Quantcast

jazz Padova Porsche Jazz Festival 2006
  ricerca avanzata
    Newsletter  
  bookmark - aggiornamento periodico contattaci - per i redattori  





SITE PARTNERS
All About Jazz: US
Francia: Citizen jazz


Diaspora Soul
Steve Bernstein (Tzadik - USA - 1999)


Gabriele Marcelli

copertina bernstein La tendenza inevitabile e feconda all'intersezione culturale che fa dell'ebraismo della diaspora quasi un unicum nella storia dell'umanità è ben presente nel recente lavoro di Steven Bernstein per la newyorkese Tzadik di John Zorn.
È questo un argomento che meriterebbe almeno un capitolo a parte, data la fitta serie di categorie speculative che richiama ed coninvolge. Di fatto occorrerebbe ragionare in primis sul portato schizofrenologico, per dirla con Bateson, insito nel concetto ebraico di "kedushà" (santità): non è un caso del resto se di recente vari esponenti della cultura e dell'arte ebraico-israeliana se ne spartiscano l'indagine. Non è da ultimo, per citare un solo esempio, nel cinema, Amos Gitai e il suo "Kadosh".
Kadosh, come 'santo' e come 'sacro', ma anche come 'separato', Kadosh come il Signore d'Israele ed il suo popolo di sacerdoti, consegnati a regole precise e a una dispersione non ancora conclusa e forse, nonostante l'avverato ritorno, eterna. O per meglio dire sintomatica, segno del precipuo double-bind batesoniano, ch'è da un lato separazione "liturgica" dai non ebrei, dall'altro precetto ad una profonda ed esemplare convivenza in seno ed insieme ad altri popoli, spesso matrice di una ricca trasmigrazione culturale. Così per larga parte è stato, in circa millenovecentotrenta anni di Diaspora.

Opera stratificata, la trentasettesima produzione della collana Radical Jewish Culture, Diaspora Soul muove i suoi passi da una folgorante intuizione. La similitudine non tanto espressiva quanto sociopolitica fra musica afroamericana e melodie di kehilà costituisce il principio organico dell'idea di Bernstein. Il trombettista leader dei Sex Mob travasa nell'espressione artistica la lunga e comune segregazione che ha visto, e vede, neri ed ebrei storicamente invisi alla cultura dominante, affraternando in una comune conversione alla gioia le due produzioni musicali.

Non a caso l'attenzione scende prima le rapide del Classic R&B, transitando per il cha-cha, per immettersi infine nell'effervescente Soul Music: momenti essenziali nello sviluppo della musica dei neri americani, contrassegnato storicamente da un estuario di percorsi che sfociano - con il Soul - nel riconoscimento di massa e nel paritario confronto con i mostri sacri del pop bianco.

La ricerca di Bernstein approda quindi nell'incontaminata scansione Afrocuban, che costituisce la scorza fragrante dell'imprinting strumentale consegnato alla registrazione. Occorre precisare nonostante tutto, quanto il Cd conservi, all'ascolto, il gioioso aroma del pane sabbatico e di quel percettibile, vivace spirito ebraico, che la tromba squillante di Steven sa bene interpretare.

Melodie festose costituiscono il florilegio dei dodici brani perfettamente condensati all'impasto che, assieme alle suadenti percussioni afrocubane - cui spesso Bernstein cede lunghe note di figura, in un astratto tributo alle retoriche del latin-jazz - alterna generose dosi psichedeliche nei fondali di un organo o d'un piano elettrico. Dal sesto brano l'orchestrazione sembra sottratta magicamente ad una session di Little Richard: tre sax tenori e un baritono, pianoforte, due percussioni.
Il tutto condito ad una melodia, ebraica, in gran parte est-europea!

È curioso e simpatico ascoltare L'Chaim (Per la Vita), sintesi dell'entusiasmo della santificazione del settimo giorno, in questa musica cadenzata da congas, borghi e maracas, ed è indicativo del percorso evocato da questa raffinatissima opera di Steven Bernstein.

Se la Diaspora ebraica possiede un'anima, questa è certamente senza confini, e patrimonio culturale di tutti, ebrei e non. Come la musica...

Valutazione: * * * * ½

Sito della Tzadik: www.tzadik.com

Elenco dei brani:
01. Manishtana - 4:35
02. L'Chaim -7:50
03. Shalom Bimramov - 5:38
04. Roumania, Roumania - 8:46
05. Cha - 4:49
06. Rock of Ages - 6:40
07. Chusen Kalah Mazel Tov - 3:45
08. Mazinka - 4:30
09. Let My People Go - 4:09
10. Ani Mamin - 4:44
11. Habet Mishomayim - 5:21
12. Dybbuk Dub - 5:45

Musicisti:
Steven Bernstein (tromba)
Paul Shapiro (sax tenore)
Michael Blake (sax tenore)
Peter Apfelbaum (sax tenore)
Briggan Krauss (sax baritono)
Brian Mitchell (piano elettrico; organo)
Tony Scherr (basso)
E.J. Rodriguez (congas; bonghi; maracas; clave)
Robert J. Rodriguez (batteria; percussioni)

Padova Porsche Jazz Festival 2006
home   -   bookmark   -   per i redattori   -   contattaci
© 2006 Tutti i diritti su articoli, foto e disegni sono riservati Privacy