell`improvvisazione odierna. I
suoi due partner, Brunka e Ryan Sawyer non sono da meno, l`uno usa
volentieri l`archetto, l`altro riversa all´interno del trio una quantitá enorme
di ritmi ed effetti coloristici.
Detto questo sulla musica in generale, non
resta che soffermarsi su qualche brano, “Caesar”, sicuramente rappresentativo
per quanto scritto fino adesso, con il basso di Brunka prima in archetto
e poi in pizzicato a caratterizzare l`insieme, la ballad “Woman With A Handful
Of Rain”, con la chitarra del leader in bella evidenza. Anche il batterista ha
un pezzo per sè, “Habeus Corpus”, con gli altri due a sostenerlo, e su “Blue
Poles” ci sono anche suoni che provengono dal blues, trasformati, mutanti, usati
in un altro contesto. Ma tutto questo è secondario, bastano un paio di minuti
e si resta presi da quello che succede, musicalmente, su questo CD. In quale
direzione andrà questo trio? Questa musica non sembra avere limiti, forse
dipende anche da come il pubblico riceverà le novità offerte, la risposta alla
domanda di sopra è di sicuro difficile. Per i chitarristi più curiosi l`ascolto
non dovrebbe deludere, in ogni caso avranno acquistato qualcosa che potrebbe
aprire nuove vie all`improvvisazione sullo strumento.
Music without limits.
Valutazione: * * * * *
Sito di Bruce Eisenbeil: www.eisenbeil.com
Elenco dei brani:
01. Wildflowers (Bruce Eisenbeil) - 7:21
02. Caesar (Bruce Eisenbeil) - 16:00
03. Woman With A Handful Of Rain (Bruce Eisenbeil) - 12:54
04. Prelude (Bruce Eisenbeil) - 0:35
05. Habeus Corpus (Bruce Eisenbeil) - 7:40
06. Chris V. Paradise (Bruce Eisenbeil) - 4:59
07. In Memory Of A. D.(High Relief) (Bruce Eisenbeil) - 5:39
08. Crucifixion (Bruce Eisenbeil) - 6:51
09. Blue Poles (Bruce Eisenbeil) - 7:54
Musicisti:
Bruce Eisenbeil (chitarra elettrica)
J. Brunka (contrabasso)
Ryan Sawyer (batteria)
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