Donatello D’Attoma Story

Di - 05/07/2016

Donatello D’Attoma Story

Donatello D'Attoma Story

A tu per tu con Donatello D’Attoma, classe 1983, e astro pianistico “crescente” e vitale del nostro jazz d’autore. Lo abbiamo incontrato due volte: la prima l’anno scorso, in occasione del Fasano Jazz, dove ha diviso il palco con il chitarrista norvegese Bjorn Solli (si trattava di una delle tappe estive del Watchdog Tour) e, recentemente, in concomitanza della sua ultima produzione discografica, Shemà in cui ha messo mano, reinterpretandole, composizioni note e meno note di Charles Mingus. Ecco il resoconto.

All About Jazz Italia: Qual è stata la tua formazione musicale?

Donatello D’Attoma: Almeno inizialmente la mia formazione è stata di matrice classica, mi sono infatti diplomato in organo al Conservatorio di Monopoli. Poiché ho sempre avuto una passione per la storia della musica, dopo il diploma mi sono spostato all’Università di Cremona proprio per approfondire i miei interessi e lì ho avuto la fortuna di incontrare il pianista Roberto Cipelli che mi ha introdotto al mondo del jazz. Allora avevo poco più di vent’anni.

AAJI: Quindi tu non nasci come pianista jazz?

D.D.A.: No. Quando ho iniziato gli studi non esisteva la possibilità di iscriversi a un corso accademico in Musica Jazz se non dopo aver conseguito il diploma tradizionale. E quindi dopo il Diploma in Organo, mi sono laureato in musicologia a Cremona e ho proseguito i miei studi sul jazz a Torino insieme a maestri come Dado Moroni, Furio Di Castri, Emanuele Cisi e altri…

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