Enzo Favata

Di - 31/08/2017

Enzo Favata: direttore artistico del festival Musica Sulle Bocche

Il festival Musica sulle Bocche si svolge a Santa Teresa di Gallura, appunto sulle Bocche di Bonifacio che dividono la Sardegna dalla Corsica, e per svariati motivi si è rapidamente guadagnato una grossa reputazione internazionale. Merito del programma, sempre molto particolare e ricco di proposte poco convenzionali, ma anche dell’ambientazione e delle “invenzioni” mirate a valorizzarla, valorizzando ovviamente anche la musica. Le più note sono i concerti all’alba sulla spiaggia, che iniziano di notte e si concludono quando i primi raggi del sole svelano la bellezza le rocce e il mare fino ai bianchi scogli corsi, e il tramonto inaugurale nella Valle della Luna, sempre seguito da un grande pubblico. Abbiamo intervistato Enzo Favata, multistrumentista, compositore e band leader di Alghero, che del festival è l’ideatore e il direttore artistico.

All About Jazz Italia: Da quanti anni si svolge il festival Musica sulle Bocche?

Enzo Favata: Quella che sta per iniziare è l’edizione numero diciassette.

AAJ: Una bella durata, che tuttavia si è sviluppata a partire da un successo e da un rispetto che sono stati quasi immediati, grazie alla scelta del luogo e del modo in cui l’ambiente è stato valorizzato dalla musica, e viceversa. Come nascono il festival e la sua collocazione?

EF: Musica sulle Bocche nasce sulla scia del mio progetto Voyage en Sardaigne, che venne documentato nel 1999 in un fortunato disco pubblicato da Il Manifesto. Quando portai quel progetto a Santa Teresa di Gallura, l’ultimo paese a nord della Sardegna, mandai un mio segretario di produzione a verificare gli spazi. Mi disse che c’era una piccola gradinata vicino al porto, forse duecento posti, ma io pensai che il concerto, fatto in estate con la presenza di molti turisti, avrebbe richiamato più pubblico. Infatti avemmo quasi duemila persone, tanto che a cena l’assessore, dopo essersi complimentato, mi parlò del suo desiderio di ospitare un festival estivo, e mi propose di assumerne la direzione artistica. Stavamo parlando del possibile nome, che lui ipotizzava come “Festival Internazionale della Musica Jazz di Santa Teresa Gallura,” quando mi suonò il telefono e uscii dal ristorante, posto in una bellissima posizione sul mare, per rispondere. E lì mi ritrovai sulle Bocche di Bonifacio, calmissime, con le barche che passavano, le luci di Bonifacio sullo sfondo… una scena fantastica! Rimasi incantato a guardare per qualche istante, poi rientrai e dissi all’Assessore e al Sindaco ho detto: «Sì, facciamo il festival, ma chiamiamolo Musica sulle Bocche!». La scelta del nome -che rimanda anche a una pluralità di significati possibili -ha fin da subito comportato anche il non vincolarci rigorosamente al jazz, o almeno a un certo tipo di jazz, bensì di muoverci con un concept plurale -che è poi un modo di lavorare che mi è proprio anche nei miei progetti musicali…

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Foto: Ziga Koritnik

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