Maurizio Comandini
Michael Blake ha colpito ancora. Dopo il bellissimo Kingdom Of Chiampa e i due
meravigliosi album col quartetto Slow Poke arriva questo variegato Drift a porre la
candidatura per l'album dell'anno.
Michael Blake sceglie una formazione abbondante che gli consente una scrittura
ricca di colori e di timbri. Dagli Slow Poke si porta il solo Tony Scherr,
però lo sposta alla chitarra elettrica; dal gruppo Medicine Wheel si prende il leader
Ben Allison, il pianista Frank Kimbrough e il trombettista Ron Horton, dai
Sex Mob il leader Steven Bernstein e il saxofonista Briggan Krauss.
La musica che viene fuori da Drift, tuttavia, è decisamente la musica di Michael Blake,
che non si preoccupa di mascherare le infuenze più svariate, ricondotte però con grande maestria
all'interno del fiume della propria arte. Tanto per gradire nelle note di copertina il saxofonista
di Vancouver (ora residente a New York, ovviamente) cita i Nirvana, Oumou Sangare,
Duke Ellington,
Jaki Byard, Lounge Lizards, Fela Kuti e Coleman Hawkins. Pur non
essendo citato Charles
Mingus è addirittura preso a prestito per il riff che caratterizza la parte finale di "The Creep", brano
che ha la targa 'Mingus-landia' ben illuminata anche per gli impasti strumentali e il drive
incalzante.
Il disco inizia con tre brani che ripropongono, pur con diversa strumentazione, il clima pigro e
curioso di Slow Poke, poi "The Creep", come già detto ci porta in un clima anni cinquanta, con
un po' di big band style, un po' di pianoforte stride, e la tuba a farla da
protagonista. Si cambia improvvisamente territorio con una incursione nel clima light di un lounge
party, ma le cose si muovono ancora e ci troviamo immersi una improvvisazione torrenziale
che chiude bruscamente per mancanza di nastro. E il nostro Michael Blake ce la schiaffa sul disco
così, tronca, ma carica di promesse e di suggestioni. Fra l'altro sin dal titolo la strizzatina
d'occhio va al grandissimo Teo Macero che aveva prodotto l'album precedente di Michael Blake,
l'esotico Kingdom Of Chiampa.
Parte poi una lunga suite variegata che contiene almeno quattro diversi brani, passando dalle
parti dei Lounge Lizards, dei quali fra l'altro Blake è membro, ancora rituffandosi nel
clima Slow Poke, percorrendo anche le strade hard bop meno battute e non disdegnando
una puntatina verso il soul jazz anni sessanta. Una suite che potrebbe benissimo essere
trasportata dentro ad un film di Jim Jarmush, magari con John Lurie a gigionare nei
panni del protagonista.
La parte conclusiva del disco è di nuovo in clima Slow Poke, anche perché vengono riproposti due
brani ("Afro Blake" e "Dry Socket"), che già facevano parte del primo album del
mitico gruppo, quello praticamente introvabile, registrato a casa di Tony Scherr e venduto dai
musicisti stessi in occasione dei loro (rari) concerti.
Alla fine l'omaggio a Coleman Hawkins ci lascia intravedere come la strada, intrapresa da
questo giovane eccellente saxofonista, venga da molto lontano e non sia per niente una autostrada
monotona e ripetitiva, ma sia invece un lungo percorso a zig zag, ricco di piccoli sentieri
profumati da mille sapori ben armonizzati fra di loro.
La cosa che più colpisce in questo Drift è la grande prevalenza delle parti tematiche e
collettive. I musicisti sono tutti bravissimi e snocciolano assoli eccellenti, ma il tutto è
all'interno di una musica corale sempre in movimento, senza alcuna possibilità di noia. Alla
fine l'impressione che se ne ricava è di avere compiuto una specie di giro del mondo
all'interno della musica più moderna in circolazione, dove i musicisti si divertono a frequentare
piccoli groove che, conditi da questa strumentazione timbricamente abbondante,
diventano eccitanti e sempre più divertenti ad ogni nuovo ascolto.
Valutazione: * * * * *
Sito di Michael Blake: www.michaelblake.net
Sito della Intuition Records: http://www.schott-music.com/intuition/
Elenco dei brani:
01. Drift (Michael Blake) 5:12
02. Mean As A Swan (Michael Blake) 4:59
03. Toque (Michael Blake) 6:41
04. The Creep (Michael Blake) 3:21
05. Lady Red (Michael Blake) 3:46
06. Teo Walks (Michael Blake) 4:51
07. Duty Free Suite (Michael Blake) 5:04
08. Dry Socket (Michael Blake) 3:23
09. Afro Blake (Michael Blake) 3:44
10. Maria (Coleman Hawkins) 3:42
11. Residence (Michael Blake) 4:19
Musicisti:
Micheal Blake (sax tenore e soprano)
Peck Allmond (sax tenore; peck horn; tromba)
Briggan Krauss (sax alto e baritono)
Ron Horton (tromba; flicorno)
Marcus Rojas (tuba)
Steven Bernstein (tromba slide)
Frank Kimbrough (piano)
Tony Scherr (chitarra elettrica)
Ben Allison (basso acustico)
Matt Wilson (batteria)
Mauro Refosco (percussioni)