Culatello & Jazz – 8 Sett.

Di - 29/08/2017

Torna per la nona volta consecutiva la grande serata di musica e gusto che sotto il cielo di Roccabianca sancisce il legame tra note e sapori. Culatello & Jazz, ormai attesissimo, si riappropria dello splendido castello quattrocentesco di Roccabianca: una cena gourmet con ospite d’onore il culatello di Parma e il grande jazz ad amalgamare tutto. L’appuntamento realizzato grazie a Spirito Verdiano e all’Associazione Castello Eventi si svolgerà venerdì 8 settembre 2017 a partire dalle ore 20.

Ingredienti della serata: degustazioni di prodotti tipici abbinati a bollicine del territorio, musica jazz internazionale, cena “stellata” firmata dallo Chef Massimo Spigaroli – lui stesso eccellenza della bassa parmense – e “sua maestà” il culatello, servito… con tanto di sfilata.

Massimo Spigaroli nel 2010 ha conquistato la sua prima stella Michelin con il ristorante “Antica Corte Pallavicina” di Polesine Parmense, e da grande interprete della tradizione parmigiana, proporrà un menù appositamente pensato attorno all’eccellenza del culatello.

E mentre la cena volge al termine, inizia la musica dal vivo con il concerto BOLTRO MEETS BOSSO feat. LEGNINI ROLFF-PACHE. Protagonisti: FLAVIO BOLTRO – tromba, FABRIZIO BOSSO – tromba, ERIC LEGNINI -  pianoforte, MASSIMILIANO ROLFF – contrabbasso, ADAM PACHE– batteria.

Una serata dall’elevatissima qualità di tutti i suoi momenti che nasce dalla vivace e proficua collaborazione tra Spirito Verdiano ed all’Associazione Castello Eventi.

Per tutte le informazioni

http://www.culatelloejazz.it/pag/eventi.html  

FLAVIO BOLTRO – Tromba

Uno dei più grandi trombettisti italiani, Flavio Boltro fa parte della scena jazzistica mondiale da più di 15 anni. Diplomatosi al Conservatorio di Torino, si è “fatto le ossa” in Italia prima di esibirsi accanto a musicisti di grande levatura come Cedar Walton, Bob Berg, Don Cherry, Billy Hart e Billy Higgins. A partire dal 1990, ha partecipato a numerosi festival e tournée in veste di sideman di Freddie Hubbard e Jimmy Cobb, prima di diventare un componente del gruppo jazz di Laurent Cugny (di cui ha fatto parte dal 1994 al 1997) e di suonare con Aldo Romano.

Dopo aver fatto parte stabilmente per quattro anni della ONJ Francese ed in seguito del sestetto di Michel Petrucciani, è tuttora componente dell’attivissimo gruppo Di Battista-Boltro 5tet. Artista brillante e versatile, Flavio Boltro ci rivela oggi le sue doti di compositore: ha infatti inciso nel 1999 il primo album a suo nome dal titolo “Road Runner”, e nel 2002 il suo secondo album “40°” alla testa del suo quartetto. Entrambi i lavori sono stati pubblicati dalla prestigiosa etichetta Blue Note.

Nell’ambito della sua attività concertistica, collabora tra gli altri anche con Michel Portal e Laurent De Wilde.

Flavio Boltro nasce a Torino il 5 maggio 1961. Il padre è musicista, trombettista e grande appassionato di jazz, mentre la madre è un’insegnante elementare. «Mi sono ritrovato immerso nel jazz fin da piccolo, da quando avevo tre anni. Mio padre mi prendeva sulle ginocchia prima di andare a letto e mi faceva ascoltare Amstrong e tutti i dischi di quegli anni».

Quando Flavio ha 5 anni, la sua famiglia si trasferisce a Pianezza, a 25 km da Torino, dove il musicista trascorrerà l’infanzia e l’adolescenza. «A nove anni e mezzo, ho detto a mio padre che volevo imparare a suonare la tromba». I genitori di Flavio sono convinti che il ragazzo voglia fare musica così come altri vogliono giocare a calcio o iscriversi a un corso di ceramica. E invece resteranno meravigliati di fronte alla serietà dimostrata nell’affrontare questo strumento, con il quale si esercita tutti i giorni. A 13 anni, si iscrive al Conservatorio, dove si reca un giorno alla settimana per prendere lezioni da Carlo Arfinengo (1a tromba dell’Orchestra Sinfonica di Torino).

