Frank Zappa, due decenni dopo

Di - 03/11/2014

 

Frank Zappa, due decenni dopo

Il 4 dicembre 2013 cadeva la ricorrenza del secondo decennale dalla scomparsa di Frank Zappa. Sono passati venti anni da quando una delle maggiori personalità musicali del XX secolo è venuta a mancare, stroncato da un male incurabile, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo dell’arte contemporanea. Anche se la sua musica ha avuto un’enorme influenza su più di una generazione di musicisti, nessuno sembra in grado di raccoglierne l’eredità. Troppo unica e originale la sua proposta per poter essere ripresa da altri. Zappa non è stato un maestro portato a trasmettere il proprio insegnamento, né ha mai preteso di considerarsi tale; ma ha sicuramente rappresentato un esempio e una via da seguire per chiunque cercasse di liberarsi dagli schemi e dai vincoli precostituiti dell’industria musicale.In trent’anni di carriera ha costruito un corpus di opere impressionante per qualità e quantità, spaziando attraverso i generi come nessun altro prima e dopo di lui, e viene spontaneo chiedersi cos’altro avrebbe potuto realizzare in questi ulteriori venti anni, se solo ne avesse avuta la possibilità. Anche se questo interrogativo è destinato a rimanere senza risposta, la mole di registrazioni, soprattutto dai suoi tour, che ha effettuato quando era in vita e accumulato nei giganteschi archivi del suo studio ci consentono di godere ancora oggi di una notevole massa di materiale inedito, rilasciato nel corso di questi anni dalla moglie Gail, che insieme ai figli ne gestisce il catalogo attraverso lo Zappa Family Trust (anche se con criteri quanto meno discutibili). In occasione del primo decennale abbiamo parlato estesamente della vita e l’opera di Zappa in uno speciale al quale rinviamo per tutti gli approfondimenti del caso; vogliamo qui limitarci a un aggiornamento su quello che è successo in ambito zappiano da allora.

In questi dieci anni non sono mancati gli omaggi a Zappa, entrato di diritto nel novero dei grandi musicisti del XX secolo, anche in ambito accademico. La sua musica viene eseguita sempre più spesso nelle sale da concerto da parte di orchestre o gruppi strumentali dedicati alla musica contemporanea, spesso col patrocinio della famiglia, come nel caso della serata romana di cui abbiamo riferito a suo tempo. Meno frequenti le citazioni in ambito rock, ormai riservate quasi in esclusiva alla cover band ufficiale Zappa Plays Zappa guidata dal figlio Dweezil, che gira il mondo periodicamente riproponendo la musica paterna, senza più l’impatto dell’originale, in una sorta di autopromozione del catalogo discografico continuamente aggiornato e ristampato; ma meritano una menzione almeno due chitarristi, il belga Michel Delville e l’austriaco Alex Machacek, nella cui musica si possono trovare frequenti rimandi a Zappa.

Non sono mancate le pubblicazioni di libri, che si vanno ad aggiungere alla già copiosa bibliografia zappiana; da segnalare tra i più interessanti una monumentale discografia curata da Scott Parker in otto volumi (a oggi sono usciti i primi 5); “Shell-Shocked,” l’autobiografia di Howard Kaylan, che racconta anche la sua esperienza con Zappa come metà del duo di vocalist Flo e Eddie; e “Zappa the Hard Way,” un lavoro di Andrew Greenfield sullo sfortunato tour del 1988, l’ultimo realizzato da Zappa, concluso prematuramente per contrasti tra alcuni musicisti della band. Ogni contributo aggiunge qualcosa alla conoscenza di un personaggio troppo complesso e sfaccettato per poter essere inquadrato in modo esaustivo; per un elenco molto completo e aggiornato rimandiamo alla lista presente su Zappa Books. A questi testi si uniscono varie tesi di laurea su Zappa, molte recuperabili attraverso i principali motori di ricerca in rete, che danno la misura di un fenomeno musicale il cui studio è ben lungi dall’essere esaurito, e che ci accompagnerà sicuramente ancora per molto tempo.

Anche in campo video ci sono state le edizioni digitali di alcuni titoli importanti: dopo “Does Humor Belong in Music” e “Baby Snakes,” pubblicati a ridosso del primo decennale, hanno visto la luce su DVD anche “Dub Room Special,” “The Torture never Stops” e “A Token of His Extreme,” il primo dei quali mescola materiali tratti da un concerto al Palladium di NYC la notte di Halloween ’81 pubblicato integralmente sul secondo DVD e lo speciale televisivo al KCET di LA nel 1974 oggetto del terzo titolo. Mancano all’appello ancora i titoli più importanti, dal più volte annunciato (e sempre rimandato) video del Roxy 1973 ai classici “Uncle Meat” e “200 Motels.” Di quest’ultimo in realtà è uscita un’edizione curata dal co-regista Tony Palmer per l’inglese Voiceprint, risultata però deludente sia per la totale mancanza di extra che per la qualità video scadente. Il DVD era stato pubblicato senza il coinvolgimento della famiglia Zappa, che non possiede i diritti dell’opera (anche la versione discografica, di proprietà MCA, non è inclusa nel catalogo di ristampe ed è l’unico titolo al momento fuori catalogo, anche se non impossibile da reperire). Da segnalare anche alcuni interessanti documentari come “Classic Albums: Apostrophe(‘)/Over-Nite Sensation” (incentrato sui due albums del 1973/74, e ricco di estratti video interessanti tra cui una visita al Vault, il leggendario archivio di nastri di Zappa), “In the 60′s,” “The Freak-Out List” e “From Straight to Bizarre,” che affrontano diversi aspetti relativi ai primi anni di attività del musicista.

In questa occasione ci preme aggiornare la discografia zappiana, dal momento che i lavori (tra inediti e ristampe) pubblicati in questi ultimi dieci anni sono di gran lunga più numerosi di quelli usciti nel primo decennale dalla scomparsa. Non tutti sono indispensabili, molti si rivolgono quasi esclusivamente ai fans più sfegatati, o ai collezionisti irriducibili, ma sono presenti anche diversi titoli che colmano alcune lacune importanti della sua discografia, o che correggono alcune scelte discutibili fatte in passato che avevano suscitato molte perplessità e critiche. Ma vediamo nel dettaglio tutto quello che è uscito in questi anni, riprendendo il filo della discografia là dove lo avevamo interrotto: ovvero con i primi titoli della nuova label Vaulternative, dedicata alla pubblicazione degli inediti provenienti dagli sterminati archivi zappiani (“the Vault,” appunto), vera miniera di tesori su cui molti appassionati vorrebbero mettere le mani. I due primi titoli, FZ:OZ e Halloween, pur certamente dignitosi, non sono proprio quello che i fans speravano, ma le logiche editoriali di Gail Zappa, curatrice di tutto il materiale lasciato dal marito, si dimostreranno spesso foriere di scelte criticabili, a cominciare proprio dall’uscita successiva.

Joe’s Corsage
Vaulternative (VR 20041, Maggio 2004)

Primo di una serie di titoli (altri tre seguiranno) che giocano sull’assonanza con Joe’s Garage, nonostante i contenuti non abbiano nulla a che vedere con la famosa opera rock del chitarrista. In questo caso si tratta di una serie di demo di brani che vedranno poi la luce su Freak Out!; registrati nel 1965 da una primitiva formazione dei Mothers comprendente anche il chitarrista Henry Vestine (successivamente nei Canned Heat) e inframmezzati da alcuni frammenti di interviste a Zappa. Al di là dell’interesse storico e della curiosità c’è ben poco. Solo per completisti…

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