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Agosto 2001








"le percussioni sono colori e io sono sempre alla ricerca di nuove textures; quando mi stanco di sentire il suono della batteria prendo lo shaker o una campana e il laptop mi dà ulteriori possibilità di ampliamento"









La batteria senza confini di Jim Black


Enrico Bettinello

...una breve biografia...

Jim Black nasce in California nel 1967, ma nella prima parte della sua vita gira parecchio, a causa del lavoro del padre, dipendente della United Airlines: si stabilisce poi a Seattle, dove inizia a suonare la batteria, particolarmente attratto dai batteristi rock che ascolta sui dischi con gli amici, ma anche dai Prime Time di Ornette Coleman, da Miles Davis e i Weather Report, e inizia a condividere le prime esperienze musicali con giovani colleghi quali Chris Speed, Andrew D'Angelo o Brad Shepik.
L'idea di fare della musica la propria vita si concretizza con gli studi presso la prestigiosa Berklee School of Music di Boston e ha modo anche di studiare privatamente con batteristi del calibro di Joe Hunt, Jeff Hamilton o Jeff "Tain" Watts: di Berklee Black conserva un ottimo ricordo, anche se la disciplina e i metodi della scuola si rivelano poi solo una tappa per l'apprendimento, la base per poter costruire la propria carriera e il posto giusto non può che chiamarsi New York.
Arrivare nella Grande Mela nei primi anni Novanta consente a Black di confrontarsi con tutta una serie di situazioni musicali e di artisti con cui collaborare nella massima libertà creativa: nascono così i sodalizi con Tim Berne e il suo Bloodcount, con Ellery Eskelin e Andrea Parkins, con Dave Douglas nella più essenziale, ma probabilmente più interessante delle formazioni del trombettista, il Tiny Bell Trio.
Ma nascono anche alcune idee collettive che trovano spazio e seguito, come il gruppo Human Feel, che aveva mosso i primi passi durante il soggiorno bostoniano, o Pachora, quest'ultimo espressamente dedicato alla rivisitazione di musiche e ritmi di origine balcanica, accanto a amici di sempre come Chris Speed.
E ancora: Uri Caine e il suo progetto mahleriano, Cuong Vu e Jamie Saft, Ned Rothenberg ma anche il gruppo Storm & Stress, una incredibile miriade di situazioni musicali cui sembrava mancare solo un vero e proprio progetto da leader fino alla recente pubblicazione di AlasNoAxis, il primo disco del gruppo con cui Jim sta girando l'Europa e che gli consente di sperimentare alcune delle sue infinite idee ritmiche e coloristiche.


...un'inesauribile ricerca di colori...

Chi abbia avuto il piacere di ascoltare (e vedere) Jim Black in una esibizione live difficilmente dimentica questo folletto con la faccia da ragazzino e due occhi spiritati sotto il ciuffo biondo: dietro ai tamburi si celebra ogni volta un'instancabile ricerca di suoni, colori, situazioni ritmiche che sembrano non avere tregua, non solo sfruttando ogni possibilità dello strumento, ma allargando il campionario degli oggetti a campanacci, sonagli, catene, shakers, chiavi, ogni cosa che possa aprire l'orizzonte timbrico.
Ultimamente questa irrefrenabile esigenza di suoni nuovi ha trovato nell'utilizzo di campionatori, drum-machines e laptops (computer portatili) una possibilità di ulteriore ricerca. I concerti di AlasNoAxis - nei quali si fa ricorso a questi strumenti elettronici - costituiscono un importante banco di prova per sperimentare nuove tessiture timbriche.


...è una cosa totalmente nuova per noi; ho sempre amato l'elettronica e compongo principalmente con la chitarra: il laptop mi consente un accesso immediato a una grande varietà di cose, ma ci vuole molto tempo per esplorarne le possibilità... per me è un'estensione del lavoro che faccio con la batteria, le percussioni sono colori e io sono sempre alla ricerca di nuove textures e quando mi stanco di sentire il suono della batteria prendo lo shaker o una campana e il laptop mi dà ulteriori possibilità di ampliamento... alla fine di questo tour entreremo in studio per un nuovo disco di AlasNoAxis, ci sarà molta più elettronica e può darsi che di questo passo io arrivi a incidere un disco in cui il laptop sostituisca del tutto la batteria...