Un anno dopo, il padre chiederà all’insegnante di seguire il figlio privatamente per prepararlo all’esame di ammissione al Conservatorio, che frequenterà per sette anni. Una volta diplomato, la sua vita sarà segnata da due momenti determinanti, che coincidono con l’incontro di due formazioni che saranno per lui l’occasione di farsi conoscere e apprezzare. La prima è LINGOMANIA, guidata da Maurizio Giammarco. Il musicista possiede già un quartetto, ma aspira a trasformarlo in un quintetto.

Una sera, al Capolinea, il celebre club milanese, Giammarco vede Flavio esibirsi con il trio del pianista Mario Rusca e lo chiama la settimana seguente per fissare un incontro. Nasce così il famoso quintetto, formato da Roberto Gatto alla batteria, Furio Di Castri al contrabbasso, Giammarco al sax, Umberto Fiorentino alla chitarra e Flavio alla tromba. Questo gruppo acustico dalla matrice e dalle sonorità elettriche rappresenta una novità per quegli anni e riscuote grande successo in Italia, aggiudicandosi, per due volte consecutive, il premio per il Miglior Disco e il titolo di Miglior Gruppo dell’Anno.

Quando intraprende questa avventura, che si protrarrà per un biennio, Flavio ha 25 anni. Parallelamente, incomincia a ricevere diverse richieste di collaborazione, in particolare da Steve Grossman, con il quale si esibisce regolarmente. «All’epoca in Italia c’erano 2000 club; io ci suonavo spesso con Steve ma mi esibivo anche ai festival internazionali in quintetto con Cedar Walton, Billy Higgins e David Williams alla sezione ritmica. E, poco prima che si concludesse l’esperienza con i Lingomania, con Clifford Jordan e Jimmy Cobb. Ho tenuto anche due concerti con Freddie Hubbard a Umbria Jazz oltre a quelli di Torino e di Milano». La seconda formazione decisiva è il trio costituito insieme a Manu Roche alla batteria e a Furio Di Castri al contrabbasso.

«Questo gruppo ha funzionato a meraviglia! All’epoca non esisteva un trio di tromba/contrabbasso/batteria; c’era solo il quartetto di Ornette; ma nessun trio. Mi è venuta questa idea e ne ho parlato con Furio. Al suo terzo anno di vita, il gruppo è diventato un quartetto con l’arrivo di Joe Lovano. Abbiamo fatto una tournée di 12 date in Italia e abbiamo inciso delle composizioni mie, di Furio e di Lovano, ma il disco non è mai uscito!» Ed eccoci arrivati ai primi anni novanta.

E’ estate, tempo di vacanze! Flavio parte in moto per la Corsica, con tenda e sacco a pelo… Qui ha l’occasione di assistere da spettatore al Festival di Calvi, dove, l\’anno seguente, tornerà invece in veste di concertista per esibirsi in quartetto accanto ad Antonio Farao, Manu Roche e Paolo Dallaporta su richiesta di Lionel Benhamou. Durante le memorabili jam session di quelle serate, Flavio ha l’opportunità di fare importanti incontri che segnano l’inizio della sua avventura francese.

Nel 1994, Laurent Cugny, che ha appena preso le redini dell’ONJ, è alla ricerca di un trombettista e di un sassofonista: la sua scelta ricade proprio su Flavio Boltro e sul suo compagno di gioventù Stefano Di Battista. E un anno prima della conclusione della sua esperienza con l’ONJ, Flavio entrerà a fare parte del sestetto di Michel Petrucciani. Da tempo Flavio Boltro, Stefano Di Battista ed Eric Legnini, amici di lunga data, cercano due musicisti per costituire un quintetto.

