I CD come piccoli oggetti d’arte

Di - 20/02/2017

I CD come piccoli oggetti d'arte

I negozi di dischi che resistono si contano sulle punte delle dita e le ragioni del mercato certamente non giustificano il persistere della loro produzione. Eppure negli ultimi anni sono nate molte case discografiche. Il motivo principale è che la maggior parte dei dischi sono autoprodotti e l’autogestione con gli attuali mezzi tecnici e di comunicazione è più facile che un tempo. Il musicista vuole comunque che rimanga traccia della sua ricerca: ciò risponde a un’esigenza di fare ordine, di confrontarsi con il proprio passato per progettare il futuro, di condividere l’esperienza con gli amici e con gli esperti del settore, di autopromuoversi nei confronti degli organizzatori di concerti… E oggi ci sarebbero anche altri mezzi per ottenere tutto ciò, ma se il CD conserva un suo fascino è per la sua oggettualità fisica e visiva, acquisendo una dimensione feticistica. Chi produce il disco è nella maggior parte dei casi il musicista stesso, che deve occuparsi anche degli aspetti relativi alla confezione, cercando di caratterizzarla nel modo più personale possibile…
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