Intervista a Rosario Di Rosa

Di - 21/09/2015

Intervista a Rosario Di Rosa

Siciliano di Vittoria, Rosario Di Rosa è un pianista e compositore che negli ultimi anni ha proposto progetti sempre molto interessanti, originali e lontani dai cliché più abusati. Non fa eccezione il suo ultimo disco Pop Corn Reflections, uscito per la NAU Records, che stupisce anche conoscendo altri suoi lavori: si tratta infatti di un piano trio (assieme a lui i suoi collaboratori abituali, Paolo Dassi al contrabbasso ed elettronica e Riccardo Tosi a batteria ed elettronica) alle prese con nove tracce originali, largamente improvvisate a partire da spunti tematici spesso ridottissimi e facenti riferimento in vario modo alla musica classica contemporanea, in particolare al minimalismo e alla dodecafonia. Un disco molto interessante e molto bello, complesso ma non per questo difficile, ma soprattutto un disco originalissimo. Che ci ha incuriositi e spinti a saperne di più del suo autore.

All About Jazz Italia: Pop Corn Reflections è quantomeno un album singolare: un trio di jazz in equilibrio tra la dodecafonia novecentesca e il minimalismo di Steve Reich. Da quali percorsi sei arrivato a concepirlo?

Rosario Di Rosa: Pop Corn Reflections nasce da una personale e profonda esigenza di inaugurare un nuovo percorso espressivo, caratterizzato da un processo di sintesi in grado di influenzare allo stesso tempo sia l’approccio strumentale che quello compositivo. Le mie pubblicazioni passate avevano il tratto comune di raccontare attraverso la musica esperienze vissute o “altre.” Pur non rinnegando quanto fatto, a un certo punto ho sentito però il bisogno di cominciare a elaborare un linguaggio musicale che comunicasse di per sé, senza ulteriori elementi. Per farlo sono partito quasi da una sorta di “tabula rasa”: mi sono messo in discussione come pianista e ho iniziato a studiare musica classica, ambito che in precedenza non avevo avuto possibilità di approfondire adeguatamente. Complice la fortuna di aver trovato due insegnanti e concertisti straordinari come il M° Leonardo Leonardi e il M° Manuela Dalla Fontana, ho avuto la possibilità di apprendere meccanismi musicali diversi dalla mia consuetudine, affrontando un repertorio molto vasto, dal barocco alla musica contemporanea. In questo percorso di studio alcuni autori come Reich e Schönberg hanno rappresentato un punto di partenza fondamentale e illuminante per certi ragionamenti di sintesi che stavo portando avanti da tempo, legati a un modo diverso di concepire il classico trio jazz e l’improvvisazione…

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