Il loro progetto si concretizzerà nel 1997 con l’arrivo di Benjamin Henocq alla batteria e di Rosario Bonaccorso al basso. Il nuovo gruppo, lo Stefano Di Battista/Flavio Boltro Quintet, riscuoterà grande successo fin dal 1998.Vincitore del Jazzit Award 2010, collabora stabilmente con il quintetto guidato da Gino Paoli con Danilo Rea, Roberto Gatto e Rosario Bonaccorso. Nel 2010 ha pubblicato il suo primo CD per la ACT MUSIC con il progetto “Opera ” in duo con Danilo Rea.

 

FABRIZIO BOSSO – Tromba

Fabrizio Bosso inizia a suonare la tromba all’età di 5 anni e a 15 si diploma al conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Nel 2000 pubblica “Fast Flight”, il primo disco a suo nome. Nel 2002 esce il primo disco degli High Five intitolato “Jazz For More”, al quale seguirà “Jazz Desire” nel 2004, per la prestigiosa Blue Note “Five For Fun”nel 2008 e “Split Kick” per Blue Note Japan nel 2010. Fin dall’inizio della sua carriera Fabrizio può vantare collaborazioni importanti  come, fra i tanti, Gianni Basso, Enrico Pieranunzi, Rosario Giuliani, Charlie Haden, Carla Bley.Con la Blue Note, pubblica nel 2007 uno dei suoi  dischi  più  importanti, “You’ve  Changed”,  in  quartetto  e  13  archi  magistralmente  arrangiati  da  Paolo Silvestri,  con  alcuni  ospiti  come  Stefano  Di  Battista,  Bebo  Ferra,  Dianne  Reeves  e  Sergio  Cammariere,  al quale deve l’ingresso nel mondo del pop e la sua prima apparizione al Festival di Sanremo. Sempre con la storica etichetta Blue Note, pubblica anche “Sol”, primo disco della formazione Latin Mood, nata nel 2006 e che condivide con Javier Girotto. Seguirà poi nel 2012 “Vamos”, pubblicato con la Schema Records. Era sempre di Schema Records anche “Handful Of Soul”, ancora con gli High Five, che consacrerà al successo Mario Biondi. Nel 2010 pubblica “Spiritual”, con Alberto Marsico e Alessandro Minetto con cui pubblicherà anche “Purple” nel 2013, per la Verve/Universal. Nel 2011, un altro punto di svolta: la registrazione, presso gli Air Studios di Londra, dell’album “Enchantment-  L’incantesimo Di Nino Rota” con la London Symphony Orchestra e la ritmica di Claudio Filippini, Rosario Bonaccorso e Lorenzo Tucci.  Gli arrangiamenti e la direzione sono di Stefano Fonzi. A un anno di distanza, esce il disco “Face To Face”, per Abeat Record, in duo con il fisarmonicista Luciano Biondini. Nel frattempo, molte sono le partecipazioni a Festival prestigiosi, in Italia e all’estero. In particolare, raggiunge una grande popolarità in Giappone, dove torna sistematicamente con i suoi progetti.  Negli anni, partecipa ancora a Sanremo, sia con Sergio Cammariere che con Simona Molinari, Raphael Gualazzi e Nina Zilli.    Molte sono le collaborazioni cross over (come “Uomini in Frac” dedicato a Domenico Modugno e “Memorie di Adriano”, dedicato al repertorio di Celentano) e anche interdisciplinari con “Il Sorpasso”, sonorizzazione dal vivo di un montaggio di immagini tratte dal capolavoro di Dino Risi, o “Shadows”, un omaggio a Chet Baker con Julian Oliver Mazzariello al piano e Massimo Popolizio  voce recitante. Non mancano le partecipazioni di Fabrizio Bosso come solista, insieme a grandi direttori d’orchestra come Wayne Marshall o Maria Schneider, e nella rivisitazione della Bohème dal titolo “Mimì è una civetta”, ad opera di Alessandro Cosentino e nata da un’idea di Cristina Mazzavillani Muti. Alla fine del 2014, esce l’atteso duo con Julian Oliver Mazzariello “Tandem” (con ospiti Fiorella Mannoia e Fabio Concato) e nella primavera 2015 pubblica “Duke” (entrambi per Verve/Universal), dedicato a Duke Ellington, con il suo nuovo quartetto composto da Julian Oliver Mazzariello, Luca Alemanno e Nicola Angelucci e una sezione di sei fiati. Gli arrangiamenti e la direzione sono affidati al magistrale Paolo Silvestri. A Maggio 2016, sull’onda dell’incontro in occasione di Tandem e poi del progetto live “Canzoni”, esce il disco con Julian Oliver Mazzariello e Fabio Concato, “Non Smetto Di Ascoltarti”, pubblicato da Warner Music.

