Gianmaria Testa

Di - 02/04/2016

Gianmaria Testa

Nessuno è profeta in patria. Forse anche per questo il nome di Gianmaria Testa, cantautore fine, colto e amatissimo dallo scrittore Erri De Luca (con cui ha collaborato in diverse occasioni), è rimbalzato in Italia grazie all’attenzione riservatagli da etichette e critica d’Oltralpe. Storia vecchia quanto il mondo.

Prima Montgolfières per la francese Label Bleu -che in scuderia già vantava Enrico Rava -poi il grande salto in Warner a metà anni Novanta con Extra-Muros, poi Lampo, Il Valzer di un Giorno, Altre Latitudini e Da Questa Parte del Mare consacrano Testa come uno dei migliori autori e interpreti della nuova canzone italiana mettendo anche in risalto le parentele più o meno consapevoli con la musica jazz. A gennaio 2009 è uscito SOLO-dal vivo, il primo album live, registrazione integrale di un concerto tenuto all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Un legame, quello col jazz, ribadito anche grazie a una serie di progetti intrapresi da Testa con Gabriele Mirabassi, Enzo Pietropaoli, Rita Marcotulli, Enrico Rava, Battista Lena, oltre a A Léo, il celebre tributo a Lèo Ferré con Roberto Cipelli, Paolo Fresu, Philippe Garcia e Attilio Zanchi . Insomma, un ospite perfetto per la nostra rubrica “Osmosi.”

All About Jazz Italia: Ricordi la prima volta che hai ascoltato musica jazz?

Gianmaria Testa: Perfettamente. Fu al liceo, durante la settimana autogestita. Sarà stato il 1975, quando ancora si facevano occupazioni “serie.” Invitammo un esperto di jazz, che di professione era ottico e che neanche a farlo apposta si chiamava Testa. Mise sul piatto Free Jazz di Ornette Coleman…

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Foto
Roberto Cifarelli

About Luca Muchetti

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