Francesco Chiapperini e il Questionario di Proust

Di - 21/01/2016

Francesco Chiapperini e il Questionario di Proust

All About Jazz: Il tratto principale della mia musica.
Francesco Chiapperini: Molte mie composizioni hanno un suono “scuro.” Sono infatti spesso caratterizzate da una tensione sonora che provoca, nelle orecchie di chi le ascolta, una sensazione di sofferenza. Ed è proprio tale sensazione che associo alla musica che, quindi, assume per me la funzione di strumento di elevazione dell’individuo dalla condizione di sofferenza diffusa e generalizzata in cui il genere umano sono convinto che viva.
AAJ: La qualità che desidero nei musicisti che suonano con me.
F.C.: Lettura, capacità di immedesimarsi nell’idea musicale di quanto proposto ed iniziativa. Sopra queste caratteristiche, però, ritengo che credere in una progettualità di fondo, sentendosi parte di un tutto, e la capacità di prenderne consapevolezza, siano fondamentali.

AAJ: Come musicista, il momento in cui sono stato più felice.
F.C.: Settembre 2000: è stato il mio primo contratto musicale, firmato con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano. Nei primi cinque giorni di concerti avrei suonato al Teatro alla Scala di Milano un balletto firmato da Alexander Glazunov (“Raymonda”) in una produzione che vedeva coinvolti il direttore ed il corpo di ballo dell’Opera di Parigi…

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Foto
Danilo Codazzi

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