 

ERIC LEGNINI – Pianoforte

Eric Legnini è nato in Belgio, nel 1970. Ha trascorso la sua infanzia ascoltando Bach e Puccini. All’inizio degli anni ’80, l’ascolto di un album Erroll Garner gli ha aperto un nuovo orizzonte musicale, con il suo orecchio eccezionale per la musica, viene subito catturato dall’incantesimo del jazz, Eric ha trovato la sua strada espressiva.
Nel 1987 incontra una delle più importanti figure del jazz europeo, il sassofonista Jacques Pelzer, che lo invita ad esibirsi in duo con lui ed in seguito ad unirsi alla sua band. Un incontro importante e fondamentale per la sua carriera che lo ha portato ad approfondire le sue conoscenze musicali e ad ampliare il suo repertorio di standard, diventando in breve tempo uno dei giovani sidemen più promettenti della scena jazzistica belga.

Nel 1988 a soli diciotto anni Eric decide di andare a New York, la patria del jazz, per approfondire i suoi studi. Nella grande mela ci rimane per due anni, sviluppando anche altri interessi come il rap e la musica elettronica ed imparando a conoscere ed apprezzare altri artisti come i Public Enemy e Ice-T.
Oltre ai corsi di studio presso la Long Island University con Richie Beirach, Eric è sempre stato “on-the-job training” trascorrendo le notti in jam session epiche in compagnia di alcuni delle migliori promesse jazz del periodo: Vincent Herring, Ravi Coltrane, Branford Marsalis, Kenny Garrett ….

Tornato in Belgio nel 1990, gli viene subito offerto la cattedra di pianoforte jazz presso il Conservatorio Reale di Bruxelles, nel frattempo incontra il grande Toots Thielemans e si unisce con entusiasmo alla sua orchestra, un’esperienza durata circa due anni che lo ha portato ad esibirsi in tutto il mondo.
Si intensifica il suo lavoro in studio e sperimenta nuovi percorsi fondendo funk, rap e musica elettronica.

Considerato ormai un pilastro della scena jazzistica belga, il 1992 è un’altro importante anno per la vita artistica di Eric, il suo incontro con due formidabili musicisti italiani il trombettista Flavio Boltro e il sassofonista Stefano Di Battista, che insieme a Laurent Cugny formano una band decisi a conquistare Parigi. Il talento e la bravura di Eric Legnini è il collante perfetto per questa storica formazione che lascia un segno indelebile.

Un suono aperto e generoso, un fraseggio ricco e raffinato, pieno di swing, fondato su rigore e sobrietà degni dei grandi maestri del hard-bop lo fanno diventare uno dei sidemen più richiesti.

Eric Legnini ha tenuto concerti in ogni angolo del mondo ed ha suonato solo con i migliori musicisti, sperimentando anche fuori dall’ambito jazz: Enrico Rava, Joe Lovano, Mark Turner, Serge Reggiani, Aldo Romano, Philippe Catherine, Paco Sery, Didier Lockwood, Manu Katché, Richard Bona, Henri Salvador, Christophe, Dj Cam, Sanseverino, John McLaughlin, Yvan Lins, Mike Stern, Bunky Green, Jeff Ballard, Zigaboo Modeliste, Yusef Lateef, Raphaël Sadiq, Pino Palladino, Eric Harland, Kyle Eastwood, Joss Stone, Natalie Merchant,Hugh Coltman, Yael Naim, Raoul Midon, Kurt Elling, Krystle Warren, Vince Mendoza, Michaël Brecker, Dianne Reeves, Milton Nascimento.

MASSIMILIANO ROLFF – Contrabbasso

La musica di Massimiliano Rolff, fondata su una profonda conoscenza della tradizione jazzistica unita ad un gusto personale per la composizione, è diventata negli ultimi anni un punto di riferimento per molti amanti della musica jazz in Italia e in Europa.

