Il nuovo video della Classica Orchestra Afrobeat

Di - 10/05/2017

Si intitola “Pensieri Utili”, il nuovo video della Classica Orchestra Afrobeat tratto da “Polyphonie“, terzo album dell’ensemble uscito il 21 aprile per Sidecar/Brutture Moderne con distribuzione Audioglobe/The Orchard.

L’idea di questo video mi è venuta mentre dormivo nel retro di un taxi attraversando le montagne dell’isola di Santiago, cuore africano dell’arcipelago di Capoverde – racconta Francesco Giampaoli autore del brano e coproduttore dell’album - Nel video, tramite dei cartonati, ballano i volti di personaggi che hanno fatto vivere e rivivere la cultura musicale africana“.

In questo scenario, i pensieri utili sono come semi che, viaggiando per mari, approdano in terre lontane rinascendo poi in terreni nuovi, coltivati da altri contadini con usanze e tecniche diverse dalla terra d’origine. Attraverso questa metafora, incarnano il passato, il presente e il futuro. Sono pensieri che non stanno nei musei ma si trasformano costantemente grazie all’incontro con nuovi mondi.

Tra i personaggi troviamo Duke Ellington, Miriam Makeba, Nina Simone, James Brown, Fela Kuti: ognuno di questi artisti ha trasformato le proprie tradizioni culturali musicali in qualcosa di nuovo, qualcosa di fertile, qualcosa di utile.

Polyphonie” è un album dedicato alla contemplazione catartica delle voci della natura. Dodici tracce che creano un proprio habitat immaginifico alla ricerca di una primitiva armonia tra l’umano e il divino. In “Polyphonie” l’ensemble emiliano-romagnolo diretto da Zanotti, con il suo organico misto di strumenti antichi europei ed africani, intaglia storie che mantengono una ritualità dilatata, in simbiosi con la smisurata grandezza della natura. Nell’utilizzo delle voci e del contrappunto vi è la duplice valenza della tradizione musicale colta europea e del ricco patrimonio ritmico africano. Il programma è costituito di composizioni originali, nate dal silenzio mobile di un lago o dal respiro degli alberi, frutto di un estensivo lavoro di gruppo.

Ispirato dal libro “Song Form The Forest” di Louis Sarno, un etnomusicologo del New Jersey che dal 1988 vive dentro la foresta vergine della Repubblica Centrafricana, presso la comunità dei Pigmei Ba-Benjellé, “Polyphonie” si riallaccia all’arte canora millenaria delle popolazioni indigene che della foresta hanno fatto la loro casa. Voci che si confondono con quelle della foresta, che ne fanno parte. Voci armoniose e rispettose che invocano gli spiriti degli alberi e chiedono consigli ai propri antenati. L’uomo come parte integrante della natura. “Nel canto dei pigmei come nei cori polifonici di matrice europea non ci sono solisti” –  afferma Marco Zanotti, fondatore e direttore dell’orchestra – “Non ci sono condottieri né imperatori. Ad ogni modulazione dei vari contrappunti la potente massa sonora compie delle ondulazioni che sembrano liquide. Ondulazioni che seguono il respiro della vegetazione, del terreno e delle stagioni” prosegue.

“Polyphonie” è un concerto che ha una sua teatralità e una sua storia. E questa storia non parla di guerre ma di natura.

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