Gaetano Partipilo

Di - 02/05/2016

Intervista a Gaetano Partipilo

S’è formato nella fervida scena del jazz pugliese e nei corsi di Siena Jazz ma poco più che ventenne ha svolto le prime, significative, esperienze internazionali accanto a Dave Liebman, Greg Osby, Jason Moran, Nasheet Waits e altri protagonisti dell’innovazione, a New York sul finire degli anni Novanta.
Oggi Gaetano Partipilo è uno dei massimi sassofonisti e leader del jazz italiano ed europeo. Ha appena superato i quarant’anni ma non ha perso la spinta a cercare nuove e avanzate aperture musicali, mantenendo quella curiosità e versatilità che emerge dai sette dischi da leader e dalle vaste collaborazioni.

Il suo ultimo album, appena pubblicato dalla Tuk Music di Paolo Fresu e presentato al Club Ronnie Scott’s di Londra il 26 aprile, s’intitola Daylight. Il sassofonista guida un quintetto con alcuni dei migliori jazzmen italiani dell’ultima generazione. Poco prima della trasferta londinese ci ha rilasciato quest’intervista, in cui parla dell’ultimo progetto e di molto altro.

All About Jazz Italia: Iniziamo a parlare del tuo nuovo disco,Daylight. Com’è nato il progetto?
Gaetano Partipilo: Con ognuno dei musicisti avevo già suonato in contesti diversi. Con Alessandro Lanzoni suonavamo nel gruppo di Roberto Gatto, con Francesco Diodati ho collaborato in alcune incisioni dell’Auand di Marco Valente, ho suonato per alcuni concerti nel suo quartetto e dato una performance in duo a New York. Alemanno e Congedo sono stati la ritmica di vari gruppi pugliesi di cui ho fatto parte, guidati da Nicola Conte, Chiara Civello e altri. Dopo il disco Besides, ho sentito il bisogno di scrivere musica nuova ed ho voluto avere accanto musicisti giovani, energie fresche per provare quest’esperimento…

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