In oltre 15 anni di carriera musicale, Massimiliano Rolff, ha suonato continuativamente nei migliori Jazz Clubs e Festivals d’Europa e Usa, come leader ed al fianco di alcuni dei più importanti jazzisti sulla scena internazionale.

Nato nel 1973, si avvicina allo studio della musica all’età di 12 anni suonando la chitarra da autodidatta. A 16 anni si esibisce come bassista con numerosi gruppi rock in nord italia. Ha la fortuna di ascoltare molti generi musicali dal rock al jazz, alla musica classica, da adolescente è un fan del rock britannico. Sempre a 16 anni ha la fortuna di assistere ad un concerto di Miles Davis (tour di Amandla), questo evento cambierà la sua vita. A 20 anni decide finalmente di dedicare la propria vita alla musica, si trasferisce in Olanda alla ricerca di un ambiente più internazionale. Nel 1999 si diploma in basso elettrico e pedagogia musicale presso il Conservatorio statale di Groningen (NL) e dopo pochi mesi, grazie ad una borsa di studio del governo olandese, vola a New York per seguire un master presso The Bass Collective con John Patitucci e Lincoln Goines. Nel 2000 in Italia stabilendosi a Genova. Dopo alcuni anni di professionismo come bassista in ambito pop, nel 2004 si dedica al contrabbasso. La sua vita musicale cambierà ancora.

Tra le sue collaborazioni si ricordano le formazioni con musicisti straordinari come Steve Grossman, Scott Hamilton, Jesse Davis, Phil Woods, Dave Schnitter, Perico Sambeat, Eliot Zigmund, Peter King, Herb Geller, Rachel Gould, Gilad Atzmon, Phil Woods, Sangoma Everett, Andy Gravish, Karen Edwards, Johannes Faber, Jasper Van’t Hof, Tom Kirkpatrick. Nell’ambito nazionale Rolff si presenta spesso al fianco di amici musicisti come Andrea Pozza, Dado Moroni, Emanuele Cisi, Enzo Zirilli, Andrea Dulbecco, U.T. Gandhi, Gabriele Mirabassi, Tino Tracanna, Alessio Menconi, Marco Tamburini, Carlo Atti, tra gli altri.

Negli ultimi anni ha suonato nei più prestigiosi clubs e festival di Italia, Olanda, Germania, Francia, Spagna, Austria, Svizzera, Bulgaria, California, Arizona, Texas, Louisiana, Alabama, Missisipi, Georgia, North e South Carolina, suonando, tra gli altri ai seguenti festival: Valencia Jazz Festival, Folkest, SXSW Festival, UCLA Festival, Mantova Musica Festival, Nu Summer Groove, Dolomiti Sky Jazz, Lille Jazz Festival, Gurten Up Town Festival, Roma Primo Maggio, Milano in Musica, Grande Jazz all’Universita di Castellanza, July Jazz Fest, Alassio Jazz Festival, Sestri Jazz 2008, 2010, Dal Missisipi alla Bormida, Valdarno Jazz, Versilia Jazz, Macerata Jazz Festival, Serravalle Outlet in Jazz e molti altri.

Nel 2010 consegue la Laurea di Secondo Livello in Jazz presso il Conservatorio “N. Paganini”.

Nel 2003 ha pubblicato, come autore e bassista, con il progetto di electro-jazz il fortunato album “Next Beat”, all’importante successo commerciale e di critica hanno fatto seguito numerose apparizioni su altrettante compilation nei 5 continenti.

Nel 2006 ha pubblicato il suo primo album Jazz come contrabbassista, leader e compositore “Unit Five”. Nel 2009 ha pubblicato l’album “Naked” di cui è autore di tutte le musiche. Con entrambi gli album è stato premiato, rispettivamente nel 2006 e nel 2009, come “Migliore album jazz” con il premio “Jazz LightHouse”.

Nel 2012 pubblica il suo terzo album da leader con la formazione Unit Five dal titolo “More Music”, e nel 2014 il suo nuovo album “SCREAM!”.