...con il gruppo AlasNoAxis è tutto un'esperimento!! Ogni sera non c'è nulla di pianificato, una cosa che adoro, fa parte dell'improvvisazione, abbiamo dei suoni da cui partiamo, ma non ci mettiamo d'accordo su nulla, avremo almeno dieci festival quest'estate per sperimentare e non vedo l'ora, così arriveremo in studio e avremo un sacco di idee e di brani per il nuovo disco...

A conferma di questo interesse c'è la dichiarata ammirazione di Jim Black per artisti elettronici quali Squarepusher o Aphex Twin, Oval, Pan Sonic, Ryoji Ikeda...

...sono molto interessato al sound... vedi, se ascolti Amon Tobin, lui campiona un sacco di jazz acustico e lo riprocessa nei suoi brani o anche Evan Parker, con il suo Electroacoustic Ensemble riprocessa i suoni, ma sono procedure che già si facevano trenta, quarantanni fa... La questione è cosa uno sceglie di campionare, come lo compone e come improvvisa, sono molto attratto dalla composizione, da queste nuove possibilità!
Mi affascina anche molto l'idea che con il laptop si scavalchi la tradizionale concezione di "suonare uno strumento", puoi anche non sapere nulla di musica, ma essere un genio del laptop se hai delle idee nella testa... certo spendere tanti anni nello studio di uno strumento ti consente di comprendere in maniera più vasta come manipolare le cose nel momento, suonare jazz ti consente di imparare a tenere conto di un sacco di fattori, una cosa che ancora non sento nell'improvvisazione elettronica: adoro questi suoni, ma mi piacerebbe che avessero la stessa flessibilità di un suonatore in carne e ossa ed è per questo che sto approfondendo la cosa, per vedere se posso trovare una mia via all'elettronica e al suo utilizzo flessibile, ma sono solo all'inizio, utilizzare l'elettronica mi sensibilizza ai toni, ai timbri, alle frequenze...


...alasnoaxis...

Suonare in tanti contesti differenti risulta importantissimo per Black: ogni gruppo insegna qualcosa di nuovo e mette in luce sempre nuovi aspetti della sua personalità musicale: la lunga esperienza come sideman e come co-leader nei progetti Pachora e Human Feel è tanto intensa che non fa sentire l'esigenza di dire qualcos'altro di proprio.
In particolare, Pachora è un progetto molto stimolante (oltre a Speed e al basso di Skuli Sverisson c'è la chitarra di Brad Shepik, già compagno di Black nel Tiny Bell Trio di Dave Douglas), in cui la musica di origine balcanica viene riprocessata attraverso un approccio di tipo improvvisativo: alla base l'interesse verso i suoni di Bulgaria, Grecia, Turchia o Jugoslavia, favorito dall'ascolto di alcuni dischi registrati sul campo.


...mi sembrava di stare facendo già tutto quello che c'era da fare. Avevo però altre piccole idee che non riuscivo a realizzare in altra maniera e che crescevano di giorno in giorno, e arriva alla fine il momento in cui devi metterle in atto ed ecco come è avvenuto tutto: parlando con Stefan Winter (il produttore della Winter & Winter) mi sono chiesto: cosa fare? Non devo fare altro che mettere su disco quello che c'è nella mia testa e così ho pensato a questa musica di AlasNoAxis che, in un certo senso, è qualcosa che non faccio con le altre formazioni; non c'era ragione di suonare cose che già posso eseguire in altri contesti, non mi piace ripetermi, volevo fare qualcosa di diverso per me stesso e per i ragazzi per cui scrivo.
Con alcuni di loro (Chris Speed e Skuli Sverisson) suoniamo già con il gruppo Pachora, nella band di Chris e in altri contesti: sono le persone adatte, quelle a cui penso quando mi viene qualche idea musicale.


Forse perché i musicisti (Chris Speed alle ance, Skuli Sverisson al basso e elettronica e Hilmar Jensson alla chitarra) si conoscono da così tanto tempo, perché sono artisti sempre aperti a cose nuove, che viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda del leader: quando suonano con AlasNoAxis non pensano a Pachora o a nessun altra situazione in cui suonano di solito. Pachora è infatti un progetto ben definito, la band di Chris Speed è strutturata in maniera jazzisticamente più tradizionale, con temi e assoli, mentre questo progetto è più incentrato sui brani e sulle textures. È una situazione in cui la band non sa realmente cosa si andrà a suonare ogni sera, le strutture si dilatano e poi si fanno improvvisamente più serrate, entrano in gioco loops e drones, ogni strumento ha una sua precisa collocazione timbrica e le gerarchie non sono mai sembrate così lontane.

...masters & leaders...

