Carminho

Di - 21/11/2014

Carminho CantoÈ stato pubblicato il 3 novembre il terzo disco della cantante portoghese Carminho, che in pochi anni s’è imposta come l’interprete più appassionante del cosiddetto Nuovo Fado.

S’intitola Canto (EMI Music Portugal) e nel rispetto della tradizione aggiunge nuove e intense sfumature a una musica che resta il simbolo dell’identità lusitana, già classificata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Senza il classico scialle nero, le luci soffuse e l’accentuazione stereotipata della voce, che troviamo nei locali per turisti, una nuova generazione di fadiste ha condotto l’essenza nel Fado nel nuovo millennio. Ciò che resta è il sentimento, quella struggente nostalgia chiamata saudade, che Carminho esprime come nessun’altra oggi, trovando il massimo riferimento in Amalia Rodrigues.

Grazie alla sua intensa espressività, Carminho è stata accolta dai grandi della musica brasiliana: Chico Buarque, Milton Nascimento, Marisa Monte, Caetano Veloso e altri. Con il primo ha realizzato nel 2012 un magico duo, interpretando “Carolina” mentre Veloso (che l’ha definita “un piccolo miracolo”) ha scritto per lei uno dei brani più avvincenti di questo nuovo album: “O sol, eu e tu,” dove la nostalgica malinconia della musica brasiliana si fonde nel Fado.

Canto è magnifico, la naturale evoluzione del precedente disco Alma. Si snoda in un variopinto percorso di temi danzanti come “Saia Rodada”, pagine colte (una poesia di Pessoa -”Na ribeira deste rio”-nella versione musicata da Mário Pacheco), classici fado con nuovi testi (in “A Ponte” la cantante interpreta una poesia di Reinaldo Ferreira; in “Espera” un testo di Pedro Homem de Mello), temi originali di Diogo Clemente, di giovani autori portoghesi e della stessa Carminho, esaltati da colori strumentali tipici e insoliti.

Il violoncello e l’arrangiamento di Jaques Morelenbaum offrono la cornice ideale alla struggente interpretazione di Carminho in “Ventura.” Altri momenti memorabili sono il duo con Marisa Monte in “Chuva no mar” e l’accorata “Andorinha,” esaltata dalle note di Angelo Freire alla guitarra portuguesa.

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