Decine sono le apparizioni come side-musician in produzioni di interesse internazionale, tra le più recenti ricordiamo l’album “Scrub Game” – Marini Rolff U.T. Gandhi, inserito fra i 100 migliori album del 2013 secondo la Rivista Jazzit, così come per l’album “Scream!”.

Nel 2016 pubblica per la BlueArt il concept-album “Italian Life in Contemporary Time”, con cui propone un sound del tutto personale, per quartetto d’archi, clarinetto, contrabbasso e percussioni e a cui prende parte il clarinettista Gabriele Mirabassi. La musica di Italian Life è parte dell’omonimo spettacolo per immaginini e danza co-prodotto dal Teatro della Tosse di Genova.

Dal 2015 è docente di Basso Elettrico presso il Conservatorio “G. Puccini” di La Spezia.

 

ADAM PACHE – Batteria

Adam Pache nasce a Sidney nel 1977. Riconosciuto come uno dei migliori batteristi australiani, negli ultimi anni si è conquistato un ruolo di rilievo anche nella scena Europea, suonando e incidendo con grandi musicisti quali Steve Grossman, Lee Konitz, Clark Terry, Seamus Blake, Diane Schuur, Terell Stafford, Junior Mance, Carla Bley, Steve Swallow, Danny Grissett, Roberta Gambarini, Scott Hamilton, Eric Reed, Jeremy Pelt, Paul Jeffrey, Ben Wolfe, Gary Smulyan, Joe Magnarelli, Philip Harper, John Webber, Bruce Forman, Scott Robinson, Linda Oh, Gilad Hekselman, Randy Ingram, Will Vinson, Duško Gojković, Barbara Dennerlein, Tony Monaco, Perico Sambeat, Jesse Davis, Francesco Cafiso, Aldo Zunino, Emanuele Cisi, Max Ionata, Piero Odorici, Carlo Atti, Darryl Hall, Alberto Marsico, Ameen Saleem, Bjørn Solli, Michael Rosen, Greg Burk, solo per citarne alcuni.

Adam scopre e coltiva la passione per il mondo delle percussioni sin dalla prima infanzia, quando la sua famiglia si trasferisce in Papua Nuova Guinea, dove viene influenzato dalla ricchezza della musica etnica del luogo, in particolare dalla magia del suono e della ricchezza ritmica dei log drum.

A nove anni si trasferisce di nuovo a Sidney e inizia a studiare la batteria. Dopo il liceo si iscrive al Sidney Conservatorium of Music, integrando alla formazione accademica una fitta attività di concerti dal vivo con l’elite della scena jazzistica della città. Nel 2000 è New York per la prima volta, dove studia con Greg Hutchinson, Carl Allen e Rodney Green.

Nel 2001 Adam partecipa a “The Pulse”, per il canale ABC (Australian Broadcasting Corporation), una acclamata serie televisiva che documenta e diffonde il più alto livello del jazz prodotto in Australia. L’anno successivo prende parte ad una serie di concerti con la cantante Janet Seidel e la Symphony Orchestra al Sidney Opera House. Con l’orchestra incide tre album e partecipa a numerose tournée in Australia, Giappone, Tailandia, Filippine e Medio Oriente.

Adam torna a New York nel 2005, questa volta con un Artist Visa che gli permette svolgere una fitta attività concertistica in molti dei leggendari jazz club della città, entrando sempre più profondamente nel cuore della musica. Nel 2009, lascia New York per stabilirsi in Europa, a Roma, e le molte collaborazioni con vari jazzisti Europei lo vedono impegnato attualmente in Italia, Norvegia, Svezia, Inghilterra, Irlanda, Germania, Svizzera e Danimarca.

Ha partecipato a molti dei festival più prestigiosi nel mondo, tra cui il New York JVC Jazz Festival, Montreux Jazz Festival, Bologna Jazz Festival, Sydney Festival, Oslo Jazz Festival, Copenhagen Jazz Festival, Torino Jazz Festival, Villa Celimontana Jazz Festival, Rigas Ritmi Festival, Ischia Jazz Festival, Empoli Jazz Festival, Peperoncino Jazz Festival, Sori Summer Jazz, Ancona Jazz Festival, Moncalieri Jazz Festival e il Bangkok Jazz Festival.

 

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