Tra i batteristi che lo hanno ispirato (anzi, come dice lui, hanno gli hanno "sconvolto la vita!") Jim Black ricorda John Bonham dei Led Zeppelin, Stuart Copeland dei Police, Neil Peart dei Rush o Dave Grohl dei Nirvana, tutti di ambito strettamente rock; sul versante jazz cita i due Jones, Elvin e Philly Joe oltre a Paul Motian, Jack DeJohnette, Joey Baron, o musicisti della sua generazione come Mike Sarin, mentre tra i nomi da tenere sott'occhio cita i newyorkesi Joe Tomino, Tim Keiper, Kenny Wollesen e Peter Bruun.
Ci sono poi gli stimolanti leaders con cui ha collaborato:

...Tim Berne ti dà la musica, delle istruzioni sommarie e poi basta: solo suonare!! Con Ellery Eskelin si lavora per trovare la giusta collocazione a ogni brano, mentre Uri Caine dice "suona quello che ti pare!". Sono rapporti musicali che si basano sulla fiducia e che non mi fanno mai sentire come un tradizionale sideman di jazz: da quando mi sono trasferito a New York il mio lavoro non è mai stato quello di un sideman, puoi essere te stesso e non fingere di essere qualcun altro e per i musicisti della mia generazione e della scena newyorchese è molto importante fare quello che si vuole e che si è, non ci sono altre motivazioni, i soldi sono pochi; molti musicisti jazz storcono il naso e li capisco, ma per noi non si è mai trattato di lavoro, ma solo di musica.
Dave Douglas suggerisce più idee, ha una sua visione nella testa e cerca di spiegartela, vuole vederla realizzata, ma si lascia anche sorprendere, è diverso, ma ugualmente stimolante. Non amo le categorizzazioni in musica: a me interessa il suono, la vibrazione, il fatto di sentire e di riprocessare quello che senti, senza distinzioni o categorie.


La visione della musica di Black è chiaramente legata all'esperienza stessa della vita, attitudine condivisa da quasi tutti i suoi "colleghi" newyorchesi, attingendo dai dischi e dai suoni con cui è cresciuto, facendo proprio ogni stimolo, ogni suono che la vita di tuti i giorni offre.

...devo sottolineare ancora come la musica della mia generazione sia strettamente legata alla vita, al suonare ed è importante che la gente continui a supportare la musica dal vivo, continui a seguirla e a organizzarla. Non si può lasciare morire questo in un'epoca in cui i soldi sono così importanti per una ristretta fascia di privilegiati e potenti, sarebbe triste che questo andasse perduto.. A New York la scena è molto attiva ci sono un sacco di clubs dove le idee circolano, proprio in un'epoca in cui è così facile che una bella idea venga accantonata, eppure basterebbe poco per farla funzionare e ingrandirla, farla circolare, e così vengono i concerti, i dischi, tutto, il passaparola mondiale, anche grazie alla rete.

...internet, progetti e altre passioni...

Proprio riguardo a internet e alla diffusione della musica attraverso il formato MP3, Jim Black ha un'opinione particolarmente positiva:

...la trovo una cosa meravigliosa. Io lavoro in studio investendo le mie idee; è il mio lavoro, ma poi la diffusione è importante: io stesso ho scaricato da Napster il nuovo album dei Radiohead, ma quando uscirà nei negozi, lo comprerò ugualmente perché lo ritengo importante. Chi ama veramente la musica fa così e anche nel caso in cui si accontenti della versione MP3 e non compri il disco magari verrà al concerto perché conosce la musica. È il nostro lavoro ogni giorno e in ogni circostanza, è comunque positivo perché le idee circolano, si parla, uno si scarica l'MP3, ma dopo ci viene a ascoltare. Quando avrò un po' di tempo metterò anche nel mio sito dei file audio della mia musica, ma ho poco tempo perché curo il sito da solo; anche lì c'è un sacco di roba da imparare..

Chi visiti il suo sito, www.jimblack.com, non può fare a meno di notare che una sezione del sito, il cui design è curato personalmente dal batterista, è dedicata al cibo, una delle sue grandi passioni

...quando sono in tour in Italia la prima cosa di cui mi preoccupo è il cibo! Il cibo italiano è molto popolare oggi a New York e ci sono anche parecchi ottimi ristoranti, ma quando lo si mangia in Italia... la vera pasta! Non conosco un solo musicista che non sia contento di suonare in Italia per questo motivo!!! Certo, mi piacerebbe avere più tempo per esplorare la cucina e il laptop, ma, a parte gli scherzi, sono molto sereno perché non ho bisogno di dividermi, mi soddisfa rimanere aperto alle esperienze in generale. In questo momento della mia vita la musica è centrale, perché lavoro in continuazione tra i miei progetti e le altre formazioni, viaggiando, ogni cosa ha la sua naturale collocazione.

