Enten Eller

Di - 20/06/2016

Enten Eller: trentennale con disco (doppio?)

C’è una storia che comincia nel 1986 e prende il nome dai sacri testi kierkegaardiani: trattasi di Enten Eller, oggi (e ormai da vent’anni) un quartetto ben definito, con Alberto Mandarini alla tromba, Maurizio Brunod alla chitarra, Giovanni Maier al contrabbasso e Massimo Barbiero alla batteria, ma dopo aggiustamenti che di fatto hanno occupato il primo decennio di vita del gruppo.

L’anniversario, veramente raro nel panorama jazzistico non solo italiano, è stato festeggiato il 3 e 4 giugno attraverso un doppio “evento”: la prima sera un concerto nell’ambito di Novara Jazz, dove al quartetto avrebbe dovuto aggiungersi Alexander Balanescu, che però alla fine, per un disguido organizzativo, è rimasto al palo, sostituito a tempo di record con Emanuele Parrini, invitato poi a prender parte anche alla seduta in studio (quello di Pier Giorgio Miotto, a Ronco Biellese) del giorno seguente.

Ora tutti si rivedranno a metà luglio per il mixaggio, dopo di che l’album “celebrativo” prenderà forma e tempi di uscita (dovrebbe già essere fuori entro fine estate), tutte cose di cui abbiamo voluto parlare con i diretti interessati in una pausa nelle registrazioni.

All About Jazz Italia: Partiamo da questa produzione discografica per così dire commemorativa.

Massimo Barbiero: L’idea iniziale era quella di dare voce a una nostra tendenza all’improvvisazione anche molto estesa. Quando suoniamo dal vivo, mettiamo in scaletta un dato numero di pezzi, che poi regolarmente dobbiamo sforbiciare perché ci lanciamo in improvvisazioni lunghissime e i tempi del concerto non ci consentono di completare il programma. Ecco: l’idea era appunto quella di improvvisare, totalmente, senza nulla di predefinito, però in studio. Ci pensavamo da molto tempo, ma poi, per un motivo e per l’altro, la cosa non si era mai concretizzata…

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Foto
Luca D’Agostino (Phocus Agency)

About Alberto Bazzurro

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