Tra i progetti più prossimi il nuovo album di AlasNoAxis, un nuovo album con Pachora (per l'etichetta Winter & Winter) e forse - se trova il tempo - un album in solo in cui convogliare tutte quelle idee che gli frullano per la testa.

...ma ci vuole un sacco di tempo soprattutto con l'elettronica, devi studiare e sperimentare, ci sono dei libroni!! Programmi come Logic Audio, Max, meravigliosi e senza limiti, ma devi lavorarci molto sopra

Quello che colpisce è vedere come Jim Black si diverta a farsi sorprendere dal computer e nel contempo riesca a fare tradurre alla macchina le idee in suoni: è sul palco e lavora con l'elettronica e a volte non sa cosa accadrà, è il suo aspetto improvvisativo, il computer può diventare come una sorta di altro musicista che può sorprendere o spiazzare o stimolare con un'idea o venire dietro a una del musicista.
E se gli si chiede quali siano attualmente i suoi musicisti preferiti la scelta spazia dalle Melt Banana a Beck, da Jim O'Rourke a Oval, da Microstoria agli Stereolab. La direzione è chiara, verso una batteria senza confini.


DISCOGRAFIA SELEZIONATA

...come leader

Jim Black "AlasNoAxis" (Winter & Winter) 2000

...come co-leader

Human Feel "Welcome to Malpesta" (New World) 1994
Human Feel "Speak to It" (Songlines) 1996
Pachora "Pachora" (Knitting Factory Records) 1997
Pachora "Unn" (Knitting Factory Records) 1999
Pachora "Ast" (Knitting Factory Records) 2000

...come sideman

Tim Berne "Lowlife" (JMT) 1994
Tim Berne "Poison Minds" (JMT) 1994
Tim Berne "Memory Select" (JMT) 1995
Tim Berne "Bloodcount - Unwound" (Screwgun/3CD set) 1996
Tim Berne "Discretion" (Screwgun) 1997
Tim Berne "Saturation Point" (Screwgun) 1997
Uri Caine "Mahler in Toblach" (Winter & Winter) 1999
Dave Douglas "Tiny Bell Trio" (Songlines) 1994
Dave Douglas "Constellations" (Hat Art) 1995
Dave Douglas "Tiny Bell Trio- Live in Europe" (Arabesque) 1997
Dave Douglas "Songs for Wandering Souls" (Winter & Winter) 1999
Peter Epstein "Staring at the Sun" (MA Recordings) 1999
Peter Epstein "The Invisible" (MA Recordings) 1999
Ellery Eskelin "Jazz Trash" (Songlines) 1994
Ellery Eskelin "One Great Day" (hatOLOGY) 1996
Ellery Eskelin "Kulak, 29 and 30" (hatOLOGY) 1998
Ellery Eskelin "Five Other Pieces + 2" (hatOLOGY) 1998
Ellery Eskelin "Ramifications" (hatOLOGY) 2000
Ellery Eskelin "The Secret Museum" (hatOLOGY) 2000
Michael Formanek "Nature of the Beast" (Enja) 1996
Satoko Fujii "Kitsune-Bi" (Tzadik) 1999
Satoko Fujii "Toward to West" (Enja) 2000
Donny McCaslin "Seen From Above" (Arabesque) 2000
Ben Monder "Flux" (Songlines) 1997
Ben Monder "Dust" (Arabesque) 1997
Ben Monder "Excavation" (Arabesque) 2000
Ned Rothenberg "Real and Imagined Time" (Moers) 1995
Jamie Saft/CuongVu "Ragged Jack" (Avant) 1997
Jamie Saft "Sovlanut" (Tzadik) 2000
Chris Speed "Yeah No" (Songlines) 1997
Chris Speed "Deviantics" (Songlines) 1999
Chris Speed "Emit" (Songlines) 2000
Storm and Stress "under thunder and fluorescent light" (Touch and Go) 2000
Natsuki Tamura "White and Blue" (Buzz) 2000
Cuong Vu "Bound" (Omnitone) 2000

Sito di Jim Black: www.jimblack.com

Fotografie di Giovanni Pancino (ad eccezione del ritratto iniziale di Caroline Mardock)

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